A vedere i numeri (6 candidati sindaco, 28 liste, 870 aspiranti consiglieri comunali) sembra che Taranto abbia riscoperto l’amore per la politica. Ci piacerebbe credere fosse così ma in realtà l’amore che si continua ad alimentare, in molti casi, è quello per una seggiola in consiglio comunale. Per tanti diventa un lavoro, una entrata sicura, per alcuni un modo, invece, per non andare a lavorare.

Tra l’altro la fine della precedente consiliatura, quella denominata Melucci bis, contraddistinta, specie negli ultimi mesi, da critiche feroci, non ha scoraggiato la quasi totalità dei protagonisti che si sono ricandidati mostrando anche, in taluni casi, una certa sfacciataggine (gli unici a non riproporsi sono l’ex sindaco Rinaldo Melucci, l’ex presidente del consiglio comunale Luigi Abbate, l’ex candidato sindaco del centrodestra alle scorse elezioni Walter Musillo e l’ex assessore ai Lavori Pubblici, Mimmo Ciraci). Altro che cambiamento e discontinuità quindi. Anzi fanno un po’ tutti a gara a dire che non c’era collegialità nelle scelte come se un uomo solo, Melucci, minacciasse tutti di fare come diceva lui.

A tal proposito riproponiamo uno stralcio di un nostro articolo dell’otto novembre scorso: “Un consiglio comunale che assomiglia molto nei comportamenti, che abbiamo avuto modo di osservare, di una qualunque classe di scuola superiore. Si fa l’appello, ci sono gli assenti giustificati, i ritardatari, i distratti. E poi c’è chi sbadiglia, ridacchia, sta quasi tutto il tempo a vedere lo smartphone, chi mastica sguaiatamente una gomma, chi fuma furtivamente la sigaretta elettronica (non è vietato?), chi ha tutta l’aria di esserci solo per pigiare un bottone”.

Di questi ricandidati ne troviamo ben 21 provenienti dalla precedente consiliatura (ex assessori compresi), a supporto di Tacente: Azzaro (1075 voti nel 2022 con il Pd, ora con Riformisti-Socialisti), Battista (618, con lista Prima l’Italia, alias Lega di Salvini, ora con Prima Taranto), Brisci (688 con lista Patto per Taranto, ora con Fortemente Liberi),  Castronovi (534 con PSI, ora Riformisti-Socialisti), Casula (904 con lista Patto Popolare, ora con Prima Taranto), De Martino (560 con Pd, ora con Riformisti-Socialisti), Di Todaro (516 con Pd, ora con Riformisti-Socialisti), Ficocelli (469 lista CON, ora lista Evviva Taranto-Udc), Fiusco (680 con lista Taranto Crea, ora con Fortemente Liberi), Fornaro (686 Lista CON, ora con Riformisti-Socialisti), Illiano (609 con lista Taranto 2030, ora con Prima Taranto), Lo Muzio (536, lista Più Centrosinistra, ora Evviva Taranto-Udc), Lussoso (1177 con lista Taranto 2030, ora con Riformisti-Socialisti), Luppino (438 Movimento 5 Stelle, ora con Fortemente Liberi), Mazzariello (520 con Taranto Popolare), Odone (412 con il Movimento 5 Stelle, ora con Prima Taranto), Papa (610 con Pd, ora con Riformisti-Socialisti), Pittaccio (586, lista Più Centrosinistra, ora con Patto Popolare), Simili (249 con lista Patto Popolare), Stellato (1572 con lista Patto Popolare), Tribbia (1308 con lista Taranto 2030, ora con Prima Taranto).

A supporto di Bitetti sono in 15 : Boshnjaku (556 con Pd), Contrario (546 con lista Taranto Crea), Cosa (579 con lista Patto Popolare, ora lista Per Bitetti), Di Gregorio (1932 con Pd), Festinante (610, con Patto Popolare, ora lista Per Bitetti), Giorno (non candidato, fu assessore in quota Pd), Liviano (1248 con Pd ora Demos), Lenti (364 con Europa Verde),  Lonoce (1623 con Pd), Manzulli (669 con lista Taranto Crea, ora Partito Liberal Democratico), Mele (543 lista CON), Mignolo (682 con Pd, ora lista CON), Patano (397 con lista Taranto Mediterranea, ora lista CON), Ruggiero (315, con PSI, ora lista CON), Viggiano (944 con Pd),

A supporto di Lazzaro sono in 4: Di Cuia (1343 con Forza Italia), Maiorino (367, lista Una Città per Cambiare, ora Partito Liberale), Toscano (772, con Fratelli d’Italia), Vietri (1348 con Fratelli d’Italia),

Rispetto alle liste presentante per le elezioni di giugno 2022 c’è stato un forte ricambio – definibile anche rimescolamento. In pochissimi si sono ricandidati nello stesso partito o movimento politico: 7 nel Partito Democratico (Blè, Boshnjaku, Devito, Di Gregorio, Lonoce, Viggiano + Giorno), 5 in Fratelli d’Italia (Fallone, Lavecchia, Percolla, Toscano, Vietri), 4 in Forza Italia (Catapano, Di Cuia, Gravina, Tasso), 4 lista CON (il candidato sindaco Bitetti, D’Arcangelo, Mele e Vozza), 3 nei Verdi (Fago, Gravame e Lenti), 3 nel Movimento 5 Stelle (De Gregorio, Ferretti, Stano), 1 Partito Socialista Italiano (Castronovi).

Ricapitolando, i candidati sindaco sono dunque Annagrazia Angolano (Movimento 5 Stelle, Angolano sindaca), Piero Bitetti (Centrosinistra: Partito Democratico, Avs-Socialismo XXI-Possibile, Per Bitetti, Demos, Unire Taranto, Movimento Politico Con, Democrazia Cristiana, Partito Liberal Democratico), Mario Cito (lista At6-Lega d’Azione Meridionale), Mirko Di Bello (coalizione civica Adesso composta da Lista con Di Bello, Taranto e Futuro, Lista Movimento Sportivo, I Rioni, Tre Terre-Talsano-Lama/San Vito, Impronta Verde), Luca Lazzàro (coalizione centrodestra composta da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Partito Liberale, Noi Moderati) e Francesco Tacente (liste civiche, Riformisti-Psi e Lega composta da  Taranto Popolare, Prima Taranto, Patto Popolare, Fortemente Liberi, Noi Taranto, Riformisti-Socialisti, Evviva Taranto-Udc).

4 Responses

  1. Faccio notare che su 870 candidati ne saranno eletti 32 che rappresenteranno il 3.6 % dei candidati. (ben pochi potranno procacciarsi da vivere, ma in tanti chiederanno favori). Inoltre ricordo ai candidati sindaci, che alle ultime due elezioni comunali il 70% circa dei candidati in tutte le listarelle, che di civico non hanno nulla, non superarono i 15 voti di preferenza e oltre la metà di questi prese ZERO voti dimostrando di non avere grande stima di se stessi. Questo vuol dire semplicemente che con i pochi che saranno eletti in queste liste si aprirà il mercato delle vacche con la concreta possibilità di ritrovarci come prima.

  2. Complimenti al direttore Saracino per questo splendido articolo che andrebbe affisso in città, come Pubblicità Progresso, sui cartelloni 6 X 3 per l’intera durata della campagna elettorale, al posto delle tante facce sorridenti dei candidati consiglieri (non si sa poi per cosa!). Numeri alla mano ha evidenziato, in modo inconfutabile, lo squallore della politica locale. Purtroppo, a prescindere da chi verrà eletto, questi saranno i pupazzi con cui fare il presepe e i risultati per Taranto saranno quasi sicuramente disastrosi. Spero soltanto che nella scelta dei consiglieri vengano privilegiati, e votati, volti nuovi, con professioni solide alle spalle e quei pochissimi che si sono ben comportati in passato. Persino tra quelli indicati nell’articolo ce n’è qualcuno. Non faccio i nomi per ovvi motivi, ma a spanne ne salverei non più di tre tra quelli a sostegno di Bitetti, giusto un paio nel centrodestra e, dispiace dirlo, neanche uno tra quelli citati nelle liste a sostegno del candidato Tacente, nelle quali si trova davvero la crème della crème del rutilante mondo dei consiglieri comunali ionici. Basterebbe scorrere le cronache recenti per trovarne decantate le numerose imprese, in almeno due casi anche alquanto imbarazzanti…

  3. Il vero problema sta nel fatto che i partiti ormai girano esclusivamente intorno ai presunti raccoglitori di voti che, quando eletti, decidono le sorti degli stessi partiti. Ne consegue la personalizzazione che tanto piace agli elettori che votano per amicizia, simpatia e favoritismi, non certo in base alle idee, ai programmi e alla capacità di attuarli e, men che meno, alla dirittura morale dei candidati

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