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“Andiamo a riprenderci Taranto!”. È il grido di battaglia di Luca Lazzàro, candidato sindaco della coalizione di centrodestra alle prossime amministrative.

L’ex presidente di Confagricoltura Puglia ha raccolto il sostegno del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, e del sottosegretario di Stato alla Salute, Marcello Gemmato, intervenuti nel pomeriggio di lunedì 14 aprile presso l’hotel Salina di Taranto.

Coerenza e credibilità i punti di forza su cui Fratelli d’Italia ha fatto leva nel presentare la propria azione politica ai presenti: “Luca è la nostra scelta migliore – ha dichiarato Lollobrigida – è un professionista, imprenditore, un tarantino che ama la sua città e che ha dimostrato ampiamente le sue capacità in campo lavorativo. Taranto ha bisogno di rinnovare completamente la sua classe dirigente per riuscire a cambiare la prospettiva e tornare a far parlare di sè per le sua potenzialità e non per le sue criticità”.

Inevitabile la domanda sulla Lega, sulla quale il ministro non si risparmia: “Chi vuole il cambiamento vero è dalla nostra parte, chi non coglie l’opportunità di sostenere Luca non ne trarrà vantaggio. Noi proseguiamo sulla strada della coerenza, unica modalità per renderci credibili agli occhi dei cittadini”.

Più morbido Gemmato, che ha ringraziato Forza Italia e sottolineato l’unità del centrodestra “anche se – ha aggiunto – Luca era pronto a correre anche da solo in questa campagna elettorale”.

Discontinuità è la parole d’ordine di Lazzàro: “Taranto è stata distrutta da vent’anni di amministrazione scellerata, noi siamo la vera novità: nessun ex Melucciano sotto le mentite spoglie del civismo, nessun esponente della scorsa amministrazione. Non ho avuto remore a firmare le mie dimissioni da Confagricoltura e imbarcarmi in questa impresa, per puro amore verso la mia città. Taranto ha bisogno di serietà, lungimiranza e stabilità, ma soprattutto di una visione che parta dalla sua rigenerazione completa”.

Fondamentale, nel disegno del centrodestra per il capoluogo ionico, il collegamento con il governo nazionale: “Stiamo combattendo contro un sistema politico dannoso, anche a livello regionale – ha commentato l’onorevole Dario Iaia, fresco di nomina quale Responsabile Unico del Contratto del CIS Taranto – Basti ricordare i fondi stanziati per i Giochi del Mediterraneo o per l’indotto ex Ilva dal governo Meloni. È chiaro che solo una classe dirigente competente può mettere a frutto a livello locale le azioni operate a livello centrale”.

“Ho un’impresa agricola alle porte di Taranto – ha raccontato Lazzaro – e sono stato costretto a bruciare ettari di ulivi per la xylella: chiaro esempio di una mala gestio anche a livello regionale, A queste forze politiche dobbiamo avere il coraggio di dire basta, di voltare pagina, di regalare alla città una classe dirigente all’altezza delle sfide che l’attendono, fatta di professionisti seri e onesti, ma soprattutto coerenti”.

Stop alla politica fatta di pacchetti di voti da sommare, che ha portato i cittadini ad una sfiducia culminata nell’astensionismo, insomma. “Dobbiamo ripartire da mitilicoltura e pesca, vere anime dell’economia tarantina, da una produzione industriale che non prescinda dal diritto alla salute e dal rispetto per l’ambiente, da un ripristino del decoro e dell’igiene cittadina. Abbiamo davvero tanto da fare, ma possiamo riuscirci solo se invertiamo la rotta una volta per tutte”.

E proprio in merito ai mitilicoltori, il ministro Lollobrigida ha affermato: “Siamo intervenuti anche a sostegno di categorie che erano in difficoltà, continueremo a farlo con tutto il Governo”.

Spazio, infine, per il problema della siccità che attanaglia la regione: “Stiamo lavorando e la cabina di regia, che si è riunita proprio in queste ore, sta valutando anche interventi straordinari di natura finanziaria. Quello che è mancato in questi anni al Sud è stata una strategia di gestione delle acque che andasse oltre la necessità momentanea del periodo siccitoso, come se fosse una novità. Quest’anno abbiamo investito 140 milioni (tra fondi europei e nazionali) per sostenere le categorie colpite dalla siccità. Inoltre, dopo decenni abbiamo messo in piedi “Acque del Sud”, che riesce a ripianificare l’utilizzo di bacini idrici, utilizzare al meglio le strutture e anche a pianificare nuovi invasi in tempi ragionevoli. Dopo di che daremo riscontro al mondo agricolo con la valorizzazione del prodotto”.

Resta la necessità, nelle intenzioni del ministro, di trovare una quadra con un’amministrazione locale che non risponda solo alla crisi del momento, ma metta in atto una pianificazione a lungo termine, che investa nello sviluppo economico e nella diversificazione produttiva, nell’innovazione tecnologica, senza dimenticare il rispetto dell’ambiente: “Una sfida possibile – ha commentato Lazzàro – solo attraverso un cambio di passo radicale”.

 

 

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