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Elezioni provinciali, comunali e regionali. Il mondo della politica locale è in fermento e quella che sembra una campagna elettorale breve (presidente della Provincia di Taranto e sindaco del Comune di Taranto saranno eletti entro qualche settimana) in realtà si protrarrà per diversi mesi, oltrepassando l’estate per arrivare in autunno.

Tra l’altro, soprattutto nel centrosinistra, dalle nostre parti le alleanze sono fluttuanti. Alle provinciali la lista CON (che alle comunali appoggia assieme al Pd il candidato sindaco Bitetti) ha puntato sul sindaco di Grottaglie D’Alò, che gode delle simpatie anche del MoVimento5Stelle, mentre il Partito Democratico ha preferito il sindaco di Martina Franca, Palmisano. Il MoVimento5Stelle al Comune di Taranto ha deciso di non appoggiare il candidato di centrosinistra Bitetti, presentando una candidatura autonoma (Annagrazia Angolano).

I pentastellati corrono da soli, quindi. Il presidente della Regione uscente, Michele Emiliano (che si candiderà alle Regionali come consigliere), ha aggiunto questa presa di posizione del M5S alle fibrillazioni da questi manifestate di recente in consiglio regionale e in un’intervista rilasciata al Nuovo Quotidiano di Puglia non le ha di certo mandate a dire: “Sono molto deluso dal M5s: spesso hanno un livello di maturità che non consente di svolgere un ruolo centrale, lontani da quel che ho sempre sognato e promosso. Sono un’incognita, a Taranto non sono nemmeno alleati a noi e li sento tornare sulla chiusura dell’Ilva, una posizione folle. Il M5s non può pensare di stare in maggioranza alla Regione soltanto perché temono di non raggiungere la soglia dell’8%, e poi non chiudere l’alleanza nazionale. Mi auguro che il Pd apra un chiarimento col M5s”.

Parole pesanti come un macigno che non hanno, sinora, trovato una replica altrettanto dura. Solo una piccola punzecchiatura, a proposito della questione ex Ilva, da parte del senatore Turco, vicepresidente nazionale dei pentastellati, che in una nota ha chiamato in ballo il presidente della Regione: “Nessuno vuole che l’ex Ilva chiuda, nonostante il governatore Emiliano continui a confondere le acque sostenendo che il M5s ambisce a tale epilogo”.

Lo stesso Turco nei mesi scorsi era dato tra i papabili candidati alla presidenza della Regione, in virtù di un probabile accordo con il Pd. C’erano stati anche degli incontri con lo stesso Emiliano. Poi la scelta dei Dem è ricaduta su De Caro (ex sindaco di Bari ed attuale parlamentare europeo), la carta definita “sicura vincente”.

Se tutte queste alleanze a fisarmonica che minano il famoso campo largo del centrosinistra sul quale a livello nazionale il presidente dei pentastellati Conte ha fatto un passo indietro, sul versante centrodestra c’è qualche crisi di identità. Il laboratorio politico tarantino ha, infatti, espresso un candidato, Tacente (finito inizialmente tra i nomi sul tavolo proprio del centrodestra), che si definisce rappresentante di una larga coalizione, che mette assieme i Riformisti-Socialisti (quasi tutti ex melucciani) con la Lega travestita da lista civica (Prima Taranto),  a sostegno di un progetto civico e moderato.

A rimescolare le carte ci ha pensato il senatore Marti,  senatore e coordinatore per la Puglia della Lega, che ha dichiarato come in questa larga coalizione – “una fusione tra esperienze diverse” –  ci sono anime importanti che non lanciano sfide al centrodestra perché il centrodestra è unico a livello nazionale e lo sarà anche a Taranto a prescindere da chi vincerà .Secondo Marti gli avversari politici sono quelli della coalizione di centrosinistra che ha presentato Bitetti come candidato sindaco.

Ci attendiamo, quindi, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi la definizione di “nuove” alleanze in cui la coerenza probabilmente andrà a farsi benedire rispetto alla necessità di occupare delle poltrone…

 

 

 

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