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E’ finita in tragedia un tentativo di rapina avvenuto stamane alle 7 in un distributore di benzina tra Francavilla Fontana e Grottaglie.
All’arrivo di una pattuglia di carabinieri infatti, i due rapinatori hanno tentato una fuga in macchina a bordo di una Lancia Y (che sarebbe poi risultata essere stata rubata a Locorotondo lo scorso 15 maggio) dando vita ad un inseguimento che si è concluso con l’impatto tra le due vetture.
A quel punto i due rapinatori hanno abbandonato il loro mezzo dandosi alla fuga a piedi nelle campagne circostanti: inseguiti dai carabinieri, uno dei due malviventi ha aperto il fuoco ferendo a morte un brigadiere capo di 59 anni, Carlo Legrottaglie di Ostuni ma in servizio al Nucleo Radiomobile di Francavilla Fontana, al suo ultimo giorno di servizio prima di andare in pensione dal prossimo 1 luglio (lascia la moglie e due figlie). A nulla sono serviti i tentativi dei sanitari del 118 giunti sul posto dopo essere stati allertati dal collega.
La fuga dei due rapinatori è proseguita sino alla masseria “Le Monache” situata tra Grottaglie e Martina Franca, dove sono stati scovati da due Falchi (della Questura di Taranto e sezione di PG del locale commissariato) giunti a bordo di una moto. Anche in questo caso è iniziato un conflitto a fuoco, al termine del quale è deceduto uno dei due malviventi, entrambi di Carosino. Anche se non è chiaro se le ferite riportate siano avvenute nel primo o nel secondo conflitto a fuoco.
L’uomo rimasto ucciso si chiamava Michele Mastropietro, 57enne di Carosino con alle spalle una condanna a 9 anni sempre per rapina e facente pare di un sodalizio criminale che per anni ha imperversato tra le province di Taranto e Lecce. Il suo complice è invece Camillo Giannattasio, anch’egli di Carosino.
Sul luogo sono accorsi anche Ubaldo De Monaco, comandante regionale dell’Arma e quello provinciale, Leonardo Acquaro, con Raffaele Casto, magistrato di turno della procura di Brindisi. Così come tanti colleghi del brigadiere capo.

Ampio cordoglio da parte della più alte cariche dello Stato. Il Capo di Stato, Sergio Matarella, ha condiviso un messaggio al comandante generale dei carabinieri Salvatore Luongo: “Nel confidare che si arrivi rapidamente alla cattura dei responsabili, desidero esprimere a lei, Signor Comandante Generale, e all’Arma dei Carabinieri sentimenti di solidarietà e vicinanza. La prego di far pervenire ai familiari del militare le espressioni della mia commossa partecipazione al loro dolore”.
Il Primo Ministro Giorgia Meloni, ha diffuso sui social un messaggio rivolto alla famiglia della vittima e all’Arma dei carabinieri: “Esprimo il più profondo cordoglio per la morte del militare ucciso nell’esercizio del suo dovere mentre interveniva a seguito di una rapina, questa mattina a Francavilla Fontana. Il dolore si unisce allo sdegno per l’efferata violenza contro un uomo in divisa, colpito mentre serviva lo Stato e proteggeva i cittadini. Alla sua famiglia, all’Arma dei carabinieri e a tutti i suoi cari va la mia più sentita vicinanza, personale e del governo”, ha concluso.
Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si и espresso sulla tragedia tramite la piattaforma X: “A nome mio personale e di ogni donna ed uomo della Difesa esprimo profondo cordoglio per la drammatica morte del Brigadiere Capo dei Carabinieri Carlo Legrottaglie, servitore dello Stato vilmente ucciso mentre svolgeva, con coraggio e senso del dovere, il proprio lavoro a difesa e a tutela della collettività. Ci ha lasciato tenendo fede al giuramento prestato: proteggere a qualsiasi costo i cittadini e l’Italia. In questo momento di grande dolore, ci stringiamo ai familiari, ai colleghi dell’Arma e al Comandante Generale Salvatore Luongo. Mi inchino di fronte al senso del dovere ed al coraggio che hanno portato il Brigadiere Legrottaglie a sacrificare la vita per difendere la nostra sicurezza. Un ultimo profondo, commosso abbraccio da parte di tutti noi lo accompagni. Che Dio lo accolga con il rispetto e l’amore che merita”.
“Sono profondamente addolorato per la morte del brigadiere capo Carlo Legrottaglie, che conoscevo personalmente proprio per quell’attaccamento alla divisa che lo portava, a 59 anni e alle soglie della pensione, a voler essere sempre ‘operativo’, interpretando il ruolo, nel quale aveva giurato per la vita, senza mai risparmiarsi. L’intera comunità brindisina in questo momento è sgomenta e non può essere neppure di consolazione l’aver catturato i due killer, men che meno il pensiero che uno dei due sia stato a sua volta ucciso. Non è questa la giustizia che volevamo per Carlo, servitore dello Stato fino all’ultimo giorno del suo servizio nell’Arma.
“Come presidente della Commissione di studio e inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia porto il cordoglio di tutti i componenti e mi attiverò perché il sacrificio di Carlo non sia stato vano in termini di prevenzione e di ricordo.” Così il presidente Luigi Caroli.