Il più veloce, come spesso accade in questi casi…, è stato il deputato del Partito Democratico Ubaldo Pagano che a poco più di un’ora dall’esplosione di una tubiera di Afo 1 nello stabilimento siderurgico di Taranto, ha sfornato un comunicato stampa di attacco al Governo rappresentato proprio in queste ore nel capoluogo jonico dallo “sfortunato” ministro dell’Ambiente Fratin.

“Non poteva esserci accoglienza più emblematica per l’inutile passerella del Ministro Pichetto Fratin a Taranto. L’incendio divampato non arriva per caso, ma è frutto della scelleratezza con cui questo Governo sta gestendo il dossier dell’ex Ilva.”, così l’affondo del deputato barese che poi insiste: “Mentre l’ex Ilva brucia, il procedimento di rinnovo dell’AIA è fermo al palo perché, evidentemente, Acciaierie d’Italia e il Governo non riescono ad accettare l’idea che a Taranto si possa produrre solo rispettando le regole ambientali. Le 477 prescrizioni imposte dal gruppo istruttore hanno il sapore di una bocciatura mascherata per una  produzione ancora fondata sul vecchio ciclo integrale e che nulla prevede in tema di transizione. L’unica priorità di questo Governo è sbarazzarsi della fabbrica e  lasciare Taranto al proprio atroce destino”.

A seguire nel primo pomeriggio, il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento5Stelle, più o meno sulla stessa linea di Pagano, anzi usa toni ancora più drammatici: “Mentre il Ministro dell’Ambiente Fratin è a Taranto a ‘fare passerella’ per i suoi interessi di partito, in quel catorcio fatiscente dell’ex Ilva di Taranto si è verificato l’ennesimo incidente che per fortuna, questa volta, non ha coinvolto alcun lavoratore. Adesso è lo sgomento a prendere il sopravvento, rispetto ad una politica industriale folle e pericolosissima portata avanti dal Governo Meloni, che con questo episodio dimostra di essere disposto a camminare sui corpi degli operai che lavorano ogni giorno in quella fabbrica in nome della mera produzione industriale. Con queste prospettive come si fa ad autorizzare l’aumento della produzione a carbone da 3 a 6-8 milioni di tonnellate?”.

A seguire la nota del deputato di Avs Angelo Bonelli: “Con quale coraggio il ministro Pichetto Fratin si presenta a Taranto? Non per affrontare l’emergenza, ma per una passerella elettorale a sostegno di Forza Italia, il partito che nel 2011 concesse la prima AIA con il governo Berlusconi, azzerando la commissione IPPC che stava lavorando su standard ecologici stringenti. Pichetto Fratin si accinge ad autorizzare una nuova AIA che rappresenta una condanna alla malattia per Taranto, perché prevede per altri 12 anni l’uso del carbone e non applica la direttiva europea sulle emissioni industriali inquinanti. L’AIA che propone Fratin riporta Taranto alla gestione mortale dei Riva: un disastro sociale, ambientale e sanitario”.

Ed i candidati sindaco? Con una nota stampa sono intervenuti in ordine cronologico Tacente: “Non è più tollerabile che Taranto venga lasciata in balìa di impianti obsoleti, pericolosi e inquinanti. Serve un cambio di passo deciso. La decarbonizzazione non è uno slogan, è l’unica strada percorribile, insieme alla valutazione dell’impatto sanitario” – e Bitetti: “Se qualcuno pensa che la Taranto dei prossimi dieci anni sarà identica a quella attuale, si sbaglia di grosso. Non sacrificheremo mai i diritti dei tarantini sull’altare di una produzione a ogni costo”.

Lazzaro in mattinata, prima che si verificasse l’incendio nei pressi di AFO 1, aveva rilasciato dichiarazioni che poi non si discostano tanto da quelle dei suoi competitor: “Per noi è centrale la decarbonizzazione, un cambio di passo netto su questo, quindi la chiusura delle fonti inquinanti e su questo ovviamente con il Governo ci andremo a confrontare su tutte le partite che riguardano il nostro territorio e la nostra città in particolare”.

3 Responses

  1. In tutto il mondo ci stanno prendendo per il cu ,siamo i pagliacci e i passivi di sempre altro che gli spartani ?

  2. Legittimo fare la campagna elettorale per il proprio candidato, ma chi paga queste spese? spero non noi. Bonelli e Turco potrebbero chiedere informazioni.

  3. La sfortuna è tutta nostra visto che dobbiamo avere a che fare con gente che non ha a cuore i nostri problemi e vengono solo a fare a spese nostre propaganda elettorale

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