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Raccolta differenziata, croce e delizia di una città che si sta adeguando, lentamente ma costantemente, alla suddivisione dei rifiuti in base ai materiali di cui sono composti, con l’obiettivo di inquinare di meno ma anche di ridurre la TARI, ovvero la tassa comunale destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente, intitolato Comuni Ricicloni 2024, il maggior numero di comuni italiani virtuosi si trova al Nord, ma il Mezzogiorno fa registrare un miglioramento progressivo, laddove il Centro si attesta su una sostanziale immobilità. In base ai dati del 2023, raccolti nel report, Taranto è ferma al 23,8% di raccolta differenziata, registrando addirittura un -3,6% rispetto al 2022.

Tuttavia, il rapporto non tiene conto delle novità introdotte nel sistema di raccolta dei rifiuti del capoluogo ionico nell’ultimo anno: carrellati per il vetro in tutta la città, pattumelle per la porta a porta in quasi tutti i quartieri. Riunioni fiume con gli amministratori condominiali e i cittadini, campagne pubblicitarie, miglioramenti in corso d’opera, scene da incubo con quartieri deturpati da cumuli di indifferenziata lasciati per protesta (leggasi inciviltà) addirittura davanti alle scuole e sui marciapiedi, ma alla fine sembra che la situazione stia progressivamente migliorando, pur con tutte le criticità del caso.

Per saperne di più, abbiamo chiesto a Giampiero Mancarelli, presidente di Kyma Ambiente, di illustrarci il quadro attuale.

A proposito di percentuali, si ravvisano recenti miglioramenti nella raccolta differenziata a Taranto?

“Con l’introduzione delle pattumelle a Taranto 2 e Salinella e la modifica delle precedenti modalità a Tamburi e San Vito-Lama, la percentuale è letteralmente schizzata dal 22% al 30,88% (dato ufficiale di marzo 2025), registrando dallo scorso settembre, ovvero da quando abbiamo cominciato a rimodulare il sistema, un incremento costante almeno dell’1,5 – 2% mensile.

La modalità di raccolta porta a porta vede proprio in questi giorni un’ulteriore implementazione grazie alla consegna delle rastrelliere, che permetteranno a ciascun condomino di avare una postazione dedicata con le proprie utenze. Stiamo risparmiando cifre significative di conferimento in discarica: la caduta dell’amministrazione comunale ha provocato un’interruzione, altrimenti avremmo raggiunti risultati anche più brillanti.

Rendo noti alcuni dati interni: dal 2022 al 2024 abbiamo ridotto i costi per i servizi del 28,21%, quelli per il noleggio dei mezzi del 16,67% (nonostante l’aumento dei mezzi full service) e le spese per il personale del 15,71%, a fronte di un aumento degli operatori. Specifico che sono disponibile ad un open data sulla gestione di Kyma Ambiente, considerate le critiche che spesso mi vengono mosse senza fondamento. La ristrutturazione aziendale va avanti da anni, abbiamo anche ricondotto il debito in maniera strutturale ma anche l’estensione della porta a porta è sintomo di una riorganizzazione aziendale, dal momento che si tratta di un’operazione più complessa rispetto alla gestione dei cassonetti ingegnerizzati”.

Quindi l’intenzione è quella di proseguire su questa strada?

“Le strade della raccolta differenziata non sono infinite: se eliminiamo i cassonetti ingegnerizzati, che ho ereditato peraltro e che hanno fallito nella mission, se mettiamo da parte anche i carrellati (basti vedere quelli consegnati in città per il vetro, all’interno dei quali troviamo costantemente bustoni di indifferenziata), l’unica via percorribile è quella del porta a porta, che minimizza gli errori. Basta, infatti, che un solo condomino commetta uno sbaglio per inficiare tutta la raccolta condominiale, con notevoli ripercussioni sulla TARI, che come sappiamo è composta da quanto spendiamo come azienda nella raccolta dei rifiuti e quanto spendiamo per il conferimento degli stessi nei vari impianti”.

Continuiamo a documentare l’abbandono selvaggio dei rifiuti indifferenziati un po’ in tutti i quartieri della città. 

“Sono gesti di inciviltà, appannaggio di una piccolissima minoranza, ma che costringono l’azienda ad aumentare le spese: oltre alla normale raccolta dei mastelli porta a porta, infatti, che comporta comunque un impegno notevole, siamo costretti a stanziare mezzi e operatori extra per ripulire la città.

Ci sono delle zone ancora un po’ “riottose” ma io credo che tutto stia nella naturale modifica delle proprie abitudini quotidiane: per anni e anni i cittadini sono stati abituati a buttare il sacchetto di indifferenziata nel cassonetto, ora è tutto diverso.

Voglio, però, sottolineare che il risultato migliore lo stiamo ottenendo proprio ai Tamburi, nonostante le immagini di rifiuti abbandonati per strada che spesso ci giungono. In questo quartiere arriviamo all’80% di differenziata, che scende al 46% proprio a causa di questa minoranza che si rende responsabile di tali gesti. La performance peggiore? Sicuramente il Borgo”.

Parte della cittadinanza invoca fototrappole e videocamere di sorveglianza nelle zone più a rischio di abbandono rifiuti, specie in periferia

“Il problema è essenzialmente questo: prendiamo ad esempio la lunga strada di campagna che porta all’autocarrozzeria Gallo, tra Taranto 2 e Talsano, e le cui condizioni sono spesso indicibili. Se piazzassimo delle fototrappole nel punto A, la gente comincerebbe a depositare la spazzatura nel punto B e così via.

Sono stato io a introdurre le fototrappole, ne abbiamo disseminate 60 nelle zone in cui i cittadini sono costretti a usare le auto per poter lasciare la spazzatura e quindi individuare il mezzo tramite targa. Sono favorevole a questi sistemi ma devono essere efficaci: un esempio è la zona di via Consiglio, di fronte alla Casa circondariale, che prima era una discarica a cielo aperto e la cui situazione, proprio grazie alle fototrappole, è notevolmente migliorata”.

Quali sono i prossimi passi della differenziata a Taranto?

“L’estensione nella zona di via Cesare Battisti, viale Magna Grecia e viale Trentino: entro l’estate dobbiamo completare questa zona. Uno degli obiettivi è evitare che i cittadini che lavorano a Taranto ma provengono dai paesi limitrofi vengano a gettare qui i loro rifiuti indifferenziati: questo spiega anche percentuali così elevate di raccolta in alcune zone della provincia”.

3 Responses

  1. Stamattina a tutti è stato raccolto il vetro tranne a me…. Al che ho visto il camioncino della monnezza e l’ho inseguito e fermato ,e gli ho chiesto perché non mi hai smaltito il vetro ? Risposta è stata non lo so o raccolgo l’indifferenziato, che dovrebbero prenderlo il martedì ,ma oggi è mercoledì, e in base alla tabella stamane e’ umido e vetro ,ma niente ha raccolto l’indifferenziato prima delle otto e alle 11:39 ho fermato il camioncino che sosteneva che essendo solo non poteva raccogliere il vetro e quindi raccoglieva la monnezza soltanto …ragazzi ma il sistema del porta a porta come cavolo funziona ?Taranto è una città invivibile e molto strana ,degna dell’ultimo posto in classifica ..mi sono scocciato quasi quasi la porto nei quartieri dove non guardano in faccia a nessuno e vivono nell’inciviltà assoluta. viva taranto e la sua sporcizia assoluta ,viva il sindaco più zozzone senza dignità alcuna .

  2. Prendere il numero di targa del mezzo, la località e l’ orario e comunicarlo dettagliatamente e per iscritto a Kyma Ambiente e al Presidente Mancarelli. Dopodiché aspettare la risposta che sicuramente (… non arriverà) “incolperà” l’addetto. A questo punto, riportare tutta la vicenda (documentata, se dovessero rispondere) sui quotidiani. Può darsi che sserva a smuovere le acque.

  3. Sveglia alle 6,30. Come al solito mi affaccio al balcone per osservare il vicinato e vedo un materasso doppia piazza appoggiato ai bidoni della spazzatura. Ciò non è un evento straordinario malgrado che questi rifiuti possono essere ritirati a domicilio. Uno penserà che si tratta di una strada alla salinella o a Paolo vi. Invece NO. Si tratta di via Dante incrocio via Cagliari dove, per altro, alle 10 di mattina tutti i negozianti di zona hanno già depositato voluminosi scatoloni che possono essere conferiti nell’apposito contenitore a 20 metri di distanza. Ditelo alla Confcommercio.

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