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“Il mio lavoro, che mi ha portato a stretto contatto con minori a rischio, persone con fragilità e a rischio devianza, mi ha permesso di acquisire un bagaglio esperienziale che ora voglio mettere al servizio della città”.
Giuseppe De Leonardis, candidato al Consiglio comunale all’interno della coalizione civica Adesso, che sostiene Mirko Di Bello, è laureato in Scienze del servizio sociale e del non profit e, a soli 23 anni, ha già maturato una solida esperienza nel mondo del volontariato e del terzo settore.
Per lui si tratta della seconda esperienza: alle scorse amministrative, infatti, si era candidato con la lista Taranto Crea, a sostegno di Rinaldo Melucci: “Ma – ci tiene a precisare – ho provato una grande delusione per la piega presa dall’ultima amministrazione comunale, soprattutto durante il secondo mandato”.
Quali motivazioni l’hanno spinta a mettersi nuovamente in gioco?
“Credo che noi giovani dobbiamo profondere il nostro impegno nel costruire un futuro diverso e migliore per la nostra città, mettendo al servizio della collettività le proprie competenze ed esperienze: questa convinzione mi ha sostenuto durante tutta la campagna elettorale”.
Perché votare Mirko Di Bello come sindaco di Taranto?
“Mirko è sempre stato dalla parte delle persone più fragili, di coloro che vivono nelle difficoltà, ma soprattutto dalla parte delle periferie, di cui lamentiamo l’abbandono da anni. Lama-San Vito-Talsano ma non solo, anche Paolo VI, Tamburi e Salinella: sono terre difficili, che da sempre vengono bistrattate a favore delle zone centrali di Taranto, quasi che non si tratti della stessa città.
Abbiamo bisogno di un sindaco che metta a servizio della città non solo la propria competenza, ma anche una visione che abbracci le zone periferiche. Come dice il sociologo Mario Pollo, dobbiamo abbandonare la divisione tra centro e periferie e far nostra l’idea che le zone periferiche possano diventare centro propulsivo dell’intera città”.
L’ombra dell’astensionismo sulle elezioni ormai imminenti: un appello last minute per convincere i cittadini a votare?
“Votare significa cambiare radicalmente quello che è stato e noi abbiamo profondo bisogno che ciò avvenga. Cito Sant’Agostino: dobbiamo avere lo sdegno per ciò che è successo ma anche il coraggio di ciò che può accadere per cambiare.
Agli elettori chiedo di non votare solo il 25 e 26 maggio, ma anche in vista di un possibile ballottaggio e per i referendum abrogativi dell’8 e 9 giugno. La democrazia è partecipazione, diceva Giorgio Gaber, e per essere cittadini attivi è necessario partecipare”.
Taranto ha tante emergenze, allo stato attuale dei fatti, da fronteggiare. Quali ritiene che siano le misure più urgenti da attuare nei primi tempi della nuova amministrazione?
“Al centro dei primi 100 giorni prevediamo di occuparci sicuramente del bilancio che, a detta anche dei precedenti amministratori e dei tecnici della macchina amministrativa, versa in gravi condizioni: questo equivale a occuparsi di ciò che può essere fatto per Taranto. Indispensabile, poi, una visione programmatica, ovvero una programmazione del futuro che riveli tutta la sua concretezza: penso al decoro urbano, all’attenzione verso le periferie, al turismo non solo crocieristico ma anche esperienziale (basti pensare alla partnership con Brest, con cui Taranto è gemellata da anni e il cui legame andrebbe maggiormente valorizzato).
È chiaro che la questione economica, nell’ottica futura, assume importanza vitale: risollevare Taranto dalla forte crisi finanziaria in cui versa è al centro della nostra visione amministrativa, soprattutto nell’immediato.
I punti del programma elettorale che le stanno maggiormente a cuore?
“Il nostro programma elettorale parla di una città nel palmo di una mano: città d’Italia, perché è importante creare le condizioni per un centro turistico, culturale e commerciale di rilevanza nazionale e non; vogliamo una città verde, a scapito della cementificazione progressiva a cui abbiamo assistito nel tempo, vogliamo una città a misura di giovani, che non devono scappare da Taranto per costruire altrove un futuro; vogliamo una città della cultura, che parta dal rispetto per il passato e passi dall’attenzione per il futuro, infine città dei due mari, che trasformi il turismo nel vero volàno economico del territorio”.
*Il corriereditaranto.it ha deciso di intervistare un candidato al consiglio comunale per coalizione.
Durante le elezioni tutti belli bravi e buoni poi ,sprofondiamo sempre più ,vergogna