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Il voto disgiunto (la possibilità di esprimere la preferenza per candidati consiglieri comunali di un raggruppamento e per il candidato sindaco di un altro schieramento) ha indirizzato in qualche modo l’andamento del primo turno di elezioni amministrative a Taranto che ha visto poi andare al ballottaggio Piero Bitetti (centrosinistra) e Francesco Tacente (liste civiche+ Riformisti-Socialisti).

Il primo di questi due ha fatto registrare una percentuale del 37,39% contro il 41,31delle liste, un segnale residuo di un certo mancato allineamento di una parte del Partito Democratico (che di suo ha perso circa il 4% rispetto alle elezioni del 2022) sul nome di Bitetti come candidato sindaco della coalizione di centrosinistra.

Più lieve, invece, lo scollamento che ha riguardato Tacente che ha fatto registrare un -1,55% nel rapporto tra le preferenze personali 26,14% e quello delle liste a suo supporto (27,69%). Certamente per chi immaginava un cambiamento reale, questo è un risultato sorprendente. In questa coalizione svetta il risultato della lista civica “Prima Taranto”, erede di “Prima l’Italia” che nel 2022 prese il 2,8%, figlia della Lega di Salvini. Questa lista, infarcita di ex melucciani (Tribbia, la moglie dell’ex assessore Ciraci, Casula e Illiano, tutti buoni portatori di pacchetti di voti) ha preso ben 5380 preferenze pari al 6,45%.

Il segno più invece lo ha fatto registrare Annagrazia Angolano che ha registrato una percentuale del 10,91% rispetto ai voti che sono convogliati sulle liste a suo sostegno (il 6,28% del MoVimento5Stelle e l’1,55% di Angolano sindaca). Dunque i toni trionfalistici dei pentastellati vengono smorzati un po’ da questi dati (nel 2022 registrarono, però, appena il 4,2%) a dimostrazione che gli elettori hanno premiato il buon percorso fatto in campagna elettorale dalla Angolano come persona. Sicuramente questo è un risultato che costerà più di qualcosa a Bitetti in termini di alleanze in vista del ballottaggio.

Un +2,15% rispetto alla coalizione (17,25% il risultato totale finale) ha premiato Luca Lazzaro (19,40% pari), candidato della coalizione di centrodestra. Un dato questo che deve far riflettere i due maggiori partiti Fratelli d’Italia (passato dal 6,7% del 2022 all’8,21% del 2025) e Forza Italia (passato dal 4,2% del 2022 al 5,22% del 2025) che pagano evidentemente delle liste con pochi nomi in grado di fare cassa (ossia di raccogliere voti) se non i soliti. Al contrario questo dato premia l’appeal di Luca Lazzaro che ha iniziato, in grave ritardo (non per colpa sua), la campagna elettorale ma che è riuscito a convincere più elettori rispetto alle liste che lo sostenevano. Un centrodestra che non riesce a coinvolgere l’elettorato tarantino, accusato da alcuni esponenti come l’onorevole Maiorano o il consigliere regionale Perrini, di volere il cambiamento soltanto a parole. Forse,  a livello di vertici nazionali, andrebbe fatto un mea culpa sul grave ritardo con cui hanno cominciato la campagna elettorale. La parata di ministri a Taranto non è servita praticamente a nulla.

Il rischio che si corre per il ballottaggio (8-9 giugno) è che aumenti l’astensionismo (contenuto nel primo turno essendo andato a votare il quasi novemila persone in più rispetto al 2022 ma pur sempre elevato considerato che circa 70 mila tarantini non hanno voluto votare) perché in realtà ci si ritrova davanti a due schieramenti che si possono definire entrambi di centrosinistra per cui gli elettori di Fratelli d’Italia (meno forse quelli di Forza Italia, essendo moderati) potrebbero decidere di non recarsi alle urne così come quelli della coalizione “Adesso” (5,11%) riferimento del candidato sindaco Mirko Di Bello che ha dichiarato che i suoi elettori saranno lasciati liberi di votare chi vogliono.

Questo ragionamento, ovviamente, non tiene conto delle manovre lecite e meno lecite portate avanti nell’ombra come accade ad ogni tornata elettorale…

3 Responses

  1. Ma vi risulta che ci siano state e ancora vi siano manovre illecite? Se è così dovreste denunciare o no direttore?

  2. I tarantini hanno la spazzatura,i monnezzari ,i buzzurri e una qualità della vita scarsissima .. il pasquinelli oggi produceva di nuovo cattivi odori ma si può andare avanti così …stamattina l’unico giorno di indifferenziato neanche sono passati
    La città è sempre più sporca ma come si spiega ?

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