Da circa tre mesi la raccolta differenziata porta a porta (quella fatta con i mastelli di vario colore a seconda della tipologia di rifiuto) è stata introdotta in alcuni quartieri di Taranto (Tamburi, Paolo VI, Taranto Due, Salinella).

Un cambiamento – definito culturale – che andava certamente introdotto ma che ha incontrato la resistenza di alcune sacche di residenti (incivili) che non hanno esitato ad abbandonare cumuli di spazzatura ai bordi delle strade.

Nonostante i progressi registrati, il dibattito si è fatto acceso anche in quelle fasce di cittadini ligie ai nuovi obblighi. In molti contestano la scarsa elasticità di un metodo di raccolta, quello del porta a porta, “imposto” e che mal si adatta ai condomini con tanti appartamenti.

Anche due candidati sindaco, Bitetti (centrosinistra) e Lazzaro (centrodestra), pubblicamente hanno espresso la volontà, qualora dovessero essere eletti, di modificare il sistema adattandolo alle esigenze diverse dei vari quartieri di Taranto.

Per questo, attraverso un sondaggio pubblicato sul corriereditaranto.it, abbiamo chiesto ai nostri lettori se è il caso che si debba compiere un passo indietro, adottando il nuovo sistema di raccolta differenziata con contenitori differenti oppure se occorra implementare il sistema di controllo inasprendo le sanzioni.

Il dibattito è stato talmente divisivo che il 51% dei votanti chiede di fare un passo indietro ed il 49%, invece di aumentare i controlli e le sanzioni.

CONFRONTO CON ALTRE CITTA’

Abbiamo cercato di capire cosa accade in altri capoluoghi di provincia con più o meno gli stessi abitanti di Taranto (il capoluogo jonico ne conta 185.990 e stando ai dati riferiti al 2023 ha raggiunto appena il 24,34% di raccolta differenziata, in salita al 32% secondo quanto riferito di recente da Kyma Ambiente).

BRESCIA

Abitanti: 199.949;

Percentuale di raccolta differenziata: 68,50%;

Modalità:  ​​​​adottato il sistema di raccolta domiciliare combinato dei rifiuti che, in particolare, prevede la raccolta mediante cassonetti ad accesso condizionato dei rifiuti indifferenziati (RSU) e della frazione organica (FORSU); la raccolta domiciliare per imballaggi in plastica, carta e cartone, vetro e lattine. Le modalità della raccolta differenziata possono variare in base alla zona della città.

TRIESTE

Abitanti: 198.668;

Percentuale di raccolta differenziata: 48,83% ;

Modalità: cassonetti intelligenti con tessera per indifferenziata – isole ecologiche stradali per il resto (cassonetti con coperchio giallo per la carta ed il cartone, cassonetti con coperchio azzurro per gli imballaggi in plastica,  “campane” verdi per gli imballaggi in vetro e le lattine, bottini con coperchio marrone per il rifiuto “umido”, cassonetti grigi per il rifiuto secco non riciclabile).

MODENA

Abitanti: 185.739;

Percentuale di raccolta differenziata: 73,38% ;

Modalità: sono attivi due principali sistemi di raccolta nelle diverse aree della città: la raccolta “porta a porta integrale” e un modello misto di “raccolta stradale e porta a porta”: in centro storico è stata elaborata una soluzione flessibile e ritagliata su misura, grazie alla quale sarà il cittadino a scegliere quale modello di conferimento dei rifiuti adottare, in base alle sue abitudini ed esigenze. Nelle zone residenziali della città, comprese le frazioni, è in essere il modello misto: carta e plastica/lattine sono raccolti porta a porta mentre rimangono i contenitori stradali per vetro, umido, indifferenziato e sfalci/ramagli.

REGGIO EMILIA

Abitanti: 172.518;

Percentuale di raccolta differenziata: 84,04%;

Modalità: la raccolta dei rifiuti avviene con differenti modalità di raccolta: raccolta differenziata stradale e raccolta differenziata domiciliare (porta a porta).
La raccolta porta a porta avviene con modalità diverse a seconda della zona in cui si abita. Centro storico: raccolta domiciliare di secco e umido (a 2 Frazioni). Raccolta stradale di carta, plastica e vetro; area urbana: raccolta domiciliare di secco, umido, raccolta stradale di carta, plastica e vetro.

REGGIO CALABRIA

Abitanti: 168.572

Percentuale di raccolta differenziata: 42,10%;

Modalità: divise in zone :A ( porta a porta mediante mastelli, carrellati per i condomini con unità abitative maggiori di 8), B (misto), C (contenitori stradali).

 *fonte dati ISPRA – rapporti rifiuti urbani 2024 (riferito a dati 2023)

* dati popolazione ISTAT – aggiornati al 31.12.2024

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4 Responses

  1. Questo confronto non ha senso per il fatto che le città indicate hanno una struttura abitativa completamente differente da Taranto che è fatta di grandi condomini e non di case singole, villette e similari. Sicuramente occorre rivedere il sistema in atto e sarebbe bello che tutti i partiti si impegnassero insieme a studiare la migliore soluzione possibile visto che non c’è un modo di destra o di sinistra per raccogliere la spazzatura. Forse bisogna cominciare dai commercianti e dai locali pubblici che si lamentano molto e poco fanno. Vedo che giornalmente scatoloni a decine vengono versati nei cassoni di indifferenziato. Nelle vicinanze della mia abitazione( Via Dante, via Catania, via Cagliari) solo il supermercato raccoglie quintali di cartoni, mentre farmacia, pasticceria, ferramenta, pescheria, bar e panetteria versano tutto nei grandi bidoni prenditutto. Incivili anche loro che in quanto operatori economici avrebbero l’interesse per una città decorosa, ma si lamentano se la TARI aumenta. Strano che CONFCOMMERCIO NON FACCIA E NON DICA NIENTE, ma sempre, a sua volta, si lamenta. Senza considerare l’evasione della tassa rifiuti. La dirigenza comunale deve dare conto del perché non vengono perseguiti gli evasori altrimenti che se ne vadano visto che non sono capaci di risolvere. Anche perché il problema non riguarda solo i sindaci che comunque sono soggetti al giudizio degli elettori.

  2. Altro che commercio di vicinanza e piccole attività. In effetti sono i negozianti bar e ristoranti per primi a non effettuare la differenziata pur essendo disponibili i bidono grandi per plastica, carta e lattine

  3. A Taranto, come in molte altre città del Sud, l’unico sistema di raccolta dei rifiuti che può funzionare è quello “spinto”, cioè porta a porta, effettuato da operatori fisici in ogni abitazione, con immediati sgravi sulla Tari e con pesanti multe per chi non conferisce le diverse frazioni, a partire dai numerosi esercizi commerciali – ristorativi e non – che contribuiscono in misura notevole, insieme ad alcuni irriducibili sporcaccioni, allo stato di completo abbandono della città. Qualsiasi altro sistema di raccolta dei rifiuti è destinato a fallire.
    Infine, sommessamente, faccio notare che prima del commissario prefettizio Giuliana Perrotta nessuno aveva messo in discussione la gestione fallimentare dell’attuale presidente Mancarelli, palesemente inadeguato al ruolo. Per analogia, cito il caso dei vigili urbani: è bastato nominare un nuovo comandante, sempre grazie alla Perrotta, per rivederli magicamente all’opera sulle strade, con un minimo di logica operativa e di utilità per la cittadinanza. Cosa mai avvenuta nel periodo di Melucci. Queste sono le reali problematiche di Taranto e chiunque sarà il nuovo sindaco, se vorrà lasciare un segno, dovrà regolarsi in tal modo, anche se temo che andato via il commissario prefettizio si ritornerà al solito stato di abbandono e di incuria…

  4. “Porta a Porta” è una descrizione a dir poco fantascientifica.. Non corrisponde alla realtà. La realtà è che è, nel nuovo vocabolario dei termini magici ( tipo pace giusta, missioni di pace etc) , è semplicemente rimandare al cittadino tutta la responsabilità e l’onere di fare la raccolta differenziata. A taranto poi è veramente assurda la situazione. Oltre a non rispettare le ordinanze del sindaco ( carrellati per più di 12 unità abitative) , hanno organizzato un sistema di raccolta che prevede di lasciare in mezzo alla strada i mastelli/pattumelle alle 22 ( di notte) e poi doverli ritirare ben 12 ore (!) dopo, entro le 10… Secondo loro, c’è gente che non fa nulla nella vita, non va a lavorare, non esce di casa, vive solo per fare la raccolta differenziata. Come minimo, dovrebbero dare una alternativa.. Cioè, ad esempio, fare una isola ecologica, dove poter conferire i rifiuti sempre. Di tutti i tipi. Invece no, o così, o niente.. Poco importa se sei anziano ed hai difficoltà a portare giu tutto il secchio e lo devi lavare ogni giorno.. poco importa se alle 22 fa un freddo cane.. Poco importa se piove e c’è vento,..Poco importa se vai a lavorare e la pattumella OVVIAMENTE non la puoi ritirare “Entro le 10”.. Poco importa se hai un allettato, o un bebè ( è una colpa fare figli no?) che ti fa 3 pannoloni al giorno..Te li devi tenere a casa..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *