Si è parlato di turismo sportivo in una delle tavolo rotonde organizzate in questi giorni a Taranto, dove tra qualche giorno si andrà a votare per il rinnovo del Consiglio comunale ma soprattutto per eleggere il nuovo sindaco.

Intercettato in uno di questi incontri l’assessore regionale al Turismo, Gianfranco Lopane ha detto la sua: “Lo sport ha una funzione fondamentale sia per le comunità che per lo sviluppo turistico delle stesse. Intanto c’è da dire che abbiamo imparato a conoscere lo sport come buona prassi di vita, come elemento di coesione sociale, come elemento di interazione anche all’interno delle comunità. Stiamo però scoprendo sempre di più e sempre meglio come il binomio tra sport e turismo sia un binomio assolutamente solido e su come i grandi eventi sportivi possano generare incoming nelle destinazioni. Questo a maggior ragione a Taranto che si appresta a vivere dei mesi significativi da questo punto di vista e alla vigilia di un grande evento che può in una parola sintetizzare un percorso che la città ha iniziato da tempo, mi riferisco ai Giochi del Mediterraneo che daranno non solo la possibilità di attrarre sulla città grandissima attenzione ma che saranno anche il volano per percorsi di crescita intorno al turismo sportivo che di certo non si fermeranno a questa iniziativa. In questi mesi abbiamo continuato a sostenere anche come regione eventi che parlano di sport declinati con il grande prodotto turistico mare, ne abbiamo presentati qualcuno negli scorsi giorni, continueremo a sostenerli perché riteniamo che i grandi eventi ma la pratica dello sport in generale possa rappresentare anche per questa città e per la Puglia in generale un grande elemento di attenzione turistica”.

Ha una ricetta da consigliare al nuovo sindaco affinché Taranto possa progredire nel settore turistico, qui c’è una grossa richiesta da parte delle associazioni di categoria di avere competenza nei posti giusti.

“Nel turismo non ci sono ricette magiche, non ci sono bacchette magiche, c’è un grande lavoro di squadra da fare, che sarà sempre più improntato nella definizione di governance territoriali anche perché la fase del turismo declinata solo come politica di promozione è ormai tramontata. Oggi ci vogliono giustamente partnership pubblico- privato ed in questo ambito il ruolo delle associazioni di categoria, dei singoli operatori è assolutamente indispensabili, ma soprattutto perché in chiave turistica è sempre più vincente non solo la costruzione di prodotti turistici che sono declinati in chiave territoriale ma il coinvolgimento della intera comunità.

Taranto, per diventare destinazione emergente, dovrà fare il grosso sforzo di ricucire la città con i lembi estremi orientali e occidentali della provincia in un modello che può rappresentare per il territorio pugliese la vera novità. Per questo dovremo lavorare anche su grandi attivatori turistici che partano dal mare e in ciò rientra la discussione degli scorsi mesi sulla possibilità di costruire un progetto di musealizzazione a partire dalla presenza sul nostro territorio anche di navi importanti.  In generale il mare declinato nelle sue mille forme può davvero rappresentare una possibilità importante non solo per Taranto ma per la Puglia intera”.

Lei metterebbe un manager del settore come assessore al turismo?

“Prima ancora del destination manager è importante capire il modello di governance. Questa è una discussione che non si sta facendo soltanto a Taranto e  sarà accompagnata nel prossimo futuro anche da percorsi di accompagnamento finanziari della regione. Certamente si arriverà al destination manager, ma prima è importante costruire insieme agli operatori, alle associazioni di categoria, ai sindaci il modello che ci deve vedere tutti insieme in un grande gioco di squadra.

Non ritiene che Taranto per poter fare un passo in avanti nel turismo debba essere meno isolata dal punto di vista territoriale?

“I trasporti, i collegamenti e le infrastrutture sono una parte dell’attrattività turistica, non sono il tutto. Di certo Taranto dovrà continuare a ragionare in termini di infrastrutture e in termini di trasporti; in realtà c’è un tavolo che ormai da mesi va avanti con la mia collega Ciliento, a proposito anche delle interlocuzioni che abbiamo avuto sul sistema ferroviario, sugli investimenti che si stanno facendo e anche su alcune criticità per questi lavori che dovranno essere completati entro il prossimo anno.

Ma il turismo non è soltanto trasporti, non è soltanto infrastrutture. Se pensiamo che alcune destinazioni importanti a livello internazionale sono in posti collegati in maniera davvero difficile ci rendiamo conto che il turismo non può aspettare il completamento delle grandi opere che sono una parte essenziale dell’attrattività di un posto ma che non sono l’unica componente. La chiave di volta del prossimo futuro invece sono i prodotti turistici che partono dalle risorse, e questo territorio ne ha davvero tantissime, ma che intorno alle risorse devono costruire i servizi. Quindi la vera sfida è sui servizi e questo si fa sia con la grande mano che può dare il pubblico ma anche con ciò che si può costruire in chiave di impresa turistica a livello territoriale”.

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