“Sono qui a Taranto apposta”. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha scelto di chiudere la campagna elettorale per le amministrative del capoluogo ionico con un comizio in piazza della Vittoria diventato un atto d’accusa verso le scelte del passato e un “appello accorato” al cambiamento. Al centro del suo intervento: l’ex Ilva e il campo largo sfumato.

Con il presidente Conte e la candidata sindaca Annagrazia Angolano c’erano anche il senatore Mario Turco, vice presidente del M5s, il coordinatore regionale Leonardo Donno, e Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista che appoggia i pentastellati in questa competizione elettorale. Piazza abbastanza piena. Riecheggiavano gli slogan di qualche anno fa. “Noi siamo stati sempre per la chiusura delle fonti inquinanti, non abbiamo cambiato posizione”, ha detto dal palco il senatore Mario Turco, aggiungendo che i candidati del movimento sono credibili perché hanno “le mani pulite, le mani libere”. Sventolavano insieme le bandiere dei Cinque Stelle e quelle di Rifondazione. Attacchi contro il governo e contro il Pd, a destra e a manca. Annagrazia Angolano ha alluso alla “incompetenza” dei suoi competitors su molti argomenti “portanti e importanti” per Taranto. “Ma – ha assicurato rivolgendosi alla piazza – non vi preoccupate: vincerò io”.

Per Giuseppe Conte, che ha partecipato anche a un incontro pubblico allo Sportello del Cittadino del M5S, in Piazza Tedesco 2, nel quartiere Paolo VI, e ha visitato la sede della Facoltà di Medicina di Taranto, la questione ex Ilva è a uno snodo cruciale e non ci sono più margini per “soluzioni ibride” o per ulteriori tentennamenti. “Credo che nella condizione in cui siamo sia necessaria la nazionalizzazione”, ha affermato. “Non possiamo offrire un salvacondotto a chi gestisce un impianto del genere”, ha aggiunto Conte, rivendicando la decisione del suo governo di rimuovere lo scudo penale per i vertici aziendali.

Dietro l’attuale presenza pubblica nell’assetto societario dell’ex Ilva, ha sostenuto, c’è proprio la mano del governo Conte II. “Invitalia l’ho voluta io per garantire una presenza pubblica che offrisse garanzie alla comunità cittadina”, ha sottolineato. Ma oggi, secondo l’ex premier, questa presenza va rafforzata, non ridimensionata: “Piuttosto che togliere risorse, bisogna incrementarle per le bonifiche”. In questo senso, Conte ha ribadito la necessità di utilizzare i fondi del PNRR e ha ricordato come il suo esecutivo avesse già stanziato “un miliardo per assicurare una transizione verde” e costruire un futuro occupazionale per Taranto.

Non sono mancati i riferimenti polemici al governo attuale, in particolare al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che aveva criticato l’efficacia della presenza pubblica nella gestione dell’ex Ilva. “Il ministro Urso parla liberamente, ma le parole rimangono lì. Il dossier ce l’ha lui: cosa ci sta proponendo? Mi pare si sia incartato”, ha commentato Conte, con un tono che mescola ironia e rassegnazione.

Conte ha voluto anche precisare le responsabilità pregresse: “Nel 2017 lo stabilimento fu affidato ad ArcelorMittal, ma la gara non l’abbiamo fatta noi. La fece il ministro Carlo Calenda. Era già stato tutto definito, con un contratto secretato”. Recuperare “una presenza pubblica, migliorare – ha proseguito – un contratto già chiuso, aumentare le risorse per le bonifiche: è stato un grandissimo sforzo”.

Dal palco Conte ha lanciato l’appello al voto in favore della candidata sindaca Annagrazia Angolano, sostenuta dal M5S e da una lista civica. “Non corriamo da soli, corriamo con i cittadini”, ha affermato ancora Conte. “Con esponenti della società civile. La precedente amministrazione è stata deludente, abbiamo dovuto prendere le distanze. Anche a costo di lasciare le poltrone, come alcuni nostri assessori hanno fatto”.

A Taranto, il campo largo si è fermato prima di nascere. Il centrosinistra ha scelto di puntare sull’ex presidente del Consiglio comunale Piero Bitetti, mentre il Movimento 5 Stelle ha intrapreso una strada autonoma. “Se le cose non vanno, ce ne assumiamo la responsabilità”, ha detto Conte.

Infine, l’ex premier ha evidenziato quanto realizzato durante il suo governo per la città dei due mari. “Con il Cantiere Taranto – ha ribadito – abbiamo stanziato un miliardo e duecento milioni per far diventare questa città centrale nel Mediterraneo. Ora al governo c’è Giorgia Meloni: vediamo che fine fanno quei progetti”.

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