Un piccolo spiraglio di luce per i lavoratori della Fondazione Cittadella della Carità. Con un decreto emesso il 16 aprile, il Tribunale di Taranto – sezione Procedure Concorsuali – ha infatti autorizzato la Fondazione alla stipula di un contratto di finanziamento da 650.000 euro, destinato al pagamento degli stipendi arretrati dei circa 150 lavoratori della Casa di Cura per quanto riguarda gli emolumenti dei primi quattro mesi del 2025, che dovrebbero essere accreditati già a partire dalla prossima settimana. Una misura necessaria, secondo i giudici, per scongiurare il rischio “grave e irreparabile” che deriverebbe dalla revoca dell’accreditamento regionale, ipotesi avanzata dalla stessa Fondazione nel caso di ulteriore morosità.

La decisione arriva dopo che la Fondazione ha depositato, il 9 aprile, un nuovo ricorso per accedere alla procedura di concordato preventivo, citando gravi e imprevedibili mutamenti delle circostanze. La proposta, seppur ancora in bianco, prevede la prosecuzione dell’attività aziendale. In quest’ottica, il Tribunale ha riconosciuto la necessità di intervenire in via d’urgenza per garantire continuità lavorativa e tutela occupazionale.

Un risultato ottenuto dopo una trattativa complessa, condotta dalle organizzazioni sindacali Fp CGIL, CISL Fp, FIALS e UGL Salute, dal Dipartimento regionale di Prevenzione e Salute e la Task Force regionale guidata dall’avvocato Leo Caroli. Proprio durante l’incontro del primo aprile scorso – durato oltre cinque ore – era stato redatto un verbale di accordo che ha accompagnato la nuova richiesta di concordato da parte della Fondazione, corredato da un parere favorevole all’avvio della procedura. Sempre durante quell’incontro, si era convenuto che le restanti somme vantate dai lavoratori, ovvero il saldo tredicesima 2023, il saldo tredicesima 2024, la retribuzione di aprile 2024 e il premio di produzione, verranno pagate entro 30 giorni dalla omologazione definitiva del Concordato Preventivo. Verso i lavoratori, lo ricordiamo ancora una volta, la Fondazione vanta un debito pari a 2,5 milioni di euro (TFR e retribuzioni e buono pasto arretrati).

Ricordiamo che lo scorso 22 marzo, durante una riunione con la Fondazione, ai sindacati era stato infatti comunicato che la Fondazione aveva deciso di abbandonare la strada della procedura negoziata per la gestione della crisi, optando invece per la richiesta di concordato preventivo.

Naturalmente, resta completamente aperta tutta la discussione sul futuro della Fondazione e sul suo piano industriale; infatti, a tutt’oggi non si ha alcun elemento di conoscenza e valutazione con le organizzazioni sindacali impegnate nella vertenza che ritengono indispensabile l’avvio immediato di un confronto.

Non si hanno infatti ancora notizie sul piano industriale che dovrebbe garantire il rilancio della struttura: non è chiara la percentuale delle quote della Fondazione che il gruppo Neuromed rileverà o ha già rilevato (anche se nei mesi scorsi si parlava del 51%) dopo la composizione del nuovo CdA, così come non sono stati chiariti quante risorse economiche il gruppo Neuromed vorrà investire e in quali tempistiche ciò dovrà avvenire.

(leggi tutti gli articoli sulla Fondazione Cittadella della Carità https://www.corriereditaranto.it/?s=cittadella&submit=Go)

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