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“Il centrodestra a Taranto non si presenta unito? A livello locale può accadere. Son convinto che qua la Lega abbia scelto il candidato migliore e quindi conto che sia Tacente a portare la città nei prossimi cinque anni per mano”. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ieri a Taranto per partecipare a un incontro con vertici locali e regionali del partito, simpatizzanti e sostenitori, ha confermato che la Lega appoggia il candidato sindaco Francesco Tacente, chiarendo il perché della scelta di non presentarsi con il simbolo del carroccio (ma con la dicitura Prima Taranto). “Anche in altre realtà – ha osservato – abbiamo deciso di aderire a una lista civica. Siamo un movimento autonomista. Quindi a livello locale i nostri candidati sono liberi di scegliere, fatto salvo il bagaglio di valori e di buona amministrazione che portiamo, come presentarsi. C’è al nord, c’è al centro, c’è al sud”. “Siamo autonomisti – ha detto ancora – perchè per noi vengono prima i territori. Non voglio imporre niente sulla testa di nessuno perchè per me per prima viene Taranto. Siccome i cittadini di promesse ne hanno sentite tante negli scorsi decenni, a me piace invece la concretezza”.
Alla fine c’è stato anche l’atteso incontro con Tacente, candidato della larga coalizione – come la definisce – di ispirazione civica e moderata, in cui solo l’Udc (federata con Evviva Taranto) non ha avuto alcuna remora nel mostrare il simbolo. I socialisti sono in lista con i Riformisti ma anche lì senza simbolo, presentando diversi ex consiglieri e assessori comunali che sostenevano il sindaco Rinaldo Melucci. Ma, ha puntualizzato Tacente, rappresentano solo il 10% di tutte le liste. “Il resto – ha aggiunto – è composto da persone della cosiddetta società civile, del mondo delle professioni, della sanità, del volontariato”.
Tacente si è intrattenuto con Salvini per chiedergli di porre “la dovuta attenzione – ha precisato – affinchè i lavori per l’ammodernamento della stazione ferroviaria di Taranto procedano secondo il cronoprogramma consegnato alla città, per risolvere la carenza di collegamenti ferroviari specie nel periodo estivo, per il rilancio del porto, per suggerire misure di finanziamento ad hoc per la sistemazione delle strade nei quartieri periferici di Taranto, per mettere in sicurezza la SS100, soprattutto nel tratto tra Mottola e San Basilio”.
Il vicepremier ha colto la palla al balzo anche per parlare della vertenza ex Ilva, affermando che “o c’è un acquirente serio oppure è giusto che sia lo Stato che si faccia carico della gestione e del rilancio perchè da troppi anni i tarantini aspettano invano. Ci sono delle offerte, vediamo se ci saranno offerte finalmente serie, se no l’Italia faccia l’Italia”. Il leit motiv della Lega e del suo leader è sempre lo stesso: prima gli italiani. In Riva allo Jonio prima Taranto. Come il nome della lista in cui i leghisti sono confluiti, sposando un progetto civico e smarcandosi dal centrodestra ufficiale che ha scelto il candidato Luca Lazzaro.
Ancora sul Siderurgico. “A noi – ha ribadito Salvini – l’acciaio serve per i prossimi anni. Poi a Bruxelles parlano di armi, se noi svendiamo il nostro patrimonio andiamo a comprar le fionde più che altro. Abbiamo peraltro un piano di rilancio infrastrutturale tra ponti, porti, aeroporti, strade, autostrade e ferrovie. Ripeto: o c’è un acquirente serio che garantisca i livelli occupazionali e garantisca le bonifiche e la salute, altrimenti lo Stato deve fare lo Stato, si è perso troppo tempo”.
Non poteva mancare un riferimento allo scontro istituzionale tra Mimit e procura di Taranto sulle autorizzazioni di messa in sicurezza dell’altoforno sequestrato. “Sarà importante – ha chiosato il ministro – che anche il settore giustizia accompagni lo sviluppo di Taranto perchè spesso e volentieri altri sono intervenuti a gamba tesa facendo ricominciare da capo tutto quanto. Avere il sindaco, avere la Regione, avere il governo, avere i settori industriali, avere le associazioni i sindacati e la giustizia che accompagna la crescita – ha aggiunto – sarà importante”.
Poi il nodo salute-occupazione. “Io penso che nel 2025 – ha affermato il vicepremier – i tarantini, come i genovesi perchè gli stabilimenti siderurgici ci sono anche lì, devono avere la garanzia della salute e avere l’offerta di un posto di lavoro. Non si può mettere in contrasto: o stai bene o lavori. Uno deve poter ambire a star bene e a lavorare”. Salvini ha evidenziato che il suo “obiettivo, da vice presidente del consiglio, da ministro e da capo della Lega è che da qui ai prossimi cinque anni Taranto sia sulle cronache nazionali per il bello, per il lavoro, per le opportunità, non per i problemi, per gli scontri, per le crisi, per le preoccupazioni. Oggi non sono qui di passaggio, ci sono 40 milioni di euro per la riqualificazione della stazione ferroviaria e il recupero dei piazzali, dei parcheggi, per garantire ai tarantini di perdere meno tempo, di essere più sicuri, di essere più veloci, è uno dei tanti esempi per cui vorrò tornare a Taranto”.
“Qui – ha rimarcato, accompagnato dal coordinatore regionale Roberto Marti (ma anche il vice segretario nazionale Claudio Durigon e altri big del partito) – ci sono cantieri che il nostro Ministero sta portando avanti, sta riqualificando nei tempi dovuti, si può fare tanto altro. Sono contento inoltre dell’indicazione fatta e condivisa con il territorio del nome di Giovanni Gugliotti (presente all’incontro, ndr) per la presidenza dell’Autorità di sistema portuale del Mar Jonio e spero di cominciare a lavorare i prima possibile perchè c’è grande margine di crescita”.
Infine, la questione infrastrutturale, a partire dall’aeroporto. “È in via d’arrivo – ha annunciato – la chiusura del piano nazionale degli aeroporti che stiamo seguendo per garantire uno sviluppo a tutti gli aeroporti italiano. Io penso che ci sia possibilità di crescita per Taranto. Penso che non sia una delle incompiute. Altri aeroporti ci sono in Italia che sono stati fatti probabilmente senza calcolare il potenziale che c’è. Credo che Grottaglie possa e debba crescere, così come il porto. Per quello che riguarda le ferrovie noi abbiamo più di 100 miliardi oggi con cantieri aperti sulla linea ferroviaria nazionale. È chiaro che non si recuperano in due anni alcuni decenni. Taranto, lo ripeto, non dovrà essere più un problema ma dovrà essere un modello come altre realtà pugliesi che già lo sono. È una città che merita tanto, che può tanto, che ha sofferto tanto, anche di incapacità amministrativa”.

