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A decidere di istituire un consiglio di Amministrazione per ARPA Puglia è stato il Consiglio Regione per limitare i poteri di indirizzo politico del presidente della regione che prima poteva impartire indirizzi alla agenzia senza chiedere il permesso a un CdA. Di fronte a una decisione del consiglio regionale il presidente obbedisce e non può protestare perché sono attutiti i suoi poteri sull’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale.

Sarebbe questo il contenuto di un messaggio che il governatore Michele Emiliano avrebbe inviato all’ex direttore di ARPA Puglia, il dottor Giorgio Assennato, durante una conversazione tramite la messaggistica di whatsapp avvenuta durante le vacanze di Natale. A rendere nota l’esistenza e il contenuto (in estrema sintesi) di questa conversazione, è stato lo stesso ex direttore generale. Che a diversi mesi di distanza della stessa, ha deciso di informare tutti i cofirmatari della lettera aperta che lo scorso 21 dicembre venne inviata al Presidente Emiliano contro la decisione del Consiglio regionale di istituire un consiglio di Amministrazione per ARPA Puglia, violando la terzietà garantita dalla legge 132/2016, proprio su iniziativa dello stesso Assennato.

“Ricorderete che il 24 gennaio scorso, non avendo avuto alcuna risposta ufficiale da parte del Presidente, inoltrai la lettera al segretario regionale del PD dr. Domenico De Santis. Alla data odierna, non ho ricevuto risposta nè dal Presidente nè dal Segretario” scrive il dott. Assennato nella missiva inviata ai cofirmatari.

“Perché riesumare questa vecchia storia? Soltanto per sottolineare la sgarbatezza dei due nostri interlocutori? No, c’è di più. Molto di più – scrive l’ex dg di ARPA Puglia -. Mi vedo costretto oggi, a distanza di quasi quattro mesi dall’invio della lettera, a comunicare ai miei cofirmatari che il 27 dicembre scorso, ore 0.18, in risposta a un mio messaggio wapp in cui aggiornavo le firme del nostro appello, il Presidente Emiliano mi rispose. Ne seguì un vivace scambio notturno di messaggi (più di venti) terminato da parte sua alle 2:13., con mia risposta finale alle 7:41”.

“Perché non vi ho informato prima di questo scambio di messaggi? In primo luogo perchè speravo comunque che pervenisse una risposta ufficiale, e poi perchè mi ero impegnato col Presidente a non rendere pubblica la nostra gustosa chat natalizia: un impegno che per me è un imperativo categorico. I testi della chat rimarranno nel mio telefono cellulare – mette in chiaro Assennato -. Ma anche voi, cari cofirmatari, avete il diritto di conoscere la risposta del Presidente”.

L’Ospedale Testa sede del Dipartimento di Taranto di ARPA Puglia

Nella manovra finanziaria per il 2025 e per il 2026-2027 approvata in piena notte dalla Regione Puglia lo scorso 19 dicembre, è stato infatti inserito ed approvato un articolo che prevede l’insediamento di tre nuovi consigli di amministrazione, che andranno ad integrare i direttori generali di tre agenzie regionali: ARPA Puglia per l’appunto, l’Arif, l’agenzia regione che si occupa delle attività irrigue e forestali, e l’ex Aret ora Pugliapromozione, che si occupa del turismo regionale.

L’articolo modifica la precedente legislazione su ARPA Puglia (legge 6/1999 e s.m.i.) istituendo un Consiglio di Amministrazione (cda) specifico, con tre componenti, di cui uno con funzione di Presidente. Le funzioni di rappresentanza legale dell’Agenzia, sinora svolte dal Direttore Generale, sarebbero assunte dal nuovo Presidente, il quale, tra le varie funzioni “coordina, pianifica e indirizza la politica e le attività scientifiche dell’Agenzia” e “garantisce la coerenza dell’azione dell’Agenzia con gli indirizzi strategici e gli atti di vigilanza -sic!- dettati dalla Giunta regionale”

Il problema però, anche e soprattutto per ARPA, è soprattutto di natura politica, visto che i presidenti del Cda sono nominati dalla giunta regionale, su proposta del presidente: il mandato dura tre anni, con facoltà di rinnovo ma allo scadere della legislatura decadono le cariche. Di fatto parliamo di nomine politiche, per un’agenzia che invece della sua terzietà e indipendenza ne ha fatto sempre un pilastro sostanziale oltre che un pregio riconosciuto a tutte le latitudini.

Proprio per indurre il governatore Michele Emiliano a ritornare su i suoi passi, diverse personalità del mondo scientifico, politico, sindacale, della società civile regionale e nazionale, inviarono al presidente uscente una lettera per esprimere tutto il loro disappunto nei confronti di una decisione che sconcertò i più. Un unicum in tutto il territorio nazionale, evidenziarono gli scriventi, visto che “in Italia nelle 21 ARPA attualmente non è previsto un Consiglio di Amministrazione”.

“Siamo sicuri che i portatori d’interesse sopra citati apprezzeranno la revoca del provvedimento, una revoca che noi fortemente auspichiamo. A meno che non si voglia accettare che l’opinione pubblica pensi che l’ARPA sia lo strumento che suona la musica gradita ai politici della Regione e non l’organo tecnico-scientifico che deve – come sinora ha sempre fatto in modo eccellente – tutelare l’ambiente e la salute umana” concludevano amaramente gli autori della missiva. 

Revoca che però, ad oggi, non risulta essere mai avvenuta. E dopo la nuova comunicazione del dott. Assennato se ne comprende anche il perché.

(leggi gli articoli sull’ARPA Puglia https://www.corriereditaranto.it/?s=arpa+puglia&submit=Go)

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