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Innovare senza dimenticare i principi. Sperimentare, ma con coscienza. L’equilibrio tra progresso tecnologico e responsabilità sociale è stato al centro della giornata di studi “InnovEtica – Regole condivise per la crescita equa”, andata in scena al Teatro Comunale Fusco, trasformato per l’occasione in un laboratorio aperto di idee, riflessioni e confronto intergenerazionale.

L’iniziativa, di respiro nazionale, è stata promossa dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Taranto con il supporto del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, della Fondazione CNI e del suo Dipartimento Innovazione, in collaborazione con il Politecnico di Bari e la Provincia di Taranto.

Due momenti distinti ma legati da un filo conduttore: al mattino i giovani, al pomeriggio i professionisti. Un’unica domanda in sottofondo: si può costruire un futuro tecnologico che non perda di vista il bene comune?

La prima parte della giornata ha visto salire sul palco figure di spicco della divulgazione e dell’innovazione, pronte a dialogare con studenti delle scuole superiori e universitari. Non una lezione frontale, ma un vero e proprio scambio, in cui le domande della platea hanno trovato spazio e dignità.

Tra gli ospiti, Marco Camisani Calzolari, docente universitario e volto noto del piccolo schermo, ha messo in guardia i ragazzi dai pericoli di un approccio passivo alla tecnologia: “Siete già dentro il digitale, che lo vogliate o no. Il vostro nome, le vostre scelte, tutto può essere trovato online. Ma non basta usare i social o navigare: bisogna capire come funzionano gli strumenti, e farne un uso consapevole. Anche per difendersi”.

Floriana Ferrara, responsabile IBM per le iniziative di inclusione e sviluppo, ha raccontato l’evoluzione dell’intelligenza artificiale: “Non è più un tema del futuro: è già parte del presente lavorativo e produttivo. I posti di lavoro nel settore ci sono. La sfida è formarsi, non farsi trovare impreparati”.

Alessandro Cecchi Paone, giornalista e divulgatore scientifico, ha invece acceso i riflettori sul valore culturale della professione ingegneristica: “Essere ingegneri è una forma mentis. Significa ragionare per sistemi, leggere il mondo con occhi tecnici e risolvere problemi concreti. È una formazione che apre moltissime strade, non solo nei cantieri”.

Nel pomeriggio, l’evento ha cambiato volto e pubblico: spazio ai tecnici, agli amministratori, alle imprese. Tre le direttrici su cui si è sviluppata la riflessione: mare, terra e cielo, metafore di altrettanti ambiti strategici in cui l’innovazione non può prescindere dalla responsabilità.

Luigi De Filippis, presidente dell’Ordine degli Ingegneri tarantino, ha avvertito: “Fare innovazione non è mai neutrale. Ci sono sempre delle scelte da compiere, e non sempre sono facili. Soprattutto in territori come il nostro, in cui il peso del passato industriale richiede oggi un nuovo patto tra sviluppo, ambiente e salute pubblica. Anche l’etica, come l’innovazione, ha bisogno di aggiornarsi”.

Un richiamo importante è arrivato anche alla necessità di utilizzare i fondi pubblici per favorire ricerca applicata e progettazione sostenibile. “Taranto ha tutte le potenzialità per diventare un polo dell’innovazione – ha aggiunto De Filippis – ma solo se saprà mettere al centro il rispetto delle persone e dell’ambiente”.

L’appuntamento è stato anche l’occasione per celebrare la carriera di numerosi ingegneri che, a 50 anni dalla laurea, hanno ricevuto un riconoscimento simbolico per il loro contributo alla professione. E non solo: due tessere ad honorem dell’albo sono state consegnate a Gianpaolo Spagnulo, ex portiere del Taranto Calcio, e alla campionessa Roberta Chiurlya, a sottolineare il valore dell’impegno e dell’esempio anche fuori dall’ambito tecnico.

Nel corso dell’evento, moderato dal giornalista Angelo Di Leo, è stato ribadito un concetto cardine: la tecnologia avanza, ma è l’uomo che deve decidere la direzione.

Marco Camisani Calzolari, esperto di tecnologia di Striscia La Notizia, ha spiegato che “l’etica per i ragazzi deve essere più che mai una bussola di riferimento perché online purtroppo i cattivi maestri cercano di dir loro che ci sono i soldi, le Lamborghini, Dubai, le cripto per fare i soldi, e quello sembra l’unico futuro possibile quando in realtà ce ne sono altri, altrettanto soddisfacenti per loro. E per le aziende è importante perché oggi l’IA prende le decisioni da sola e quindi non è più uno strumento come può essere un altro software. Gli si dice: fammi questo, fammi quell’altro e se non gli si indica con quale etica in teoria fa cose che sono assolutamente disallineate con noi umani”.

 

 

 

 

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