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Non è più domenica. Non lo è più da mesi per gli appassionati tarantini di sport, in particolar modo per quelli di calcio. Ma non lo è nemmeno per chi come noi è abituato a raccontare le gesta di chi scende in campo. Ed ora quegli spazi nella home page non sa come riempirli. La domenica è triste, vuota. Qualcuno pensa di riempirla con la nostalgia ma ormai non basta più.

Lo stesso vale per il volley: campionato finito a marzo con un’amara retrocessione in A/2, notizie con il contagocce, interviste blindate e speranze di ripescaggio, a quanto pare, evaporate con la promozione in Superlega di un club storico come Cuneo, di cui in parecchi hanno sentito la mancanza in questi anni, specie nel quadrilatero del nord.

E il basket. Il Cus Jonico, o CJ che sia, a parte l’ultima stagione e mezza aveva comunque “abituato bene” gli innamorati della palla a spicchi che, a Taranto, sono tanti. Senso di vuoto anche qui che non si riesce a surrogare con altri sport: il calcio a 5 per esempio.

“Il futuro è nel grembo di Giove”, dicevano gli antichi. Noi speriamo proprio di no perché a quanto pare il pallone – che a qualcuno piaceva continuasse a rotolare tra le bugie e le menzogne (ancora c’è chi se le fa raccontare, compiacente) – pare lo abbia ancora nascosto sotto la maglia il signor G. nel silenzio di queste ultime settimane.

La nuova coppia Z&G con tutti i ricorsi possibili, ma soprattutto impossibili, che hanno in mente producono l’effetto di ritardare un eventuale piano di rinascita del calcio tarantino da queste macerie.

Tutto intorno non si muove foglia, apparentemente. Ed il futuro sembra tutt’altro che roseo tanto per fare una citazione rimasta negli annali del calcio tarantino degli ultimi tempi. Cosa c’è all’orizzonte? Perché nessuno, ancora, esce allo scoperto con un progetto di ripartenza, sia pur da categorie impensabili sino ad un anno fa?

Al momento c’è solo questo embrione di Fondazione del Mediterraneo per lo Sport che, per la verità, non siamo ancora riusciti a mettere a fuoco. Dopo l’idea meritoria – di un non tarantino, Massimo Ferrarese, che ovviamente è diventato il bersaglio preferito dello sport più praticato alle nostre latitudini (criticare a prescindere, ndr) –  l’atto costitutivo, i primi soldi versati, qual è la direzione intrapresa? Ci aggiornate? Grazie!

 

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