Accolto da un fragoroso applauso all’arrivo nel suo comitato elettorale intorno alle ore 20.30 di oggi, lunedì 26 maggio, Piero Bitetti, candidato sindaco del centrosinistra commenta l’esito della tornata elettorale che sicuramente si protrarrà sino al ballottaggio (con Tacente):“Innanzitutto mi sento di ringraziare tutti gli elettori, tutti i volontari, tutti i coordinatori delle liste e ciascun candidato per l’ottimo lavoro che è stato fatto. Mi sembra di capire che i tarantini hanno dato ragione a questo progetto politico, lo hanno particolarmente apprezzato, i dati mi sembrano particolarmente incoraggianti Immaginavamo di essere intorno al 40%. Al secondo turno che succede? Una nuova partita, ci saranno due candidati che si misureranno con quelle che sono le proposte politiche da rivolgere ai singoli cittadini.

Sul campo largo che a Taranto è diventato strettissimo tra gli esodati melucciani e soprattutto i 5 Stelle che hanno deciso di correre da soli, impedendo, di fatto, la vittoria del centrosinistra al primo turno: “Il campo largo abbiamo dimostrato che si può fare in Provincia, con tutti gli altri partiti dell’area progressista uniti si vince. Con i 5 Stelle ci incontreremo sicuramente e capiremo quali sono i punti da condividere”.

Chiamo io? Chiami tu? Chi farà la prima telefonata?: “Non mi sono mai tirato indietro, non sono mai stato timido, sono pronto a farla io la chiamata ai 5 Stelle”, la risposta secca al quesito delle prossime ore. Intanto dalla sponda pentastellata i messaggi sono interlocutori: “Se fossero stati messi sul tavolo i temi e non i nomi oggi staremmo parlando di una storia diversa”, ha detto il senatore Mario Turco.

One Response

  1. Se le analisi dei flussi elettorali dovessero confermare che i candidati sindaco Bitetti e Tacente hanno preso meno voti delle liste che li sostengono, a differenza dei loro rivali Angolano e Lazzàro che ne hanno presi di più, qualche riflessione – a destra come a sinistra – andrebbe fatta anche sui nomi, oltre che sui programmi, come invece suggerisce il senatore Turco. Di certo, ora si riparte da zero o quasi e il primo nemico che i due pretendenti alla poltrona di sindaco dovranno affrontare sarà l’astensionismo, perché molti aspiranti consiglieri delle due coalizioni al ballottaggio, dopo essere stati bocciati dalle urne, potrebbero essere comprensibilmente meno motivati. Inoltre, dai nomi dei componenti della futura assise comunale, si capirà quale futuro ci attende, nella speranza che siano entrati in consiglio uomini e donne in grado di assolvere il proprio mandato con disciplina e onore, a differenza del recente passato in cui abbiamo visto di tutto e di più.

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