Nessun apparentamento con “questo centrosinistra”.

La decisione verrà ufficializzata nella giornata di oggi con la riunione del gruppo territoriale, ma quanto emerso dall’assemblea provinciale del MoVimento 5 Stelle, che si è svolta nella serata di venerdì 30 maggio presso i Giardini Virgilio, sembra lasciare poco spazio a differenti interpretazioni.

“Non voteremo mai il centrodestra – specifica il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S – ma non vogliamo nemmeno governare con questo centrosinistra. L’esperienza con Melucci ci è bastata, abbiamo già subito le conseguenze di quel tradimento. Non abbiamo intenzione di tradire il mandato elettorale e il nostro programma per il quale al momento, con il centrosinistra, siamo su sponde molto lontane: sarà difficile valutare i progetti in comune e tentare un dialogo”.

Il senatore commenta anche la nota congiunta con cui i tre sindaci pentastellati della provincia, Vito Parisi (Ginosa), Luca Lopomo (Crispiano) e Giampiero Barulli (Mottola), avevano espresso sostegno a Bitetti: “Crediamo fermamente che Taranto meriti il Movimento 5 Stelle – si legge nella nota – E, allo stesso tempo, riteniamo che il Movimento 5 Stelle meriti di lavorare per Taranto, per affrontare con serietà, competenza e visione tutte le tematiche cruciali che riguardano il futuro di questo territorio complesso e straordinario, È per questo che esprimiamo con convinzione il nostro sostegno a Piero Bitetti. Una candidatura che riteniamo solida, credibile e capace di interpretare al meglio le istanze di cambiamento e rigenerazione della città”.

“Prendo atto dell’invito dei tre sindaci – è la replica decisa del vicepresidente nazionale del movimento – ma qui non parliamo di boicottare Bitetti: il nostro voto non andrà mai al centrodestra, è chiaro che sosterremo indirettamente il meno peggio tra lui e Tacente, ma governare insieme la città è un’altra cosa”.

I temi restano fondamentali: “No al rigassificatore, al dissalatore, all’AIA dell’ex Ilva ma anche al comparto 32, tema sul quale parte delle forze civiche e politiche del centrosinistra sono state promotrici della cementificazione. Non facciamo passi indietro su questi temi”.

“Continuiamo a prediligere la politica della coerenza e del coraggio – ha dichiarato la candidata sindaco Annagrazia Angolano – Stasera ascoltiamo la città di Taranto perchè le decisioni passano dalla condivisione. Ripartiamo dall’11% ottenuto alle elezioni, un piccolo grande patrimonio da custodire ma soprattutto un mandato a perseguire un cammino diverso dal passato”.

I pentastellati rispediscono al mittente l’accusa di non aver vinto al primo turno uniti: “Qualcuno deve assumersi la responsabilità piena di questo ballottaggio – affonda il coordinatore regionale, Leonardo Donno – quel qualcuno che da Bari ha dichiarato che il centrosinistra avrebbe vinto a Taranto al primo turno anche senza il M5S: abbiamo ampiamente dimostrato che non è così, il centrosinistra unito avrebbe stravinto a primo turno, ma se ciò non è accaduto non è colpa nostra. Basta con la politica fatta di litigi e trasformismo che ha allontanato i cittadini: la classe dirigente va rinnovata, anche a livello regionale”.

Il riferimento, ovviamente, va al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che aveva dichiarato: “Umanamente Bitetti merita il sostegno di tutto il fronte progressista e mi auguro ce l’abbia. Non voglio essere un ostacolo, ognuno ha il diritto di fare come vuole, però il tatticismo lo vedo sempre nei confronti dell’avversario, non all’interno delle stesse coalizioni”.

“Se la Lega andrà al governo della città (con Francesco Tacente, ndr) non sarà colpa nostra – precisa Turco -quando fu fatto il nome di Piero Bitetti gli chiedemmo subito un passo indietro a favore di temi e programmi condivisi. Proseguano pure sulla loro strada, anche dopo le elezioni non abbiamo ricevuto scuse né condivisioni, solo arroganza. Emiliano? Ha riconosciuto il nostro valore troppo tardi, oltre ad aver sbagliato candidato su cui puntare”.

Insomma, il cammino di Bitetti e della coalizione di centrosinistra verso il ballottaggio con Tacente potrebbe proseguire concretamente senza l’appoggio dei pentastellati: del resto, anche il presidente nazionale del movimento, Giuseppe Conte, aveva dichiarato nei giorni scorsi a proposito del Campo largo che “la sommatoria aritmetica qualche volta può funzionare. Ma in politica di solito non funziona, ma soprattutto non funziona il giorno dopo”.

 

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