È di 50.323.936 euro l’importo complessivo del gettito che deve essere ottenuto dalla Tassa sui Rifiuti (Tari) per garantire la copertura dei costi, tenendo conto delle componenti da detrarre indicate dalla determinazione Arera.
Al totale delle spese del piano economico-finanziario di 54.968.026 euro si sottraggono i 4.494.090 euro di entrate da recupero evasione tributaria e i 150.000 euro di contributo Miur per le istituzioni scolastiche.
Le nuove tariffe per il 2025, approvate dal commissario straordinario Giuliana Perrotta con i poteri del Consiglio comunale, segnano un aumento sensibile: in media +7% per le famiglie e +4,41% per le utenze non domestiche. Un rincaro atteso, ma che si fa sentire.
Il tributo potrà essere versato in un’unica soluzione entro il 30 giugno, oppure suddiviso in quattro rate con scadenze fissate al 30 giugno, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. L’Ufficio Tributi ha avviato l’invio degli avvisi.
Il gettito previsto è di quasi 30 milioni di euro da famiglie (59% del totale) e poco più di 20 milioni da attività produttive, commerciali e di servizio (41%).
La Tari si calcola tenendo conto di parametri differenti per famiglie e imprese. Nel primo caso, l’importo è proporzionato alla superficie dell’abitazione e al numero di residenti. Nel secondo, conta la dimensione dei locali e il tipo di attività svolta. A fare la differenza, spesso, sono proprio questi ultimi dettagli.
Famiglie: quanto si paga in più
Facciamo qualche esempio concreto per un’abitazione tipo da 100 metri quadrati, includendo il tributo provinciale (5%):
Single: da 226,39 euro a 237,79 euro (+11,40);
Coppia: da 356,92 a 375,89 euro (+18,97);
Nucleo da 3 persone: da 431,73 a 455,23 euro (+23,50);
Famiglia da 4: da 504,09 a 532,02 euro (+27,93);
Nucleo da 5: da 616,50 a 651,56 euro (+35,06);
Famiglie numerose (6 o più membri): da 680,53 a 720,31 euro (+39,78).
Il rialzo colpisce in modo crescente in base al numero di componenti: una penalizzazione per i nuclei più grandi, che peserà anche sul bilancio di molte famiglie con figli.
Imprese: aumenti diffusi, salvo rare eccezioni
Per le utenze non domestiche, l’aumento medio è del 4,41%. Tuttavia, ogni attività ha una propria tariffa, calcolata in euro per metro quadro. Ecco alcune delle nuove cifre:
Uffici e studi professionali: 4,25 euro/mq (erano 4,07);
Bar, caffè, pasticcerie: 4,93 euro/mq (da 4,72);
Ristoranti e pizzerie: 6,55 euro/mq (erano 6,28);
Supermercati: 6,18 euro/mq (contro 5,76);
Pescherie, ortofrutta, fiorai: 8,52 euro/mq (da 8,16);
Discoteche: 4,46 euro/mq (erano 4,27);
Parrucchieri, estetisti: 4,59 euro/mq (da 4,39);
Fabbri, idraulici, artigiani: 2,97 euro/mq (contro 2,84);
Ipermercati: da 6,09 a 6,36 euro/mq;
Cinema e teatri: 1,27 euro/mq (stabile);
Case di cura e ospedali: rispettivamente 3,47 e 3,31 euro/mq (+4,41%);
Campeggi, stabilimenti balneari: da 2,32 a 1,35 euro/mq a seconda della categoria.
Unica eccezione: i bed & breakfast, che vedono una drastica riduzione del 47,79% della tariffa (da 3,14 a 1,63 euro/mq). Una misura pensata per favorire il comparto turistico.
Perché aumenta
La Tari 2025 è parametrata sui costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti del 2023. E quei costi – per trasporto, pulizia urbana, gestione impianti, personale – sono aumentati. Il Comune non ha più margini: se i costi crescono, anche la tassa deve salire.
Nel 2024, grazie a una efficace azione di recupero dell’evasione (oltre 5 milioni incassati), l’amministrazione era riuscita a bloccare i rincari e a calmierare le tariffe, in particolare per bar, ristoranti e hotel. Ma nel 2025 quella leva non c’è più. E la Tari torna a pesare: un malcontento che si trasforma subito in un tema caldo per la nuova amministrazione.


Quando si estinguerà il tarantino il mondo sarà un posto migliore ….non facciamo tutte le vittime ..ma per molti incivili paghiamo prezzi altissimi ,votate i sinistri ,continuate a stare a casa e non votare che la vita ci andrà sempre contro e i rifiuti statici a Taranto si faranno perché siamo i passivi d’Italia e chi paga ne avrà sempre la peggio .povero a noi
Lo scorso anno pagai 230 € (un solo occupante); quest’anno pagherò 246,60 € con un 7,25% di aumento. Sono i calcoli reali. Più dell’inflazione. Sarà pure che il Comune non ha più margini e se i costi crescono, anche la tassa deve salire, ma questa è la via migliore per disincentivare i comportamenti virtuosi.
E siamo ancora all’ inizio….. meritiamo monnezza in strada polveri Ilva discariche e fanghi speciali.
A Bari decideranno i nostri destini.
Il nuovo Sindaco un altro drone telecomandato da Bari come il precedente.
Osservate i prossimi 9 mesi e mi direte Cossa è cambiato in meglio.
Sarò felice di pentirmi dei cattivi presentimenti
combattere l’evasione per pagare tutti di meno e migliorare la differenziata.