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“Serve chiarezza, non si può lasciare il settore in ostaggio dell’incertezza”. È un appello forte, quasi un grido di allarme, quello che arriva dagli operatori del turismo balneare tarantino in occasione della presentazione ufficiale della stagione 2025, che si è svolta nella sede provinciale di Confcommercio Taranto. A raccogliere le istanze e a confrontarsi con imprese, istituzioni e autorità è stato un tavolo di alto profilo che ha messo sul piatto non solo le novità normative per l’estate, ma anche le preoccupazioni sempre più pressanti di un settore che da anni si muove in un clima di precarietà.
A introdurre i lavori è stato il presidente provinciale di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande, mentre il coordinamento dell’incontro è stato affidato a Vincenzo Leo, presidente provinciale del SIB (Sindacato Italiano Balneari). Sono intervenuti il comandante della Capitaneria di Porto di Taranto, Rosario Meo, il presidente nazionale del SIB, Antonio Capacchione, e il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Taranto, Michele Conversano.
Tra i passaggi più sentiti, l’intervento del presidente nazionale del SIB, Capacchione. “Da quindici anni – ha affermato – stiamo lottando per una corretta applicazione della direttiva Bolkestein. In questo tempo le imprese hanno dovuto convivere con l’incertezza normativa e con la paura di perdere concessioni frutto di investimenti e lavoro. Eppure, anche quest’anno, saremo in prima linea per garantire sicurezza e qualità nei servizi. Confidiamo che le istituzioni italiane ed europee comprendano che non conviene a nessuno demolire un modello di eccellenza riconosciuto in tutto il Paese”.
Leonardo Giangrande ha puntato l’attenzione sulla necessità di una pianificazione concreta che tenga conto delle specificità territoriali. “Le imprese balneari – ha spiegato – stanno vivendo momenti difficili, stretti tra burocrazia, accuse di prezzi eccessivi e una normativa che cambia continuamente. Non si può imporre per legge un modello unico senza considerare la realtà economica locale. È il momento della sinergia, del confronto serio e del rispetto per le famiglie che hanno investito e che oggi restano in attesa, bloccate da decisioni rinviate da troppo tempo”.
Il comandante della Capitaneria di Porto, Rosario Meo, ha illustrato i contenuti della nuova ordinanza balneare provinciale 2025, che introduce limiti aggiornati alla navigazione costiera per natanti e moto d’acqua. “La stagione è già iniziata a causa delle condizioni meteo favorevoli – ha rilevato – e purtroppo abbiamo già registrato incidenti gravi. Il caso più drammatico è quello di un sub, tranciato di netto a una gamba dall’elica di un’imbarcazione al largo della costa. Un episodio che ci richiama a un senso di responsabilità ancora più forte: bisogna rispettare le regole e adottare comportamenti prudenti. La Guardia Costiera continuerà a vigilare senza sosta”.
Meo ha ricordato anche le regole base di accesso: “Il passaggio gratuito attraverso gli stabilimenti è garantito, in assenza di vie laterali entro 150 metri, ma non è consentita la sosta. Inoltre, la fascia dei 5 metri dalla battigia deve restare sempre libera, sia per motivi di sicurezza che come via di fuga”.
Chiusura decisa da parte del presidente del SIB provinciale, Vincenzo Leo, che ha criticato duramente l’approccio europeo al tema delle concessioni. “Viviamo in un mondo attraversato da crisi gravissime, eppure l’Europa – ha attaccato – sembra preoccuparsi solo di mettere all’asta le spiagge italiane. È incomprensibile e inaccettabile. Siamo pronti a fare la nostra parte, ma non possiamo restare prigionieri di una burocrazia che non conosce i territori né le persone che li vivono”.
La stagione balneare 2025 parte dunque tra buoni propositi e profonde incertezze. Da un lato, l’impegno delle imprese nel garantire accoglienza, qualità e sicurezza; dall’altro, la mancanza di un quadro normativo stabile che metta fine a un’incertezza diventata ormai insostenibile. A farne le spese, come sempre, sono le famiglie e i lavoratori che da generazioni investono su questo patrimonio valorizzando, pur con i distinguo del caso, costa, turismo e identità locale.

