Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, è intervenuto oggi a Taranto durante una conferenza stampa presso il comitato elettorale di Luca Lazzàro, affrontando le questioni più urgenti che interessano il territorio ionico. Al centro del dibattito, il tema del rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per Acciaierie d’Italia, con l’ultimo rinvio della conferenza dei servizi dal 13 al 21 maggio, dopo un precedente posticipo dal 5 maggio.

“È nostra prerogativa avere un’Aia nuova, rispondente alle esigenze delle popolazioni locali – ha dichiarato il ministro, sottolineando l’impegno del governo su questo fronte – Siamo stati noi come governo a chiederla alla nuova proprietà, pur non essendo un passaggio obbligatorio,” ha precisato Pichetto Fratin, evidenziando la volontà dell’esecutivo di garantire standard ambientali più elevati per il territorio. La decarbonizzazione è fondamentale innanzitutto per la salute dei cittadini ma anche per lo sviluppo futuro di Taranto e non solo. Come Governo stiamo seguendo da vicino le vicende riguardanti l’ex Ilva; vogliamo creare l’impianto più moderno d’Europa”.

Proprio durante la conferenza stampa del del ministro, coincidenza, una colonna di fumo di diverse decine di metri si è alzata dallo stabilimento siderurgico ex Ilva, in zona dell’Altoforno numero 1, interessata da un incendio causato dalla rottura con relativa esplosione di una tubiera.

Il ministro ha inoltre annunciato importanti sviluppi nel settore delle energie rinnovabili: “Taranto e Augusta sono i due porti scelti per lo sviluppo dell’eolico”.

Infine un’ accenno sulla questione dell’ampliamento delle discariche ed in particolare a Manduriambiente: “Il controllo è il nostro, ma purtroppo la valutazione è una competenza regionale. Potrei solo dire che in Regione hanno votato male nonostante i pareri negativi di ARPA e ASL. In realtà le discariche dovrebbero essere cose che non si fanno più. Diciamo che la Regione Puglia se ne infischia se ci sono dei pareri negativi dal punto di vista ambientale. Evidentemente dal punto di vista politico si è deciso per l’ampliamento”.

 

 

3 Responses

  1. Direttore
    Aspettiamo un articolo dedicato al disastro AFO1 in corso, così da non vederlo in coincidenza con altri eventi politici.
    Aspettiamo approfondito articolo come sempre sulle cause di questo ennesimo incidente, in modo da poter tutti valutare eventuali business scope di avere un mostro ecologico aperto in queste condizioni.
    Senza nessuna appartenenza politica sottolineo che solo la verità, potrà essere la linea guida, e mi piacerebbe sapere cause effetti e azioni che verranno intraprese da questa Fabbrica di interesse Nazionale,
    Perché noi cittadini viviamo qui e non a Roma
    e siamo esausti da 13 anni di sentire parlare di messa in sicurezza bonifiche e bla bla bla
    Stampa libera inchieste senza guardare in faccia a nessuno
    Grazie

    1. Il buon Gianmario Leone non mancherà di tornarci con un approfondimento, per il momento abbiamo dato solo cenni di cronaca

  2. La sfortuna dell’incidente non è del ministro che viene a fare campagna elettorale , ma di chi lavora nello stabilimento e della città per le conseguenze di questi episodi. Ma vorrei anche ripetere che la sfilata dei ministri che vengono a sostenere il loro candidato non può avvenire a spese dello stato. Sarebbe interessante sapere chi paga le spese di queste trasferte propagandistiche dei ministri e dei loro codazzi.

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