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Cinque anni di reclusione, interdizione dai pubblici uffici e una provvisionale di oltre 300mila euro al Comune di Taranto: è la condanna inflitta dal tribunale ionico a Ivan Giannuario, 40 anni, e Vittorio Ferrara, 39, entrambi tifosi del Foggia, ritenuti presunti responsabili dell’incendio che, il 3 settembre 2023, devastò la Curva Sud dello stadio Erasmo Iacovone, al termine della partita di Serie C tra Taranto e Foggia vinta dai padroni di casa per 2-0.
La sentenza è arrivata nelle scorse ore, con il giudice Costanza Chiantini che ha accolto in pieno la richiesta del pubblico ministero Francesca Colaci. I due imputati, difesi dall’avvocato Giuseppe Milli, erano accusati di incendio doloso aggravato per aver deliberatamente appiccato il fuoco al materiale stoccato sotto gli spalti: rotoli di gomma e catrame, altamente infiammabili, destinati alla nuova pista di atletica del vicino campo scuola. Le fiamme distrussero gran parte della Curva Sud, danneggiando impianti elettrici e idrici e costringendo all’evacuazione dello stadio. Saltò anche la conferenza stampa post-partita, annullata a causa del fumo denso che aveva invaso l’impianto.
Secondo la ricostruzione della Procura, i due ultras si sarebbero mossi in modo coordinato: un cenno di intesa, poi l’avvicinamento alla zona intermedia tra i settori e infine il lancio di un fumogeno sul materiale accumulato sotto gli spalti. Una scena immortalata dalle telecamere di videosorveglianza e rilanciata anche sui social, che ha costituito uno degli elementi chiave dell’accusa. Decisivo anche il lavoro della Digos di Taranto e Foggia, che ha identificato i due uomini attraverso l’analisi di immagini. Arrestati il 27 dicembre 2023, furono inizialmente posti ai domiciliari. Il Riesame poi dispose la scarcerazione, sostituendo la misura con l’obbligo di firma.
Parallelamente al processo principale, resta aperta un’indagine per concorso in incendio colposo a carico di due funzionari comunali per la presenza dei materiali infiammabili in quell’area.
Nel corso delle indagini sono stati emessi numerosi Daspo: uno di sei anni a carico di un 42enne recidivo e altri a tre tifosi coinvolti nei disordini scoppiati durante e dopo la partita. Uno di loro aveva cercato di colpire un agente con un bastone, mentre un altro aveva lanciato un fumogeno sugli spalti.
L’incendio sarebbe stato innescato da un fumogeno gettato su materiale di plastica e rotoli di catrame per i tappeti di erba sintetica stivati proprio sotto gli spalti dove si trovavano i supporters rossoneri, circa 250, che erano entrati allo stadio a metà della ripresa a causa di un incidente sulla statale 106. Dal loro settore erano stati peraltro lanciati fumogeni e petardi all’interno del perimetro di gioco.
Sul posto intervennero con sei mezzi i vigili del fuoco, peraltro fatti oggetto di una sassaiola, che furono impegnati per tutta la notte belle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza. Le forze dell’ordine identificarono alcuni ultras foggiani, prima di scortare la tifoseria ospite all’uscita della città evitando possibili contatti con i supporters locali. Una pagina nera per lo sport, che oggi trova una prima risposta giudiziaria.

