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Manca poco alla fine dei lavori del nuovo ospedale San Cataldo. Il termine è slittato dal 31 marzo al 26 giugno, ma il punto non è questo. Si tratta di interventi diciamo così di rifinitura. La struttura è praticamente ultimata e sono arrivati già alcuni arredi.

Entro l’estate saranno (dovrebbero essere) trasferiti gli uffici della direzione amministrativa e sanitaria e contestualmente saranno avviate tutte le verifiche e i collaudi. Ci vorrà più tempo per l’installazione dei macchinari e soprattutto per l’assunzione del personale. Per l’apertura bisognerà attendere, da quello che si percepisce, almeno la seconda metà del 2026.

Ma se così fosse, considerando che la posa della prima pietra risale al 12 ottobre del 2020 ( come riporta il contatore nella nostra home page ad oggi sono 1641 i giorni da allora) e che per strutture così complesse – così come spiegato dal Rup (responsabile unico del procedimento) Paolo Moschettini – si impiegano solitamente tra i 7 e i 10 anni, i tempi sarebbero rispettati.

E a queste latitudini si potrebbe parlare di miracolo di San Cataldo. Serviranno però risorse aggiuntive e si dovrà procedere al piano di assunzioni promesso (poco più di un migliaio di figure professionali tra dirigenti, infermieri e OSS) per non far diventare un’opera così imponente e attesa in una cattedrale nel deserto.

Nel cantiere sono state impegnate 220 maestranze. Il nuovo ospedale è costituito da blocchi edilizi sviluppati su 4 livelli. Potrà contare su 715 posti letto, 70 ambulatori, 28 sale di diagnostica, 19 sale operatorie, 2.286 posti auto, un eliporto e un’area verde attrezzata di oltre 220mila metri quadrati. Per la sua realizzazione sono state adottate tutte le soluzioni tecnologiche e costruttive più avanzate: dall’antisismica ai materiali, dall’impiantistica al controllo della qualità, alla sicurezza, all’impatto con il territorio.

Il commissario straordinario e già direttore generale dell’Asl Gregorio Colacicco spiegò in occasione della presentazione del concorso bandito dall’Asl Taranto per la valorizzazione artistica del nuovo ospedale, che erano in via di sistemazione gli arredi e si attendevano i macchinari. In seguito il trasferimento delle equipe del Santissima  Annunziata e del Moscati.

“Non avremo necessità – aggiunse – di trasferire i posti letto e le apparecchiature  perché questo sarà un ospedale nuovo completo. Quindi avremo una sorta di passaggio che nel giro di pochi giorni ci darà la possibilità di continuare le cure in una struttura nuova, che rispetta i sistemi di sicurezza che sono previsti dalle ultime normative”.

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha scritto un paio di mesi fa al ministro della Salute, Orazio Schillaci, reclamando un finanziamento straordinario per le strutture sanitarie di Taranto: per il San Cataldo, comprese le attività di Sanitaservice, la cifra è di oltre 72 milioni di euro. Il governatore ha chiesto anche di “lasciare attivo il Moscati come sede del pronto soccorso” sottolineando che “in questo momento il San Cataldo è il più importante e moderno ospedale della Puglia”.

 

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