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Nel mentre il Mar Piccolo di Taranto è tornato agli onori della cronaca per la vicenda relativa al progetto prevede la realizzazione di un parco fotovoltaico galleggiante offshore (sul quale torneremo prossimamente), prosegue la sperimentazione riguardante la “Valutazione dei tassi di decontaminazione in lotti di mitili trasferiti dal Primo Seno del Mar Piccolo al Mar Grande”.
I primi campioni (che arrivano con cadenza quindicinale, come previsto) saranno ultimati a breve, relativi al periodo invernale, dove quindi sarà presente un minimo di bioaccumulo. I campioni interessanti saranno invece quelli prelevati da marzo in poi, per vedere se si riesce a contenere i valori al di sotto dei Tenori Massimi per i mitili trapiantati.
Lo scorso 20 novembre, lo ricordiamo, è avvenuta la posa di alcune reste di mitili con cui è stata avviata l’attività di allestimento dei campi sperimentali nei quattro siti scelti per il I seno del Mar Piccolo, corrispondenti ad altrettante aree in concessione alle rispettive imprese di mitilicoltura.
Il progetto (di cui a lungo abbiamo parlato su queste giornale) ha avuto una gestazione a dir poco travagliata. Riattivato soltanto lo scorso 7 giugno 2024 su impulso del neo commissario straordinario per le bonifiche Uricchio, dopo lo stop subito durante la gestione del prefetto Martino che pure aveva promosso l’attività, vede la partecipazione del Comune di Taranto, di Arpa Puglia, del CNR Irsa, della Asl Taranto, della Capitaneria di Porto, Guardia Costiera, delle associazioni di mitilicoltori e dei sindacati di categoria. E prevede la possibilità di spostare i molluschi in determinate aree del Mar Grande (individuate tempo fa) in modo di agevolare non solo il completamento della loro maturazione, ma anche l’acquisizione di elementi utili alla definizione del quadro ambientale per le zone interessate dalla presenza di impianti per la mitilicoltura considerando per esempio l’aspetto legato al sempre più rilevante incremento delle temperature nei mesi estivi, e dunque per finalità di early warning)..
Duplice la finalità: da un lato, il monitoraggio dello “stato di salute” dei mitili e, dall’altro, consentire “l’adozione di provvedimenti idonei, proporzionati e coerenti con l’obiettivo della tutela della salute”. Ovvero per una eventuale revisione dell’Ordinanza Regionale n. 323/2021 ovvero a mitigarne l’impatto, rispetto alle attività della mitilicoltura tarantina nello stato attuale, che prevede il trasferimento dei mitili dal primo al secondo seno entro e non oltre il 28 febbraio di ogni anno.
Lo scopo consiste nel verificare gli eventuali tassi di decontaminazione in accordo ai periodi stagionali e alle taglie degli individui, ed è di grande interesse della categoria dei mitilicoltori, delle associazioni di mitilicoltori e dei sindacati di categoria, in quanto consente una più efficiente gestione dei mitili allevati, agevolando il completamento della loro crescita sino alla taglia commerciale.
La forte moria di mitili avvenuta nell’estate 2024, dovuta in via prioritaria al progressivo aumento delle temperature, ha infatti determinato anche la quasi totale moria del seme. Vedremo se questo progetto possa servire, almeno in parte, a traguardare la mitilicultura verso un futuro prossimo migliore. Per i lavoratori, le loro famiglie, e per il futuro del territorio tarantino. In attesa di comprendere se e come si arriverà un domani alla vera e propria bonifica del primo seno del Mar Piccolo.
(leggi tutti gli articoli sui mitili e la mitilicoltura https://www.corriereditaranto.it/?s=mitili&submit=Go)