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Ieri sera su “Antenna Sud” è andato in scena uno dei rari confronti televisivi tra i due candidati sindaco giunti al ballottaggio, Piero Bitetti (coalizione di centrosinistra) e Francesco Tacente (coalizione di centrodestra visto l’apparentamento con Fratelli d’Italia e Forza Italia e la presenza della Lega sin dall’origine, attraverso la lista civica “Prima Taranto”).
Un confronto che ha vissuto una prima metà piuttosto scoppiettante con dei botta e risposta abbastanza piccati tra un incalzante ma troppo impostato Tacente ed uno scafato e sornione Bitetti.
Da segnalare che inizialmente quest’ultimo non si è mai girato verso il suo competitor, non rivolgendogli mai lo sguardo, nemmeno quando Tacente, sferrandogli un improvviso attacco, gli ha chiaramente detto che in questi venti anni di esperienza politica non ha fatto niente per Taranto: “Avresti dovuto fare prima le cose che dici di voler fare ora”.
Per tutta risposta con tono sferzante Bitetti ha chiarito che Tacente è vero che è un neofita della politica – “Devi studiare, ti devi preparare” – non avendo mai avuto tessere di partiti, ma che la sua nomina a presidente del CTP è stata tutta politica e che comunque di recente aveva aderito al movimento “Io C’Entro” a sostegno di Melucci.
Tacente si è professato cattolico, moderato, antifascista dichiarando ancora una volta che la presenza tra i suoi sostenitori della Lega di Salvini ( “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, ha sottolineato Bitetti) è sottoforma di lista civica. Poco dopo ha rammentato allo stesso Bitetti il numeroso cambio di casacche politiche e che il vero leghista è proprio lui che ha fatto parte in gioventù di AT6 Lega d’Azione Meridionale.
Nuova fiammata del dibattito, dunque, con Bitetti che per tutta risposta ha dato del mistificatore a Tacente, accusandolo di aver ricostruito per queste elezioni, come un giocattolo della Lego, l’ultima amministrazione Melucci.
Nella seconda parte, dopo una pausa pubblicitaria (si saranno presi una camomilla?), c’è stato un deciso cambio di rotta del dibattito, diventato all’insegna del fair play con Tacente che è parso più a suo agio quando i toni si sono abbassati. Apprezzabile è stato il suo gesto di stringere la mano al competitor Bitetti come segnale per distendere gli animi.
Anche perché si è parlato della deriva social che ha preso negli ultimi giorni lo scontro politico tra le due coalizioni – non certo per colpa dei due candidati sindaco, aggiungiamo noi – tanto da far rievocare a Bitetti lo spettro della famosa “Bestia” di salviniana memoria (la macchina propagandistica del leader della Lega, ndr).
L’invito ad un dibattito dai toni civili e pacati, quindi, è stato riformulato sia da Tacente che dallo stesso Bitetti.
Entrambi alla domanda sulla probabile composizione della Giunta comunale in caso di elezione a sindaco, hanno risposto che si affideranno a figure competenti per garantire stabilità alla governance.
Ironica la risposta di Bitetti al quesito del conduttore del programma di Antenna Sud su quale fosse la cosa che li divide e quale quella che li unisce: “Ci unisce Melucci e ci divide Melucci”… Più “romantica” la replica di Tacente: “Ci unisce l’amore per la città, ci divide l’idea di cambiamento della città”.
Fortunatamente questa campagna elettorale, priva di grossi contenuti programmatici e al contrario densa di inutili contenuti social (da una parte e dall’altra abbiamo visto dei “clippini”, come li chiama Vasco Rossi, a tratti imbarazzanti…), sta volgendo al termine e l’impressione che si ha è che i due siano separati da qualche migliaio di voti. Sarà un testa a testa sino all’ultima preferenza, il che rende torbido lo scenario di questi ultimi giorni…

Viva il commissario. Via i politici tarandini