Inattesa, a quanto pare non per l’entourage del club, la rinuncia del Volley Club Grottaglie alla serie A/3 di pallavolo maschile, conquistata sul campo appena l’otto giugno scorso, che giunge attraverso una lettera pubblicata sui social:

“A seguito di alcune difficoltà oggettive riscontrate negli ultimi giorni, siamo costretti a malincuore denunciare la nostra rinuncia alla partecipazione al prossimo campionato di Serie A 3. Non sono abbastati gli sforzi profusi dalla società e dalle istituzioni locali per garantire una stagione all’altezza del nome di Grottaglie. Questa decisione, frutto di riflessioni approfondite iniziate già prima della conquista della Serie A, avvenuta appena dieci giorni fa, rappresenta con grande rammarico il passo più doloroso che siamo costretti a compiere per assicurare la stessa sopravvivenza del club”

La serie A comporta investimenti ingenti che allo stato attuale non siamo in grado di sostenere. Le criticità infrastrutturali dovute alle concomitanti manifestazioni internazionali e ai numerosi lavori di riqualificazione sul territorio, uniti alla cessazione del supporto di alcuni partner fondamentali, non ci permettono di garantire la stabilità economica necessaria per affrontare la categoria. Il progetto del club non si ferma.

Continueremo a lavorare con la stessa passione e professionalità che ci hanno sempre contraddistinto, con l’obiettivo di raggiungere un giorno l’eccellenza a livello nazionale. Le quattro promozioni conquistate in dieci anni, partendo dalla prima divisione fino alla Serie A, testimoniano che la strada intrapresa è quella giusta. Purtroppo questa scelta non è figlia di una rinuncia volontaria, ma è il risultato delle contingenze descritte”.

Resta delusione e rammarico, la prima dei tifosi, la seconda dell’opinione pubblica in genere. La decisione della società va rispettata anche perchè senza basi solide e senza palazzetto a disposizione (ci sono i lavori per i Giochi del Mediterraneo che incombono) non è possibile programmare nulla. Piuttosto occorre porre ancora una volta l’accento sulle difficoltà che hanno le società di quegli sport, che non sono calcio (ma basti vedere in Lega Pro, anche, cosa accade con il pallone, ndr), nel portare avanti progetti sostenibili senza che nessuno tenda una mano: dalle Federazioni alle Leghe. Occorre prendere coscienza di questa situazione perchè fare sport agonistico anche a non livelli altissimi comporta uscite economiche dalle quali è difficilissimo rientrare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *