Il futuro del calcio a Taranto sembra ancora essere ostaggio di un presidente dal cognome di un pianeta. Forse ancora per poco ma quella matricola – che i tifosi sperano venga ritirata, pardon cancellata, per sempre dalla FIGC – resta nelle mani di chi ha portato il calcio tarantino nel baratro dopo aver illuso tutti.

Si è vero, è stata convocata per le ore 11 di giovedì 19 giugno la riunione del Consiglio Federale. Tra gli argomenti all’ordine del giorno: l’esame eventuali ricorsi avverso la non concessione delle Licenze Nazionali per l’ammissione ai Campionati Professionistici 2025/2026: provvedimenti conseguenti; date attività agonistica ufficiale della Stagione Sportiva 2025/2026 per i Campionati Nazionali; modifiche regolamentari e via dicendo….

Gli ultimi cortigiani rimasti attorno al proprietario fanno sapere che quella matricola è il suo “tesssoooorooooo” e che morirà con lui. Nonostante la raffica di deferimenti che hanno portato all’esclusione del campionato di serie C a stagione in corso, il manico del coltello resta sempre dalla stessa parte…

Ascolterà l’appello di chi chiede di scrivere una lettera alla FIGC mettendo neo su bianco che non intende iscriversi ad alcun campionato? Ipotesi remota, nonostante qualche tentativo lo vogliano esperire, o lo stanno già esperendo in questi giorni, emissari del nuovo sindaco Piero Bitetti che è tenuto a fare questo passaggio prima di dar vita a qualsiasi altro piano.

Probabilmente occorrerà attendere sino a fine mese, prima settimana di luglio. Così l’avvio di una nuova era calcistica comincerà già con un bel ritardo. Si ripartirà dall’Eccellenza, questo appare certo.

Il passo decisivo, quando e se la matricola vecchia sarà cancellata, sarà il bando che il Comune di Taranto farà su indicazioni della Figc. Chi è interessato al Taranto per il momento tiene un profilo basso, non vuole uscire allo scoperto ( ci sarebbero almeno tre gruppi, ndr).

Sicuramente, tra questi, c’è chi ha già pronto un piano industriale da 5 milioni di euro per il ritorno in Lega Pro nel giro di tre anni ed ha già chiamato il presidente Gravina, che al momento ascolta e basta.

Poi ci sono i soliti faccendieri, avventurieri e avvoltoi che in queste settimane a più riprese sono andati a bussare dietro la porta del Comitato Regionale della Federcalcio.

Resta sullo sfondo anche la Fondazione del Mediterraneo per lo sport, promossa da Massimo Ferrarese, in veste privata. Ci sono alcuni imprenditori che stanno dando una mano dichiarandosi disponibili a mettere a disposizione della società che prenderà il calcio le somme raccolte dalla Fondazione stessa.

La cosa che ci preme scrivere è la seguente: astenersi perditempo, no alle cordate locali da quattro soldi, sì ad un progetto serio, possibilmente con denaro già a disposizione (nell’ordine di qualche milione di euro) e che quindi non faccia affidamento su incassi, sponsor e aiuti pubblici. Altrimenti vedremo un film già andato in onda su questi schermi..

 

 

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