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Il progetto sperimentale per la “Valutazione dei tassi di decontaminazione in lotti di mitili trasferiti dal Primo Seno del Mar Piccolo al Mar Grande”, subisce una grave battuta d’arresto a causa del furto delle reste che contenevano tutto il prodotto presente nelle stazioni fisse presenti in quattro punti diversi del primo seno del Mar Piccolo.
Appena lo scorso novembre, lo ricordiamo, era avvenuta la posa di alcune reste di mitili con cui era stata avviata l’attività di allestimento dei campi sperimentali nei quattro siti scelti per il I seno del Mar Piccolo, corrispondenti ad altrettante aree in concessione alle rispettive imprese di mitilicoltura.
Il gravissimo danno arrecato al progetto, arriva proprio nel momento in cui la sperimentazione iniziava a registrare dei dati estremamente interessanti. Dopo aver terminato l’analisi dei campioni dei mesi invernali (che arrivano con cadenza quindicinale, come previsto) nei quali è presente un minimo di bioaccumulo, quelli prelevati da marzo in poi stavano riportando risultati importanti in relazione all’obiettivo principale del progetto: ovvero contenere i valori degli inquinanti al di sotto dei tenori massimi per i mitili trapiantati.
Il progetto (di cui a lungo abbiamo parlato su queste giornale) ha avuto una gestazione a dir poco travagliata. Riattivato (e finanziato) nel giugno dello scorso anno su impulso del Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto Felice Uricchio, e realizzato grazie alla collaborazione tra ARPA Puglia, ASL Taranto, CNR e Guardia Costiera di Taranto, personale afferente al Dipartimento di Prevenzione congiuntamente ad ARPA Puglia nello svolgimento dell’attività pianificata, prevede la possibilità di spostare i molluschi in determinate aree del Mar Grande (individuate tempo fa) in modo di agevolare non solo il completamento della loro maturazione, ma anche l’acquisizione di elementi utili alla definizione del quadro ambientale per le zone interessate dalla presenza di impianti per la mitilicoltura, considerando per esempio l’aspetto legato al sempre più rilevante incremento delle temperature nei mesi estivi, e dunque per finalità di early warning (preavviso).
Duplice la finalità: da un lato, il monitoraggio dello “stato di salute” dei mitili e, dall’altro, consentire “l’adozione di provvedimenti idonei, proporzionati e coerenti con l’obiettivo della tutela della salute”. Ovvero per una eventuale revisione dell’Ordinanza Regionale n. 1989/2011, ovvero a mitigarne l’impatto, rispetto alle attività della mitilicoltura tarantina nello stato attuale, che prevede il trasferimento dei mitili (con lunghezza delle valve inferiore ai 3 cm) dal primo al secondo seno (previa autorizzazione dell’autorità di controllo e dopo aver verificato che i livelli di Diossine e PCB siano conformi ai limiti di legge) entro e non oltre il 28 febbraio di ogni anno. I mitili prodotti che invece non rispettano quanto previsto dall’ordinanza regionale devono essere sequestrati e distrutti.
Lo scopo e la riuscita finale del progetto consiste proprio nel verificare gli eventuali tassi di decontaminazione in accordo ai periodi stagionali e alle taglie degli individui, ed è di grande interesse della categoria dei mitilicoltori, delle associazioni di mitilicoltori e dei sindacati di categoria, in quanto consentirebbe una più efficiente gestione dei mitili allevati, agevolando il completamento della loro crescita sino alla taglia commerciale.
Il furto delle reste, parte integrante del campione di studio, determinerà adesso la riprogrammazione delle attività sperimentali, ritardando il conseguimento di risposte essenziali il supporto a decisioni istituzionali, da sottoporsi all’attenzione della Regione Puglia. Infatti, la sperimentazione in corso risulta fondamentale per acquisire dati scientifici precisi sugli impatti e le tempistiche ottimali per il trasferimento delle coltivazioni: un’operazione complessa e di vitale importanza per il futuro economico della mitilicoltura tarantina che sostiene centinaia di lavoratori.
“La comunità istituzionale, scientifica e la mitilicoltura tarantina esprimono profonda preoccupazione a seguito di un grave episodio di furto di reste di mitili avvenuto in data odierna, 16 giugno 2024. Questo atto vandalico, di portata significativa, compromette seriamente gli esiti di un’indagine cruciale richiesta dagli operatori del settore per valutare e potenzialmente dilazionare lo spostamento dei mitili dal Primo al Secondo Seno del Mar Piccolo – si legge in una nota del Commissario per le bonifiche Uricchio e del prefetto di Taranto Dessì -. Questo increscioso episodio, che danneggia non solo un progetto sperimentale, ma l’intera filiera produttiva e la prospettiva di un futuro più sereno per la mitilicoltura tarantina, fa seguito ad altri di minore entità e mette a serio rischio il citato progetto, che ricordiamo è stato pensato per aiutare in maniera concreta gli operatori del settore”.
Proprio il Prefetto di Taranto, ha voluto rappresentare la piena e costante attenzione delle Istituzioni verso il settore della mitilicoltura tarantina, un comparto di fondamentale importanza economica, sociale ed ecologica per il territorio. “Attraverso la creazione di una sinergia istituzionale, le Amministrazioni del territorio, ciascuna per la parte di rispettiva competenza, si sono poste l’obiettivo di sviluppare un piano di azione congiunto per dare impulso a tutte le iniziative necessarie ed efficaci per poter migliorare i metodi della mitilicoltura e presentare all’Autorità Giudiziaria un piano di dissequestro del Primo Seno del Mar Piccolo. Ciò al fine di realizzare un equo contemperamento tra tutti gli interessi pubblici in gioco oggetto di tutela costituzionale, la salute pubblica, l’ambiente ed il libero svolgimento delle attività economiche – che nella città di Taranto trovano storicamente nella mitilicoltura un motivo di vanto e di orgoglio per la riconosciuta qualità del prodotto -, in un quadro di legalità e di rispetto delle normative di settore. Non può pertanto sottacersi come l’episodio criminoso avvenuto oggi rallenti inevitabilmente il processo virtuoso innescato, in danno degli interessi del territorio tarantino nel loro complesso”.
“Sono state attivate e verranno intensificate specifiche azioni per rafforzare la tutela della legalità, la prevenzione e il contrasto di ogni forma di illegalità che possa minare lo sviluppo sano e trasparente delle attività produttive. La Prefettura, in sinergia con tutte le Forze dell’Ordine e gli Enti competenti, è impegnata affinché la mitilicoltura tarantina possa continuare a prosperare in un ambiente protetto e regolamentato”, conclude il Prefetto Dessì.
Particolarmente amareggiato il Commissario Vito Felice Uricchio che sostiene che “la mitilicoltura, attività storica e profondamente radicata nel tessuto socio-economico di Taranto, assume oggi un significato che va ben oltre la produzione alimentare. I mitili sono riconosciuti come veri e propri motori ecologici di resilienza per l’ambiente marino, in particolare per ecosistemi complessi e delicati come il Mar Piccolo. Questi organismi filtratori svolgono un’insostituibile azione di risanamento della colonna d’acqua, rimuovendo attivamente particolato sospeso, fitoplancton in eccesso e sostanze inquinanti, ma anche per la degradazione di contaminanti organici per effetto del microbiota tessuto specifico di guscio, piede e bisso. In aggiunta forniscono habitat per altre specie marine e quindi formano ecosistemi ad alta produttività, oltre ad esercitare un ruolo cruciale anche nel risanamento dei sedimenti in termine di biodegradazione e di bio-capping”.
Il Commissario conclude che “in un contesto come quello tarantino, dove la qualità ambientale e sanitaria è una priorità, comprendere e valorizzare il significato ecologico dei mitili diventa fondamentale. Essi rappresentano non solo una risorsa economica, ma anche un alleato biologico prezioso nelle strategie di bonifica e recupero della salute del nostro mare, offrendo un esempio lampante di come le attività produttive possano integrarsi positivamente con la tutela ambientale, rafforzando la resilienza complessiva degli ecosistemi”.
Il tutto in attesa dell’imminente tavolo del CIS Taranto del prossimo 20 giugno, riunione durante la quale il Commissario per le bonifiche riporterà sul tavolo l’agognato e mai raggiunto obiettivo della bonifica del primo seno del Mar Piccolo.
(leggi tutti gli articoli sui mitili https://www.corriereditaranto.it/?s=mitili&submit=Go)
