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“Con il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, si interviene in materia di siderurgia e anche in altri contesti riguardanti le crisi industriali”. Lo dice il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in conferenza stampa dopo il Cdm che ha approvato il nuovo decreto-legge che introduce misure urgenti relative a crisi industriali, con riguardo anche e soprattutto al caso dell’ex Ilva. “Per quanto riguarda la siderurgia, il provvedimento prevede lo stanziamento di 200 milioni di euro in favore di Acciaierie d’Italia in Amministrazione straordinaria per garantire la continuità produttiva e mettere in sicurezza gli impianti” ha dichiarato Urso.
“Si interviene poi anche sula realizzazione dell’impianto che dovrà produrre il DRI (preridotto di ferro per l’alimentazione dei forni elettrici) consentendo di aprire sin da subito la partecipazione di privati alla società pubblica DRI d’Italia posseduta al 100% dalla società pubblica Invitalia, per incrementare il capitale sociale disponibile che oggi è pari ad 1 miliardo di euro, per realizzare le opere previste dall’intervento insieme ad partner privato” ha chiarito il ministro Urso enunciando il contenuto del decreto.
“Inoltre, abbiamo stabilito la nomina di commissario straordinario che avrà il compito di per concessioni a favore di chi farà investimenti economici nelle aree ex Ilva interne ed esterne al siderurgico, applicando decreto legge già esistente” ha specificato il ministro.
In questo ambito, per gli investimenti di valore superiore ai 50 milioni di euro, localizzati all’interno delle aree industriali ex ILVA o nelle aree esterne purché correlati alla funzionalità dello stabilimento, si prevede la possibilità per l’investitore di richiedere e godere della disciplina acceleratoria e di semplificazione relativa ai “programmi di investimento di interesse strategico nazionale” (art. 13 del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104), che prevede la nomina di un Commissario straordinario di Governo per la tempestiva realizzazione del programma e un procedimento in deroga di autorizzazione unica.

“L’Art. 4 del decreto invece, proroga quanto già previsto nel primo decreto Ilva, ovvero la possibilità anche per l’anno 2024 per la Regione Puglia di utilizzare i residui di bilancio ai fini del supporto delle aziende che operano nell’indotto del siderurgico, norma che non era stata poi utilizzata. La Regione ha chiesto la proroga della norma e quindi abbiamo deciso di inserirla nuovamente in questo decreto” ha rilanciato Urso. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono autorizzate allo svincolo di quote di avanzo di amministrazione derivanti da trasferimenti statali (in presenza dei requisiti prescritti dalla norma). Le risorse svincolate potranno essere utilizzate ai fini del pagamento dei crediti delle imprese dell’indotto che hanno garantito la continuità aziendale degli impianti di interesse strategico nazionale.
L’Art. 5 del testo esaminato e approvato dal Consiglio dei Ministri, intervenire invece sulla procedura di amministrazione straordinaria: la norma approvata prevede che quando un’attività sia stata ceduta ad un soggetto imprenditoriale che deve realizzare un piano industriale e non può sostanzialmente più farlo, si possa riprendere l’attività economica nella disponibilità della stessa amministrazione che può affidarla anche ad società pubblica che realizzi quanto inizialmente previsto da parte del soggetto privato. Abbiamo pensato di intervenire in tal senso per colmare una lacuna evidente della legge Prodi, che potrebbe entrare di diritto nella riforma organica della legge delega sulle amministrazioni straordinarie (che riguarda anche riforma della Legge Marzano) che ora è al vaglio del Parlamento” ha ulteriormente chiarito il ministro Urso.
In pratica, si prevede che qualora il Commissario straordinario di tali imprese promuova l’azione di risoluzione per inadempimento dell’acquirente o di annullamento o di accertamento del mancato verificarsi degli effetti traslativi del contratto di vendita dei complessi aziendali, l’acquirente possa cedere il contratto di acquisto di aziende e rami di azienda di grandi imprese in crisi – a certe precise e determinate condizioni – anche in deroga all’obbligo vigente di proseguire per almeno 2 anni le attività imprenditoriali e di mantenere per il medesimo periodo i livelli occupazionali stabiliti all’atto della vendita. Tale cessione potrà avvenire solo in caso di proposta irrevocabile di acquisto con documentata garanzia di subentro in tutti gli obblighi contrattuali e con un corrispettivo non superiore all’80% del prezzo di aggiudicazione.
I successivi articoli del decreto comprendono poi interventi a favore delle aziende che operano nelle aree di crisi complessa, partendo dalla situazione di Piombino, che prevedono agevolazioni per le aziende attraverso l’esenzione, anche per il 2025 e il 2026, del versamento del contributo addizionale in relazione alla cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi complessa. La norma riguarderà sia gruppi di imprese con almeno 1000 dipendenti, non solo singole aziende come previsto sino ad oggi, sia per aziende che dichiarano la cessazione dell’attività produttiva che per il trasferimento delle attività ad altri gruppi aziendali, oltre che per i lavoratori occupati nelle aziende le cui attività sono state confiscate per reati di mafia. L’esonero non spetta in caso di avvio di una procedura di licenziamento collettivo.

Si amplia la disciplina del trattamento straordinario di integrazione salariale per le imprese in crisi prevedendo: la possibilità di autorizzare, per il 2025 ed entro il limite di spesa di 20 milioni di euro, previo accordo stipulato in sede governativa, un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria per massimo 6 mesi (non prorogabili), qualora vi siano concrete possibilità di rapida cessione dell’azienda e di riassorbimento occupazionale; la decadenza dal trattamento straordinario di integrazione salariale del lavoratore sospeso in cassa integrazione guadagni straordinaria (per crisi aziendale), in caso di rifiuto di frequenza di un corso di formazione/riqualificazione o di frequenza irregolare o nel caso di rifiuto dell’offerta di un lavoro inquadrato in un livello retributivo non inferiore del 20% rispetto a quello delle mansioni di provenienza.
Sono poi stanziati ulteriori 8 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, ad integrazione del Fondo sociale per occupazione e formazione, per la misura di sostegno al reddito (pari al trattamento straordinario di integrazione salariale per una durata massima di 12 mesi nell’arco del triennio) prevista in favore dei lavoratori dipendenti, sospesi o impiegati a orario ridotto nelle aziende confiscate o sequestrate alla criminalità organizzata e sottoposte all’amministrazione giudiziaria.
Infine, in alternativa all’anticipazione dell’integrazione salariale da parte del datore di lavoro, si consente a quest’ultimo di poter richiedere all’INPS il pagamento diretto ai lavoratori della prestazione, senza dover dimostrare la sussistenza di comprovate difficoltà finanziarie.
“Noi interveniamo e facciamo delle modifiche importanti ad alcuni strumenti che sono di sostegno alle aziende, ma non creiamo un abito su misura per qualche realta’ produttiva ben definita. Invece aggiorniamo le norme, aggiorniamo gli strumenti, rendiamo quegli strumenti maggiormente aderenti a quelle che sono le finalità per le quali sono state create” ha dichiarato la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone, durante la conferenza stampa post consiglio dei ministri.
“Tutti questi interventi per l’ex Ilva – ha dichiarato ancora il ministro Urso riprendendo la parola – porteranno ad avere una produzione siderurgica che nel tempo sarà pienamente green, per fare dell’Italia il paese più avanzato nella produzione siderurgica green”.
Ed in relazione all’elezione del neo sindaco di Taranto, sollecitato dalle domande dei cronisti presenti, il Ministro Urso ha annunciato di aver dato “mandato alla mia segreteria di concordare un incontro con il sindaco di Taranto che si terrà mercoledì 18 giugno, visto che il suo insediamento si svolgerà martedì 17. Perché c’è esigenza di comprendere l’intendimento della nuova amministrazione comunale, nel rispetto di tutte le istituzioni, come dimostrano gli accordi sottoscritti ad esempio per il sito di Piombino e l’accordo per il polo siderurgico di Terni. Il nostro augurio è che questo possa avvenire anche per quanto riguarda il territorio di Taranto, ben consapevole dell’esigenza di fare delle scelte importanti perché, tra le altre cose, incombe la sentenza del tribunale di Milano” ha concluso il Ministro Urso.
(leggi tutti gli articoli sull’Ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)