Il prossimo 17 aprile è stata fissata la costituzione dell’ Assemblea generale dei Giochi del Mediterraneo di cui faranno parte i ministri dello Sport e Politiche giovanili, Andrea Abodi, e di Economia e Finanza, Giancarlo Giorgetti, il Coni, il Comune di Taranto e la Regione Puglia.
Sarà l’occasione giusta per prendere in considerazione, forse per la prima volta negli ultimi tempi, la questione relativa all’organizzazione logistica dell’evento visto che sinora si è quasi sempre, pubblicamente, parlato solo di impianti.
Anche in questo caso si scontano dei ritardi allarmanti sebbene colmabili. Il Comitato Internazionale dei Giochi, nei giorni scorsi, attraverso una missiva, pur apprezzando i progressi sulle opere, ha espresso preoccupazione per la mancanza di un piano dettagliato e per i ritardi nelle assunzioni.
Su un budget complessivo di 60 milioni di euro sinora il Governo ha stanziato solo 25 milioni per l’organizzazione. Occorre, quindi, colmare questo gap. Il ministro Abodi, nel corso del sopralluogo agli impianti dello scorso 3 marzo, fece riferimento a Regione Puglia, Sport e Salute e sponsor privati.
Il Comitato organizzatore locale è penalizzato non solo dalla mancanza di fondi ma anche da un organigramma ancora incompleto nel quale manca personale qualificato come emerso da una lettera inviata ai vertici delle istituzioni sportive e politiche ma finanche per quanto concerne la sede, non ancora operativa, in Città vecchia, frutto di una promessa – non mantenuta – della giunta Melucci.
Massimo Ferrarese sta facendo il possibile nella sua duplice veste di Commissario straordinario dei Giochi e presidente del Comitato organizzatore locale, senza dimenticare che sta portando avanti anche un discorso collaterale legato alla Fondazione del Mediterraneo per lo sport del quale è socio fondatore.
Avrebbe bisogno di essere coadiuvato da manager esperti ed in tal senso sicuramente gli verrà in aiuto, come promesso, il presidente del CJIM, Davide Tizzano che aveva indicato come figura di riferimento Gianluca Basile, già Commissario delle Universiadi di Napoli 2019.

Una macchina organizzativa che a 18 mesi non si è ancora messa in moto visto che occorre procedere speditamente a bandire la gara per le navi da crociera destinate ad ospitare i 4mila 500 atleti in rappresentanza di 26 nazioni che prenderanno parte all’importante kermesse sportiva. Certamente la mancata costituzione dell’Assemblea generale di fatto ha legato le mani sia al commissario Ferrarese che al Comitato organizzatore locale.
Insomma, come dicono a Taranto, qua ci vogliono “il padre e la madre”…
Intanto, sul fronte caldo dell’impiantistica sportiva ci sono da registrare alcune criticità relative al Comune di Mottola che potrebbe perdere i 2 milioni di finanziamento assegnati per la ristrutturazione del palazzetto dello sport. In una lettera datata 8 aprile scorso il Commissario Ferrarese chiede di provvedere “entro cinque giorni” dal ricevimento della stessa “a porre in essere quanto di competenza”.
Altrimenti, in arrivo ci sarebbe il commissariamento, come accaduto a Taranto per il Centro Sportivo Magna Grecia e probabilmente anche come potrebbe accadere in quel di Brindisi, dove si scontano preoccupanti ritardi nell’esecuzione delle opere previste per i Giochi.
Nei giorni scorsi, infatti, sempre Ferrarese ha inviato un sollecito al sindaco del capoluogo adriatico chiedendo conto dell’operato e delle tempistiche dei lavori previsti allo stadio Fanuzzi e al palasport PalaPentassuglia, per un totale di 10 milioni di euro.
