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Continuano le segnalazioni dei nostri lettori in merito ai tempi di attesa biblici della sanità nostrana. Questa volta, a raccontarci la sua disavventura, è un tarantino di 45 anni a cui il medico di base ha disposto l’esecuzione di accertamenti specifici, a causa di alcuni disturbi che lo affliggono da qualche tempo.

Perdita di peso, svenimenti, disturbi intestinali di una certa entità: un quadro che potrebbe essere compatibile con infiammazioni croniche del tratto intestinale, ma anche con patologie più gravi. Per questi motivi il dottore di famiglia prescrive una colonscopia con biopsia, assegnando il codice di priorità B.

Per chi non lo sapesse, “la priorità B in ambito sanitario indica una prestazione da erogare entro 10 giorni. Questa priorità si riferisce a situazioni in cui la tempestività della prestazione può influenzare significativamente la prognosi o ridurre il dolore, la disfunzione o la disabilità del paziente” (fonte: Sanità Puglia).

Giunto il momento della prenotazione, però, iniziano le disavventure: chiamate interminabili al CUP effettuate tra una pausa e l’altra dal lavoro e concluse con la linea che cade dopo attese che vanno dai 30 ai 45 minuti. Il nostro lettore non si arrende e decide di affrettare i tempi prenotando tramite il sito Puglia Salute: inserisce i propri dati, quelli della richiesta fatta dal medico curante e seleziona tutte le ASL della regione per velocizzare l’attesa.

La risposta ha dell’incredibile: la prima disponibilità nella nostra regione è il 16 gennaio 2026 ad Andria.

Avete letto bene: per un esame da eseguire entro 10 giorni, la prima data disponibile è tra 9 mesi. 

“In un primo momento ho pensato ad un errore del sistema – spiega il nostro lettore – per cui ho ricontrollato di aver inserito tutti i dati correttamente, ma soprattutto che il codice di priorità fosse quello giusto. Nessuno sbaglio, la data utile è davvero l’anno prossimo”.

Dopo alcuni attimi di smarrimento, subentra la preoccupazione: “Ho pensato che, sulla base dei miei sintomi, il medico abbia assegnato questo codice di priorità a ragion veduta, per cui ho deciso di rivolgermi alla sanità privata. Fortunatamente, ne ho la possibilità”.

La telefonata alla clinica, la prima disponibilità però è di lì ad un mese; non solo, al costo non proprio economico di 250 euro.

Insomma, eseguire nei tempi previsti un esame così urgente e importante nella nostra città sembra esser diventato impossibile persino a pagamento.

Eppure non si fa altro che predicare l’importanza della prevenzione, soprattutto a fronte dell’aumento di casi di tumore al colon negli under 50 registrato negli ultimi tempi.

Proclami che si scontrano contro una realtà sconcertante, in cui solo chi ha disponibilità economica sembra aver accesso alle prestazioni necessarie e, anche in questo caso, non sempre con l’urgenza richiesta dal caso.

Le falle sempre più vaste della sanità pubblica, infatti, rischiano di provocare a catena anche una saturazione del settore privato.

Parlare delle cause di questo scompenso sempre più cronico e grave significa affrontare criticità ormai note da tempo ed estese a livello nazionale: dalla carenza di personale (si stima che entro quest’anno 50mila medici lasceranno il Servizio Sanitario Nazionale), alla carenza di risorse (con una perdita complessiva di oltre 28 miliardi di euro nell’arco di 11 anni), fino alla penuria di strutture e macchinari tramite cui eseguire le prestazioni, specialmente alle nostre latitudini.

Quel che ci preme sottolineare in questa sede, però, sono le ricadute sulla salute fisica e mentale dei pazienti: “Spero davvero di non avere brutte sorprese al termine degli accertamenti – ci ha confidato il nostro lettore, amareggiato e visibilmente scosso – Ma posso garantire che quando si è in attesa di una diagnosi, questi ritardi aggravano le emozioni negative e le preoccupazioni che si provano in questi momenti. Invece di fornire un aiuto, la sanità pubblica diventa causa di ulteriore stress e angoscia”.

Un altro cittadino, il signor Stefano Passaforte, dopo aver letto il nostro articolo ci ha scritto danto delle dritte: “Non sapendo come funzionasse ho effettuato la prenotazione dal portale inserendo tutti i dati della ricetta ed anche priorità B, trovata prestazione a 45giorni circa avendo messo anche la provincia di Brindisi, ospedale Perrini,. Sentita la dottoressa mi diceva che quando c’è la priorità B bisogna prenotare solo presso gli sportelli Cup in cui vieni inserito in una lista prioritaria, difatti dopo 20giorni sono stato chiamato per la Tac. Volevo scrivere questo per esperienza personale e soprattutto far conoscere a cittadini come funziona la procedura vissuta in prima persona

Una risposta

  1. aggiungo solo che per uuna gastroscopia mi hanno proposto marzo 2026 a Grottaglie. Io sono sola e non posso guidare. Comunque non posso andare da un privato per i costi.

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