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Già il nome è tutto un programma: la Banca dei Saperi. Al primo piano della sede tarantina della Facoltà di Medicina dell’Università di Bari sono stati consegnati alcuni spazi rifunzionalizzati con i lavori del II lotto funzionale. Erano presenti l’arcivescovo di Taranto Ciro Miniero, il presidente della Scuola di Medicina di Uniba, Alessandro Dell’Erba, e il commissario straordinario dell’Asl di Taranto Vito Gregorio Colacicco.
Si tratta di due aule didattiche della capienza di 75 posti l’una, un ascensore e le stanze della presidenza, costituite dall’ufficio del preside, dalla segreteria e da una sala riunioni. L’obiettivo resta quello di realizzare a Taranto una facoltà di Medicina e chirurgia autonoma.
“Con il sostegno della Regione Puglia – ha affermato Gregorio Colacicco, commissario straordinario Asl Taranto – e delle altre istituzioni, proseguiamo con determinazione nella creazione, qui a Taranto, di un polo didattico moderno e funzionale dedicato alla formazione dei futuri professionisti sanitari. Il nostro obiettivo è realizzare un’offerta formativa solida, competitiva e attrattiva non solo per gli studenti, ma per tutto il territorio ionico”.
Avviato a fine agosto 2023, il secondo lotto funzionale del progetto prevede il restauro e la rifunzionalizzazione del primo e del secondo piano della struttura per accogliere studenti e uffici. In particolare, al primo piano è prevista la realizzazione di quattro aule didattiche, due delle quali consegnate oggi, per un totale di oltre 250 posti, un’aula studio da 32 posti, e un ufficio, oltre ad una sala riunioni, all’ufficio di presidenza con la segreteria. Al secondo piano, invece, sono previste tre aule per le lezioni per un totale di 170 posti e due aule studio per un totale di 50 posti. Ogni piano sarà dotato di servizi igienici adeguati all’utenza e spazi necessari per la sicurezza.
“Con grande soddisfazione – ha dichiarato il professor Alessandro Dell’Erba, presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Bari – continuiamo il lavoro di sviluppo della Scuola di Medicina di Taranto, nata come un’idea e diventata ora una realtà. Il nostro impegno è massimo ed è nell’interesse della futura classe medica di Taranto, affinché possa formarsi in una sede universitaria funzionale al pari di quelle di tante altre città”.
Dell’Erba ha svelato che “a brevissimo si partirà con i primi 23 concorsi per docenti destinati a Taranto e, notizia ufficiosa, è che l’Università, attraverso il suo sforzo, andrà in anticipazione sulle ulteriori somme e prossimamente onorerà tutti e 53 i concorsi che sono stati previsti per la sede ionica”.
Grazie “all’impegno di tanti, oggi – ha commentato l’arcivescovo Ciro Miniero dopo la benedizione dei nuovi spazi – assistiamo alla realizzazione di un sogno che scommette sul futuro dei ragazzi. Questo luogo garantirà la crescita degli studenti e di tutta la comunità”.
I lavori del secondo lotto completeranno le opere già realizzate con il primo, ossia aule, laboratori e servizi di supporto al piano rialzato, concluse a ottobre 2020 con l’inaugurazione e l’avvio delle lezioni del corso di laurea in Medicina. Considerato il pregio storico e artistico dell’immobile, ogni intervento è sottoposto al parere vincolante della Soprintendenza Nazionale per il patrimonio culturale subacqueo di Taranto e, per le proprie competenze, al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Taranto.
I lavori in corso riguardano non solo l’adeguamento degli spazi ma anche quello tecnico, con il potenziamento degli impianti esistenti, la realizzazione di nuove dotazioni per l’efficientamento energetico e l’uso di energie rinnovabili e l’adeguamento dei percorsi per il superamento completo delle barriere architettoniche.
Poco più di due anni fa la Regione Puglia annunciò che Taranto avrebbe avuto una facoltà di Medicina e chirurgia, con una sua sede autonoma e con le cliniche al San Cataldo. Tutto questo grazie a una legge regionale per regolare tutti gli aspetti per il finanziamento nell’arco di 15 anni. L’obiettivo dichiarato è quello di specializzare un maggior numero di studenti, far crescere il livello e la qualità dei medici e scongiurare la fuga dalla Puglia di tanti giovani che – ancora oggi – decidono di specializzarsi, studiando e costruire la loro vita lontano dalla propria terra.

