Nella settimana dal 15 al 21 aprile scorso Taranto ha avuto dimostrazione di quello che potrebbe essere una parte del suo futuro se investisse maggiormente nel turismo. I Riti della Passione, la presenza di nave Vespucci, l’arrivo di ben tre navi da crociera a distanza di pochi giorni hanno fatto la felicità di alberghi, ristoranti e bar.

Attraverso un sondaggio, abbiamo chiesto ai nostri lettori cosa occorre migliorare per consolidare la posizione di città turistica emergente.

Il 53% ha risposto che è necessario migliorare i collegamenti da e per Taranto, il 35% che serve una maggiore offerta di strutture ricettive e quindi si auspica un aumento dei posti letti, il 19% si aspetta, invece, delle efficaci strategie di marketing territoriali. In realtà molti dei nostri lettori auspicherebbero un combo di tutte e tre le azioni. Come dargli torto. ..

Intanto, però, maggiormente a cuore resta la questione “isolamento territoriale” di Taranto: lo sviluppo turistico non può prescindere dall’apertura dell’aeroporto di Grottaglie (attualmente si arriva con l’aereo a Bari o a Brindisi e poi bisogna prendere altri mezzi per raggiungere la città bimare) che attrarrebbe traffico anche dalla vicina Basilicata (specie la parte dell’alto Jonio), dall’implementazione di una rete ferroviaria carente, dall’arrivo di un’autostrada che attualmente si ferma a 25 km dal capoluogo jonico. Tutte questioni che, come d’incanto, molti dei politici nostrani hanno riscoperto in clima di campagna elettorale. Serve un’azione unitaria senza padrini politici ed, invece, si prosegue sulla strada di sparute interrogazioni parlamentari al Ministro dei Trasporti che non ricevono mai risposte e muoiono lì..

Taranto, sotto Pasqua, ha registrato un boom di turisti con hotel e B&B pieni all’80% già a  partire dall’ inizio della Settimana Santa ed il tutto esaurito da giovedì sino a lunedì di Pasquetta. Purtroppo, altra annosa criticità è la mancanza di posti letto sufficienti a soddisfare le richieste, soprattutto in periodi particolari che possono essere legati al turismo religioso (Settimana Santa e San Cataldo), a manifestazioni legate alla Marina Militare (visita di navi o giuramenti), ad eventi musicali (Primo Maggio o Medimex). Senza dimenticare il turismo sportivo che il prossimo anno sarà legato alla ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo. L’ospitalità per questo evento nelle ultime settimane ha aperto un dibattito piuttosto acceso (sempre in clima da campagna elettorale). C’è chi contesta la scelta di noleggiare due navi da crociera (unico modo per tenere assieme nel villaggio olimpico circa 5000 persone) e chi, sognava a soli 16 mesi dall’evento, la costruzione di una struttura ad hoc, dato che Taranto non disponeva di tutti quei posti letto.

Ma a tenere poi tutto assieme, una volta realizzato tutto ciò (viabilità e strutture) – a cui aggiungiamo una cura più attenta al decoro urbano – ci sono le strategie di marketing territoriale che vanno affidate a manager del settore che in sinergia con gli enti pubblici coordinino la programmazione della stagione turistica, possibilmente non a maggio come accaduto con l’ultima amministrazione comunale. Una cabina di regia dedicata allo sviluppo turistico del territorio diventa determinante per la crescita della cultura dell’ospitalità. Esperienza e competenza fanno la differenza. Regalare un assessorato al turismo a persone tuttofare, come accaduto di recente, non serve a nulla. Speriamo che il prossimo sindaco questo lo comprenda.

 

 

 

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