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Le poste di perdoni, la statua della Madonna del Giovedì Santo, le due troccole, Gesù morto, l’altro simulacro della Vergine, il Gonfalone, La Cascata. Alcuni dei simboli, forse i principali. Ma partecipare alle processioni per i confratelli rappresenta un privilegio. Anche per la singola posta del pellegrinaggio agli altari della reposizione. Anche per il simbolo più piccolo. Pagano per sottoporsi a una penitenza, nazzicando con un estenuante dondolio al suono struggente delle marce funebri.
Anche la polemica, come da tradizione, è un prezzo da pagare. A fare rumore e scatenare la solita ridda di voci e di commenti sui social che gravitano attorno ai Riti sono ancora una volta le cifre offerte. Un dibattito fine a se stesso che non porta a nulla. È vero che per i principali simboli molto dipende dalla disponibilità economica di ciascuno, ma la maggior parte dei confratelli ha sopportato sacrifici e rinunce tutto l’anno per risparmiare le risorse necessarie per provare a garantirsi un posto nei due cortei. Offerte che le Confraternite dell’Addolorata e del Carmine utilizzeranno per la manutenzione delle chiese, i restauri delle statue, la cura degli abiti, i compensi alle bande musicali, le attività caritatevoli e di volontariato.
Le tradizionali gare, impropriamente chiamate aste, si svolgono la sera della Domenica delle Palme. È il passaggio della troccola, con il suo inconfondibile crepitio, lungo il corridoio centrale della chiesa di San Domenico e della Concattedrale, ad aprire le assemblee straordinarie dei rispettivi sodalizi dell’Addolorata e del Carmine dopo una breve introduzione dei due padri spirituali e dei due priori che leggono gli articoli dei rispettivi statuti e formulano le raccomandazioni di rito. Il banditore chiama i simboli e i confratelli avanzano le proprie offerte fino all’aggiudicazione.
Quest’anno sono stati offerti 40.200 euro per l’aggiudicazione delle sdanghe dell’Addolorata, ovvero le travi in legno che sorreggono il simulacro. Lo scorso anno si raggiunse la cifra di 113mila euro, che rappresenta un record per il simulacro più ambito. Qualche tensione tra le squadre di confratelli che dovevano partecipare alla gara, a quanto si è appreso, ha comportato un ritardo nell’avvio dell’assemblea straordinaria, ma va chiarito che ogni aggiudicazione è seguita da applausi, abbracci e strette di mano. Lo spirito delle assemblee confraternali per l’assegnazione dei simboli è proprio questo.
Due squadre di confratelli hanno gareggiato partendo da una prima chiamata di 20mila euro. In ribasso anche la cifra offerta per troccola, 27.100 euro, contro i 35mila dello scorso anno. È stata una gara accesa per l’aggiudicazione delle pesare, cioè le finte pietre portate al collo da due bambini figli di confratelli. Sono state assegnate per 24mila euro contro i 2mila dello scorso anno, quando non ci fu gara ma una sola chiamata.
In generale rialzo, invece, le offerte per l’assegnazione dei simboli della processione del Misteri, che quest’anno – così come accaduto nel 2015 – attraverserà la città vecchia in occasione del 350esimo anniversario di fondazione della confraternita del Carmine e in coincidenza con l’Anno Santo Particolare del Giubileo. Proprio il ritorno all’antico itinerario e la particolarità di questa edizione ha fatto lievitare le offerte, a cominciare da quella per Gesù morto: 45.000 euro contro i 30mila dello scorso anno e gli 87mila nel 2023. In rialzo anche la troccola: 43.400 euro, a differenza dei 35mila euro del 2024. Triplicate le offerte per Crocifisso (37.600 euro contro i 10.000 del 2024) e La Cascata (30.200 euro contro i 10.000 dello scorso anno), raddoppiata per Ecce Homo (40.000 euro, mentre furono pagati 22.500 nel 2024). La statua dell’Addolorata è stata invece assegnata per la cifra di 40.100 (55.100 nel 2024).
Quest’anno, in concomitanza con i riti, sarà possibile ammirare la nave-scuola Amerigo Vespucci, simbolo dell’Italia nel mondo, ormeggiata (dal 16 al 22 aprile) lungo la banchina del Castello Aragonese. L’antico veliero – nave giubilare – ospiterà un sepolcro e sarà meta del pellegrinaggio dei perdoni. Dalle ore 19 circa del Giovedì Santo verrà celebrata nella Cappella San Leonardo al Castello Aragonese la Santa Messa in “Coena Domini” al termine della quale verrà portato in processione il Santissimo Sacramento che sarà riposto nell’altare della riposizione allestito sulla nave. Dalle ore 21 il passaggio a bordo delle poste di pellegrini della confraternita del Carmine.
La città si mobilita per i Riti, riscoprendo le sue tradizioni come se fosse una prima volta.

