Ascolta l’audio di questo articolo
“Temo che le ultime notizie sull’Ilva non incoraggino i nuovi investitori in quello che e un percorso difficile sfidante per tutti, a cui spero che tutte le istituzioni partecipino in maniera propositiva, per evitare che gli investitori internazionali che avevano manifestato interesse a acquisire impianti nella fase di piena decarbonizzazione, siano scoraggiati dal farlo”. Così il ministro del Mimit, Adolfo Urso, a margine della presentazione del ‘Bilancio di impatto socio-economico di Lidl in Italia’ realizzato da The European House – Ambrosetti, in relazione a quanto accaduto nelle ultime 24 ore all’ex Ilva di Taranto. Dopo il grave incidente verificatosi all’altoforno 1, è sopraggiunto il sequestro senza facoltà d’uso da parte della procura ionica.
“Come tutti sanno – ha proseguito Urso – abbiamo preso in mano questo dossier, con la piena intenzione di realizzare una piena decarbonizzazione di tutto l’impianto. Così è nei programmi che sono stati presentati agli investitori, quello di fare nel tempo un modello di siderurgia green che possa rendere orgoglioso questo Paese e corrispondere alle aspettative dei cittadini. Anche i nuovi investimenti che stiamo sostenendo a Terni e Piombino sono a tecnologia green, come quelli che vorremmo fare a Taranto, con un piano industriale che prevede la piena decarbonizzazione, ma occorre un processo almeno triennale. In questo percorso che abbiamo indicato, speriamo che non ci siano condizionamenti esterni che possano scoraggiare gli investitori”.
Quanto accaduto ha inoltre aumentato la preoccupazione dei sindacati. “All’interno della fabbrica si continua a vivere in un clima di incertezza e forte preoccupazione rispetto alle prospettive ambientali, industriali e occupazionali del sito di Taranto. Il grave incidente di ieri, che solo per una casualità non ha coinvolto i lavoratori e di cui non conosciamo ancora le ricadute ambientali, ha portato oggi al sequestro senza facoltà d’uso da parte della magistratura tarantina di Afo1, con possibili ripercussioni sulla vendita dello stabilimento. Questo è la riprova di quanto sosteniamo da tempo in merito alla necessità di avere le risorse per il pieno compimento del piano di ripartenza per il rilancio in sicurezza dell’ex Ilva e per avviare una transizione ecologica e sociale giusta” affermano Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil e Francesco Brigati, segretario generale Fiom-Cgil Taranto.
“Nella giornata di ieri è arrivata anche la messa in mora dell’Italia da parte della Commissione europea per non aver rispettato alcune disposizioni della direttiva per quanto riguarda l’impianto di Acciaierie d’Italia. Per questo ribadiamo che serve chiarezza sul futuro di ex Ilva e sul processo di transizione ecologica che deve avvenire attraverso la decarbonizzazione – proseguono i due esponenti della Fiom Cgil -. Inoltre, così come ribadito negli incontri a Palazzo Chigi, chiediamo al Governo che siano stanziate ulteriori risorse per portare a compimento il piano di ripartenza e, quindi, tutti gli interventi di natura manutentiva per mettere in sicurezza i lavoratori e la città. In un clima di sfiducia ed incertezza per il futuro dell’ex Ilva è necessario aprire un tavolo permanente a Palazzo Chigi per programmare il futuro ambientale, occupazionale ed industriale del gruppo siderurgico. È utile, inoltre, ricordare al Governo che è necessario un coinvolgimento di tutte le Istituzioni nazionali e locali e delle organizzazioni sindacali affinché si possa traguardare un processo complicato come la transizione ecologica, evitando di scaricare ancora una volta i problemi sui lavoratori e cittadini”.
“L’incidente di ieri nello stabilimento ex Ilva di Taranto ripropone in modo drammatico la questione della sicurezza sui luoghi di lavoro. Solo per un caso fortuito non ci sono stati lavoratori coinvolti, ma l’entità dello scoppio e dell’incendio poteva avere gravissime conseguenze. In attesa di conoscere i risultati dei rilievi ambientali prontamente avviati dagli organi competenti, ritengo necessario che si eviti di far pagare le conseguenze dell’incidente ai lavoratori e alla comunità” dichiara invece Rocco Palombella, segretario generale Uilm.
“Ci aspettiamo – aggiunge – l’immediata azione dei commissari per il ripristino degli impianti e garantire la totale sicurezza. Alla luce di quello che si è verificato chiediamo tempi certi e garanzie sul processo di vendita in corso, che dura ormai da diversi mesi, e sulla realizzazione dei forni elettrici per la decarbonizzazione”. “Riteniamo fondamentale – conclude Palombella – un incontro urgente con il Ministro Urso e i commissari per individuare immediatamente dei provvedimenti straordinari per salvaguardare tutti i lavoratori, le comunità interessate, l’ambiente e un’economia distrutta negli anni”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/05/08/ex-ilva-scatta-il-sequestro-per-laltoforno-1/)
