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Nello scorso mese di aprile il porto di Taranto ha movimentato merci per un totale di 1.061.499 registrando un +22,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. 

Le percentuali positive derivano principalmente dalla movimentazione delle rinfuse solide legate all’attività del siderurgico seppur in flessione rispetto i primi tre mesi dell’anno (+1,9%) e delle rinfuse liquide legate alle attività della raffineria Eni (+37,7%). Dati positivi anche per quanto concerne gli sbarchi (+10,9%), così come per gli imbarchi (+35,6%) e il totale delle merci varie (+58,1%), così come la percentuale tra le navi partite e arrivate (+7%).

Dalla risalita generale non si salvano, ancora una volta, le merci in container che registrano l’ennesimo calo evidente pari a -98,4% ed il totale dei container -84,3%. Positivo invece il saldo legato agli sbarchi dei passeggeri delle navi da crociera (+734,5), in quanto lo scorso anno ad aprile la stagione croceristica non era ancora partita.

I dati positivi però, potrebbero presto perdere di continuità, in particolar modo dopo lo stop dell’altoforno 1 che ridurrà drasticamente l’attività produttiva del siderurgico che per i prossimi mesi viaggerà con un solo altoforno in marcia (Afo 4), riducendo quindi l’approdo di materie prime e conseguentemente la partenza di prodotto finito.

Inoltre, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio è ancora in attesa della pubblicazione del decreto del MASE che ha indicato come base della cantieristica offshore lo scalo ionico (insieme a quello siciliano di Augusta), che comporterà la rinegoziazione della concessione con la holding turca Yilport (la cui verifica da parte del Comitato di Gestione è partita poco tempo fa), per verificare se quell’area manterrà la sua funzione storica prevalentemente legata ai container, oppure se come ipotizzato da più parti sarà destinata alla logistica degli impianti eolici offshore e galleggianti. L’Autorità portuale ha infatti candidato quasi la metà dell’area in cui sorge il terminal contenitori, pari a 400mila metri quadrati riferiti ad una zona più verso terra, che inevitabilmente ridurrebbe gli spazi per l’operatività della stessa Yilport.

A questa scelta è legato a doppio filo l’intervento per la realizzazione di un primo lotto della cassa di colmata (i cui lavori portati avanti da Astaldi sono stati un mezzo fallimento, con la subentrata Fincosit che ha proposto un piano d’intervento di oltre 200 milioni di euro assolutamente fuori budget), funzionale all’ampliamento del V Sporgente del Porto di Taranto e al dragaggio di 2,3 milioni di metri cubi di sedimenti in area molo Polisettoriale. Anche se queste cifre ufficialmente non sono state mai chiarite e spiegate del tutto, vi è infatti la possibilità di intervenire sul primo lotto con una somma minore che potrebbe consentire di completare la vasca di colmata ed effettuare così parte del dragaggio e permettere gli ormeggi con le nuove profondità.

Senza dimenticare che a breve dovrebbe essere firmata la concessione della Piastra Logistica al colosso danese Vestas, dopo anni e anni di mancato utilizzo, che ha di fatto cambiato l’iniziale destinazione della stessa. Ed i tanti progetti che insistono sull’area ZES e il mai avvenuto ma sempre possibile avvio dei progetti legati ad Agromed ed Eco Park (l’ex Distripark). In questa grande partita resta poi in ballo il destino dei 327 lavoratori ex TCT collocati nell’Agenzia del Lavoro, ai quali a Natale è stata prorogata di ulteriori due anni l’Indennità di Mancato Avviamento (IMA), con il contestuale investimento di 15 milioni di euro per la riqualificazione professionale da parte della Regione Puglia. Così come attendono da anni un nuovo futuro anche anche altri lavoratori di aziende scomparse da tempo nell’ambito portuale come quelli della ex STF e Delta uno.

Infine, sono iniziate in commissione Trasporti della Camera dei Deputati, le audizioni per i candidati individuati dal ministero dei Trasporti a ricoprire la carica di presidente delle Autorità Portuali da rinnovare, tra cui Taranto. Per l’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio, è stato indicato l’ex presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Gugliotti che potrebbe ottenere il decreto di nomina entro il mese di giugno.

(leggi tutti gli articoli sul porto di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)

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