L’aria di casa le fa bene. Sorridente, entusiasta, carica di energia positiva. “Per me Taranto è Taranto. Anche se vivo a Milano amo la bellezza di questa città straordinaria e il suo mare meraviglioso. Io mi commuovo quando vedo il mare”.

Esordisce così nell’intervista che ha rilasciato al correireditaranto.it Daniela Miglietta, in arte Mietta, cantante tarantina – ma anche attrice e scrittrice – che sta scaldando i motori, con la sua band, in vista del ritorno sul palco, pronta a sprigionare dal vivo tutta la sua verve.

Quanto è forte in Mietta in questo momento il richiamo del palco?

“Il palco per me è fonte di grande ispirazione perché quando sono sul palco io studio delle cose nuove, mi invento delle idee nuove, sono sempre molto partecipe anche di quello che fanno gli altri. Anche i miei musicisti, si rendono conto che tutte le volte che in qualche modo mi viene in mente un’idea, mi fermo mentre faccio le prove”.

La musica quanto è importante per l’artista Mietta, visto che poi ci sono state delle derivazioni, la tv, il teatro, il cinema?

“Io sono dell’avviso che nella mia carriera mi sono veramente espressa in tutte le forme, nel senso del canto, della recitazione, della danza, della scrittura. A me piace molto fare tutte queste cose semplicemente perché mi sento a mio agio. Però non posso non ammettere che quando canto mi sento proprio a casa. Quindi le derivazioni sì, però i veri grandi amori sono il canto e la recitazione”.

Suonare, cantare dal vivo è diventato molto più importante oggi perché ormai i dischi non si vendono più, è tutto affidato allo streaming. Ormai la popolarità si misura in visualizzazioni e follower, però la vera prova resta sempre il palco.

“Ci sono stati dei cambiamenti ma io non mi limito a dire che i tempi sono cambiati ed era meglio prima. Le cose si siano evolute e ci sono stati molti miglioramenti. Altre situazioni vanno riadattate perché secondo me ci sono stati degli abusi nella musica. Però io credo che, appunto, è sul palco che si vede l’artista”.

In Italia uno come Lucio Corsi viene visto come una mosca bianca in mezzo purtroppo a tanti cantanti che utilizzano l’autotune o il vocoder. Che ne pensa?

“Lucio Corsi potrebbe essere stato trasportato ai giorni nostri dal passato alla Alberto Fortis, da quel periodo meraviglioso che era il cantautorato di un certo tipo.  La stravaganza di Lucio Corsi a me piace perché comunque io credo che l’artista non debba essere soltanto voce, talento, ma debba essere anche interpretazione, anche fisicamente deve trasmettere un’idea, un concetto.”

Mietta e la sua band

Da un suo concerto cosa ci si deve attendere?

“Di tutto. Io passo dalla canzone più intima, ai brani più conosciuti sino alle  cover che sono un po’ quello che mi rappresentano in tutta questa mia vita artistica. Quindi rivolgo un omaggio a Mina, uno a Battisti, uno a Donna Summer. Canto tre o quattro cover perché mi piace proprio entrare in quella musica che forse non l’avrei mai potuta sfiorare se non l’avessi interpretata attraverso il palco”.

Ad un altro tarantino come lei che si è fatto strada nel mondo dello spettacolo, Alessandro Greco, chiedevo se in qualche modo gli mancasse un qualche riconoscimento da parte della sua città. Lei ha qualche desiderio a tal riguardo?

“Vorrei semplicemente fare un grande bel concerto a Taranto come tanti anni fa, in Piazza della Vittoria, però mi piacerebbe anche farlo qui al  con il mare alle spalle (l’intervista si è svolta al Mon Reve sulla litoranea, ndr). Io credo che Taranto debba portare sempre alto il nome di noi, artisti. Semplicemente perché è bello, è come coccolare un amore, coccolare una nonna, una persona te cara. Ripeto io amo Taranto e parlo continuamente in giro della mia città, credo che abbia veramente molto più da dare che essere giudicata”.

Cosa vorrebbe che facesse il nuovo sindaco quando sarà eletto?

“Deve riqualificare la Città vecchia. Deve rimettere a posto le case, le facciate, gli interni, dare la possibilità a questa gente che vive lì di poter stare bene. Secondo me il Comune deve aiutarli sotto questo aspetto, perché il borgo antico è un’altra fonte incredibile d’arte e di cultura. Non bisogna mai dimenticare quanto Taranto abbia una sua identità culturale. Siamo stati la capitale della Magna Grecia. E poi abbiamo gli ipogei, abbiamo le cozze, abbiamo il mare meraviglioso, la cucina gustosissima, posti bellissimi”.

L’equazione Mietta =Vattene amore (successo cantato con Amedeo Minghi, terzo posto al Festival di Sanremo del 1990, ndr) le dà fastidio a distanza di anni?

No, no, no, non mi ha mai dato fastidio. Semplicemente quando avevo vent’anni, l’ho detta più volte detta questa cosa, non riuscivo a gestire la grande popolarità che avevo avuto in pochissimi giorni, quindi c’è stato un cambio molto repentino della mia vita personale. Ero una giovane ragazza che veniva da fuori ed ero appena entrata nel mondo della musica. Per me è stato veramente difficile cambiare vita e l’ho fatto con grande difficoltà. Però adoro la forza di Vattene amore.”

C’è un momento sliding doors della sua carriera?

“Penso ad una porta chiusa male ad una situazione che purtroppo non è andata come doveva andare, Avrei dovuto fare delle cose importanti nel cinema che poi non sono andate avanti, per scelte di altre persone. Poi, però, ho fatto La Piovra, Donne di Mafia, ho fatto tanti altri esperimenti, anche Il Gobbo di Notre Dame con Esmeralda nel doppiaggio; molte cose sono andate bene”.

La proiezione sul futuro di Mietta qual è?

“Vorrei 300 miliardi di porte spalancate a qualsiasi cosa. Vorrei fare veramente di tutto ancora, se mi sarà permesso”.

Niente musica nuova?

“Continuo a provinare sempre delle cose, poi decido man mano se tirarle fuori o meno. Prossimamente farò un disco con Dado Moroni che è un grande jazzista internazionale. Faremo degli standard in un disco che segue una passione, anche per andare a spulciare un po’ dappertutto, non solo nel pop o nel soul come ho fatto sinora, ma anche nel jazz che mi diverte tanto”.

A proposito di jazz che pensa della virata della carriera di Serena Brancale?

“Lei è adorabile, meravigliosa. Ha coniugato perfettamente la musica pop con il jazz. Il duetto con Alessandra Amoroso al Festival di Sanremo nella serata delle cover è stato stupendo. Chapeau a lei . E poi è pugliese come me. Io amo la Puglia, quindi tutto ciò che viene da noi va bene”.

 

 

 

 

One Response

  1. Ma cosa significa:amo taranto adoro il mare etc etc etc ma abito a Milano….trasferisciti a Taranto e paga le tasse a casa tua

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