Ancora uno sciopero di due ore ed un corteo di lavoratori e delegati sindacali oggi all’interno dello stabilimento Acciaierie d’Italia di Taranto nell’ambito della protesta nazionale per il mancato rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Ad essere coinvolti sono stati dipendenti diretti e lavoratori dell’appalto. Per motivi di sicurezza sono stati chiusi per circa un’ora i cancelli della direzione dello stabilimento.
Al centro della protesta, la situazione attuale in cui verso il siderurgico di Taranto, in attesa che si conosca nel dettaglio il piano industriale e occupazione di Baku Steel, azienda azera in trattative con i commissario straordinari di AdI in AS, dopo che l’offerta presentata è stata considerata (al momento) la migliore giunta per l’acquisizione degli asset industriali del gruppo ex Ilva.
I rappresentanti della Fim Cisl hanno ricordato che “la lotta per salari, orario, sicurezza e una ripresa delle trattative. La vertenza Acciaierie d’Italia è aperta. Chiediamo trasparenza e rispetto degli accordi del 2018. Nessun esubero, soluzioni per tutti i lavoratori”. “È il momento – hanno invece affermato dalla Uilm – di far sentire forte la nostra voce per il rispetto dei nostri diritti, per un contratto giusto, per il nostro futuro”.
“La massiccia partecipazione dei lavoratori alla due giorni di sciopero «è la prova, qualora ce ne fosse ancora bisogno, dell’urgenza di rinnovare il contratto di lavoro dei metalmeccanici oltre che essere una risposta forte a Federmeccanica che continua a trincerarsi dietro la propria piattaforma, in netta contrapposizione a quella di Fim Fiom e Uilm votata dai lavoratori, e adesso alle difficoltà contingenti del settore aggravate dall’introduzione dei dazi da parte del presidente degli Usa, Donald Trump». Così Francesco Brigati, segretario generale della Fiom-Cgil di Taranto, a conclusione degli scioperi che hanno coinvolto i lavoratori di Acciaierie d’Italia e dell’appalto ex Ilva in amministrazione straordinaria numerosi al corteo svoltosi all’interno dello stabilimento siderurgico nella giornata di oggi, 30 aprile. Scioperi che il giorno prima (29 aprile) ha interessato anche i lavoratori di Leonardo, anche qui con un corteo interno alla fabbrica, Vestas e delle piccole e medie aziende metalmeccaniche.
“Crediamo – ha affermato Brigati – che le vertenze vadano risolte come nel caso dell’ex Ilva. Non possiamo continuare in questa situazione che, ormai, va avanti da circa tredici anni. Bisogna trovare una soluzione dal punto di vista ambientale e occupazionale, mettere a punto la transizione ecologica, conoscere il piano industriale dei nuovi acquirenti. Questo è il momento delle scelte e dell’introduzione di innovazioni tecnologiche accompagnate da investimenti che rilancino il tessuto produttivo del nostro Paese a maggior ragione per quanto riguarda il Mezzogiorno”.
“Si è trattato – commenta ancora Brigati – di due giornate molto intense e riuscitissime dal punto di vista della partecipazione dei lavoratori. Di fronte al fatto che la trattativa del rinnovo del contratto è di fatto ferma, la risposta dei lavoratori in sciopero a Taranto, ma pensiamo anche a quelli tenutisi su base nazionale, è la rivendicazione della riapertura del tavolo della trattativa su questioni che riguardano gli aumenti contrattuali, esigenza sottolineata con forza nel suo discorso dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (“I salari ìnsufficienti sono una grande questione per l’Italia”, ha detto a Latina nel discorso in vista del 1° Maggio, festa del lavoro, ndc), unico modo per restituire dignità al lavoro. E per farlo – aggiunge il segretario generale Fiom – è necessario procedere al rinnovo del contratto nazionale”.
