Ascolta l’audio di questo articolo
A distanza di quasi tre anni dall’ultima riunione (era il 10 settembre del 2022) torna a muovere dei passi concreti il CIS (Contratto Istituzioni di Sviluppo) di Taranto.
Dopo le dichiarazioni dello scorso febbraio del ministro del MASE Pichetto Fratin e del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che annunciavano la ripartenza dello stesso, ieri il Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e la Coesione, Tommaso Foti, ha presieduto i tavoli istituzionali dei CIS Area Taranto, Brindisi-Lecce-Costa Adriatica e Foggia-Capitanata, avviando così formalmente la nuova governance prevista dal Dl 60/2024. Che prevede espressamente la possibilità di individuazione di un Responsabile Unico del Contratto (RUC), con la funzione di dare impulso e garantire l’attuazione delle misure, mediante un’azione di costante di monitoraggio finanziario e procedurale: per Taranto è stato scelto il parlamentare di Fratelli d’Italia Dario Iaia. La prima riunione del nuovo corso dovrebbe svolgersi verso la metà di maggio.
“Con l’avvio dei nuovi tavoli istituzionali dei contratti istituzionali di Sviluppo, il Governo Meloni imprime una svolta operativa alla politica di coesione, dando concreta attuazione alla recente riforma della governance. L’obiettivo è rendere più efficaci e tempestivi gli interventi, superando i ritardi del passato e rispondendo in modo più puntuale alle esigenze dei territori” ha affermato il ministro. “La figura del Responsabile Unico del Contratto – ha concluso Foti – diventa un punto di riferimento operativo per i territori, per assicurare responsabilità, coordinamento e capacità di risoluzione delle criticità”.
Ricordiamo che tutti i Contratti Istituzionali di Sviluppo (tranne quelli infrastrutturali legati ad interventi sulla rete ferroviaria con RFI) subirono una battuta d’arresto, non furono revocati ma congelati dal gennaio 2023. Quando si era concluso lo spoils system del governo Meloni, pratica prevista dalla legge 400/1988 (articolo 18), che stabilisce che i decreti di nomina dei dirigenti che dipendono dalla Presidenza del Consiglio o dai vari ministeri, cessino la loro efficacia alla data del voto di fiducia di un nuovo esecutivo.
I responsabili unici dei vari CIS erano quindi decaduti, compreso il responsabile del contratto di Taranto, perché di nomina ministeriale e dipendenti dall’Agenzia di Coesione che a sua volta era vigilata direttamente dal Presidente del Consiglio dei ministri. Quest’ultima soppressa con il decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, recante disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del piano degli investimenti complementari al PNRR (Gazzetta Ufficiale n. 47 del 24 febbraio 2023) che ha introdotto alcune misure per il potenziamento delle politiche di coesione e per l’integrazione con il PNRR. Tutte le funzioni nonché le risorse umane, strumentali e finanziarie dell’Agenzia furono quindi trasferite al Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Dopo di che, il buio assoluto.
L’Istituzione del Tavolo Istituzionale Permanente per Taranto fu stabilita nel 2015 durante il governo Renzi e comprende 151 interventi per 1,540 miliardi di euro, di cui 833 a valere su risorse Fondi Sviluppo e Coesione. Alla data del 30 giugno scorso, lo stato di avanzamento complessivo registrato sui sistemi di monitoraggio era pari al 51% con riferimento agli impegni, ed al 38% con riferimento ai pagamenti.
Adesso sembra finalmente tornare a vedersi uno spiraglio di luce.
(leggi tutti gli articoli sul CIS Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=cis&submit=Go)