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“Non chiederti cosa puoi fare per me. Chiediti cosa posso fare io per te“: è questo il messaggio che l’Associazione Italiana Persone Down della sezione di Taranto ha scelto di trasmettere per il 1° Maggio, e che racchiude il senso ed il valore dell’inclusione lavorativa.

“Il lavoro, per Tutti e per la Persona con Sindrome di Down, non è solo un diritto, ma soprattutto lo strumento per offrire il proprio contributo alla società. Ed a lanciare questo messaggio sono sei donne, giovane adulte, con Sindrome di Down: Simona, Giorgia, Carmen, Martina, Simona e Giulia, che conoscono il mondo del lavoro, pianeta per persone con disabilità per molti ancora oggi sconosciuto – afferma il dr. Eustachio Nino Leone presidente della sezione di Taranto dell’A.I.P.D. -. La loro storia è la dimostrazione di quanto il lavoro sia un valore globale, rispetto al quale non è possibile alcun passo indietro; abbiamo voluto evidenziare queste sei condizioni di lavoro in occasione del 1° Maggio per offrire la nostra e la loro presenza, e prendere così posizione nei confronti di “quei dazi” che si vorrebbe siano imposti anche sull’inclusione lavorativa. La nostra realtà associativa da oltre venti anni realizza tirocini ed inserimenti lavorativi con uffici amministrativi, scuole, attività commerciali e aziende del territorio, ed in occasione della Festa del Lavoro ribadiamo che la strada è questa e dobbiamo andare avanti, non possiamo tornare indietro”.

I dati più recenti sui lavoratori con Sindrome di Down provengono dall’indagine Censis-A.I.P.D. del 2022, riportano che in Italia si stima che circa il 13% delle persone con sindrome di Down abbia un lavoro dipendente o collaborativo. E nonostante i progressi, oltre l’85% in Italia non è occupato. “L’A.I.P.D. sul territorio locale e provinciale ha avanzato diverse proposte concrete circa la realizzazione di avvio per attività lavorative, facendo soprattutto riferimento alla L.68/99, come necessario per l’iscrizione alle liste di collocamento mirato. La nostra azione continua nella ricerca della “giusta e maggiore inclusione possibile”, nella valorizzazione della persona, nell’esaltazione della sua potenzialità” conclude il dr. Eustachio Nino Leone presidente della sezione di Taranto dell’A.I.P.D.

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