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Potranno essere riaperte al pubblico, a distanza di quasi otto anni, le aree interdette della Riserva Naturale Regionale “Palude La Vela” e del Parco Naturale Regionale “Mar Piccolo”. A stabilirlo un’ordinanza firmata dal Commissario Straordinario del Comune di Taranto Giuliana Perrotta lo scorso 30 aprile.

Riavvolgendo il nastro degli eventi, le aree vennero interdette con l’on Ordinanza Sindacale n. 28/2017 con la quale venne vietato l’accesso alle aree a seguito del devastante incendio che si verificò il 5 luglio 2017, in cui andarono in fumo due terzi della pineta e un terzo del salicornieto e alla conseguente presenza di numerosi alberi pericolanti. Inoltre, nell’area ricadente per parte all’interno del Sito di Interesse Nazionale di Taranto, vennero effettuate indagini preliminari sul suolo superficiale, i cui esiti hanno evidenziarono il superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) per i parametri IPA ed Idrocarburi pesanti. A seguito di ciò, con una seconda ordinanza Sindacale (la n.47 del 21 dicembre 2017) con la quale veniva vietato l’accesso alle aree fino alla conclusione del procedimento avviato dal ministero dell’Ambiente.

Che chiese di attuare le necessarie misure di prevenzione: il 10 marzo 2021 si ultimavano i lavori di messa in sicurezza in questione, svolti dall’Agenzia Regionale attività irrigue e forestali (ARIF) della Regione Puglia. Nel mentre venne redatto il “Piano di caratterizzazione che venne approvato con prescrizioni a conclusione della Conferenza dei Servizi il 08/06/2020: sulla base degli esiti delle indagini di caratterizzazione, si convenne di predisporre l’Analisi di rischio sito specifica, che venne affidata a dicembre 2023 e i cui risultati sono stati approvati con un decreto del Ministero dell’Ambiente lo scorso 26 febbraio.

Nel decreto si evidenziava la non contaminazione dell’area di caratterizzazione ed analisi, in quanto “…relativamente alla matrice ambientale suolo e sottosuolo contaminata nei suoli insaturi superficiali e profondi dell’area non sono stati registrati superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC)“.

Dunque, cittadini e turisti potranno tornare a visitare quello che a tutti gli effetti è un tesoro naturalistico, dove sono presenti 186 specie animali e 170 botaniche, un esempio di oasi naturale che si può trovare in poche altre parti dell’Italia e dell’Europa. In questi anni infatti, sono proseguite le attività legate unicamente alla gestione dell’area come la prevenzione e la lotta attiva agli incendi boschivi e le attività di monitoraggio della fauna.

La Palude La Vela dal punto di vista naturalistico e scientifico, costituisce un sito di particolare interesse in quanto la ricchezza dell’ecosistema l’ha resa nel tempo habitat di numerosi uccelli di ambiente umido divenuti stanziali. Tra questi, ricorda il Wwf, gli Aironi cenerini, gli Aironi bianchi maggiori, le Garzette, i Cavalieri d’Italia, il Chiurlo maggiore, il Corriere piccolo, i Piro-piro. Numerosissime le specie di passo quali le Gru, i Fenicotteri, le Cicogne, le Spatole, i Falchi di Palude, le Albanelle, il Falco Pescatore ed i diversi anatidi tra cui le Volpoche.

Alla ricchezza dell’avifauna si aggiunge poi la bellezza paesaggistica. La riserva, ricorda sempre il Wwf, è caratterizzata da una flora di ambiente palustre salino, adattata alle aree periodicamente sommerse dalle acque marine: la Salsola, l’erba Kali, la Salicornia annua, l’Artrocnemo, l’Enula Bacicci, la Statice e il raro Limoniastro, reintrodotto da pochi anni e perfettamente acclimatato. Vi sono inoltre estese pinete di Pino d’Aleppo derivate da vecchi imboschimenti ed un ricco piano dominato di arbusti mediterranei che annovera il Mirto comune, Mirto tarantino, il Lentisco, la Fillirea, il Corbezzolo, il Viburno, il Prugnolo, il Biancospino e nelle aree più aperte ed esposte a sud, Rosmarino. Circondata dalla pineta di Fucarino, in un habitat prevalentemente palustre, canneti, macchia mediterranea e ampi acquitrini accolgono una flora ricca di specie interessanti, tra cui orchidee spontanee e diverse piante adatte a vivere negli ambienti salmastri.

Il tutto si affaccia sulle splendide sponde del Mar Piccolo, con un’estensione di circa 7 ettari, ad appena 7 chilometri da Taranto, fra il promontorio conosciuto come “Il Fronte” e l’estremità del canale naturale Capo D’Ayala. Nei pressi dell’Oasi, scorre il canale d’Aiedda, nel quale confluiscono le acque del canale Levrano-D’Aquino e dell’ormai scomparsa sorgente Riso.

La Riserva Naturale Regionale Orientata “Palude la Vela” nacque come Oasi di Protezione della Flora e della Fauna nel 1991, su una superficie di 240 ettari per proteggere e valorizzare una colonia di Aironi ed altre specie che avevano stabilito dimora in questa area umida del secondo seno del Mar Piccolo. La proposta fu avanzata proprio da un gruppo di attivisti del Wwf che prodigò ogni cura nella gestione per migliorare e salvaguardare il sito.

Nel maggio 2006 la Regione Puglia istituì su una superficie di 120 ettari la Riserva Naturale (l’atto di istituzione fu L.R.11/2006), interessando le aree palustri e le Pinete. Da allora la gestione passò al Comune di Taranto. Nel maggio 2013 l’Amministrazione comunale di Taranto si fece carico di vari interventi di riqualificazione dell’area protetta, commissionando ad Ambiente Italia la redazione del Piano della Riserva Naturale.

Successivamente, con il Bando Ambiente 2015 della Fondazione con il Sud, venne finanziata la creazione dell’Ecomuseo Palude La Vela e Mar Piccolo, sempre da un’idea del Wwf Taranto in partenariato con altre associazioni e imprese del territorio, il Comune di Taranto e alcuni dipartimenti dell’Università di Bari, tra cui Biologia che ha anche realizzato tra il 2016 e il 2017 un documentario nelle acque del Mar Piccolo. Obiettivo del progetto, la realizzazione di una rete locale no profit per la protezione, fruizione e promozione della Riserva Palude La Vela e per la creazione di una buffer zone socio-economica per la riqualificazione dell’area protetta e dell’intera zona del Mar Piccolo nella direzione della sostenibilità ambientale, economica e socioculturale.

Adesso è finalmente il momento di ripartire. Alla nuova amministrazione spetterà il compito di predisporre un’efficace attività di promozione e valorizzazione di una delle più belle realtà del nostro territorio.

(leggi tutti gli articoli https://www.corriereditaranto.it/?s=palude+la+vela&submit=Go)

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