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Da un lato il volto di Cristo coronato di spine, dall’altro un angelo con i simboli della Passione. Riprende il disegno tradizionale, ma si distingue per l’inserimento di due dipinti originali del pittore Roberto Ferri, eccellenza del territorio tarantino, il nuovo Gonfalone dell’Arciconfraternita del Carmine. Diversamente dalle precedenti opere, che presentavano una stampa serigrafata, i nuovi dipinti sono apposti sui due lati dello stendardo in copie autenticate, mentre gli originali verranno esposti nella cappella dove è custodito il Crocifisso, come segno di devozione e di valore artistico. Gabriele Baldari cha confezionato materialmente il gonfalone realizzando un prezioso ricamo d’argento tutto intorno al volto di Gesù.

La presentazione nel corso di una conferenza stampa alla presenza del priore Antonello Papalia, del padre spirituale don Marco Gerardo, di Roberto Ferri e Gabriele Baldari. Il nuovo gonfalone è stato commissionato in occasione del 350° anniversario di fondazione dell’Arciconfraternita. Quest’anno, proprio per la particolare ricorrenza, la processione dei Misteri attraverserà la città vecchia. L’ultima volta era accaduto nel 2015, quando si celebravano i 250 dalla donazione delle statue del Cristo Morto e dell’Addolorata alla congrega da parte della famiglia Calò. Il priore Papalia ha assicurato che l’organizzazione procede per il meglio e si è detto certo che saranno garantite le condizioni per rendere l’evento un momento di vera identità cittadina.

Il gonfalone è la cosiddetta grande bandiera nera simbolo della confraternita del Carmine, portato in processione, il Venerdì Santo, avvolto e legato con un nastro nero sul suo stesso asse, in segno di lutto. “Si tratta – ha sottolineato il priore – di una bella novità, un progetto che mette al centro Taranto. Il maestro Ferri, che ha iniziato gli studi nella nostra città al liceo artistico, ha realizzato delle opere che poi sono state applicate sul Gonfalone, simbolo della nostra Confraternita. L’opera riprende le fattezze del vecchio Gonfalone, alla cui base non c’erano dei dipinti ma delle stampe. In questo caso il maestro ha realizzato due dipinti bellissimi che saranno esposti in maniera permanente all’interno della chiesa”.

Questa, ha aggiunto Papalia, “è un’operazione da cataldiani veri. Dopo 350 anni la Confraternita affida un lavoro a un artista tarantino che è conosciuto, che è noto e che è apprezzato un po’ in tutto il mondo e ne siamo pienamente orgogliosi”.

Il priore ha parlato di “innovazione nella tradizione. Noi non ci lasciamo sfuggire occasioni come queste. Significa avere la capacità di arricchire il proprio patrimonio artistico: è un compito che abbiamo come confraternita da tanto. Il nostro patrimonio artistico si è arricchito nei secoli”.

Papalia ha citato quanto accaduto “nel 1901, quando la confraternita dell’epoca commissionò le tre statue del Manzo che rappresentano un tesoro prezioso e sono custodite all’interno della chiesa del Carmine”.

Dipinti del maestro Roberto Ferri sono presenti nella serie Netflix “Il Gattopardo”. Nel 2023 espose tre dipinti nella mostra “Caravaggio e il suo tempo – Tra naturalismo e classicismo” ospitata nel Castello Svevo di Mesagne. Suoi dipinti sono apparsi nel film Mindcage del 2022 con John Malkovich. Nel 2021 una sua mostra personale fu allestita nel Museo di arte moderna di Barcellona.

Insomma, si tratta di un artista di grande valore che ha accolto l’invito della Confraternita a impreziosire le opere della tradizione della Settimana santa tarantina. “I dipinti – ha spiegato – sono stati realizzati ad olio su tela secondo una tecnica antica, la sovrapposizione delle velature, riprendendo l’impostazione dei due ovali del Gonfalone ma rivisitati secondo un’ottica contemporanea e secondo quella che è la mia poetica. I tempi di realizzazione per questo sono stati anche abbastanza lunghi. È stato comunque un lavoro davvero emozionante perché Taranto è la mia città natale e i sacri riti rappresentano un momento intimo e particolarissimo”.

*credit foto Paolo Occhinegro

 

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