“La proposta di Accordo di Programma presentata dal Ministro Urso che ho incontrato nuovamente nella giornata di mercoledì insieme al presidente Emiliano, il sindaco di Taranto Bitetti, il sindaco di Statte Fabio Spada e il commissario della autorità portuale Giovanni Gugliotti, non rappresenta una svolta per Taranto, ma la riproposizione di un modello industriale già fallito”, così il presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano.

“Il documento presenta troppe lacune e omissioni: mancano dati, garanzie, scadenze vincolanti, chiarezza su acquirenti, impegni privati e coperture economiche. È inaccettabile parlare di “rilancio” proponendo dissalatori e navi gasiere che aumenterebbero l’impatto ambientale. Ed è altrettanto grave immaginare un porto al servizio esclusivo dell’industria pesante, sacrificando logistica, turismo, nautica e sviluppo sostenibile. È evidente il tentativo di forzare l’approvazione di un documento calato dall’alto, vago e sbilanciato. Taranto ha bisogno di un vero piano di bonifica, riconversione e giustizia ambientale e sociale. Come Presidente della Provincia, non firmerò alcun accordo che non metta al centro salute, dignità e futuro del territorio. Non accetteremo più decisioni prese a Roma per poi scaricarne il peso su Taranto”.

“Naturalmente rispetteremo l’impegno con il Ministro Urso inviando tutte le osservazioni richieste, ma chiediamo che il confronto coinvolga sindacati, associazioni, cittadini. Chiederemo tra le altre cose la costruzione dei tre forni elettrici in tre anni e proporremo con determinazione la nazionalizzazione della fabbrica. Se l’ex Ilva è davvero un sito strategico nazionale, il governo se ne faccia carico. Non firmeremo nulla senza un mandato chiaro e condiviso del territorio.

Faccio appello a tutti i parlamentari del nostro territorio, di ogni schieramento: questa è una battaglia che va combattuta insieme. Siate presenti al fianco degli enti locali. È facile decidere a Roma, ma poi siamo noi a chiedere il voto ai cittadini. Ed è a loro, e solo a loro, che dobbiamo risposte”.

Sulla stessa lunghezza d’onda le parole del sindaco di Taranto, Piero Bitetti Bitetti: “Il Ministro ha confermato la posizione già espressa nei tavoli precedenti.  Ho rappresentato le istanze e le preoccupazioni dell’intera comunità cittadina. Insieme agli altri enti locali, ci impegniamo a produrre le osservazioni richieste dal Ministro. Al tempo stesso, ritengo doveroso convocare nelle prossime ore tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, per affrontare un tema che riguarda da vicino il futuro della nostra città”.

“Pur non sottraendoci al confronto tecnico e alla possibilità di avanzare osservazioni puntuali, riteniamo necessario uscire dai soli termini della negoziazione formale. Le decisioni che si andranno a prendere non possono ridursi a un esercizio amministrativo o a un compromesso tra interessi contrapposti. Devono invece fondarsi su una chiara assunzione di responsabilità politica, che tenga conto della storia complessa di Taranto, delle ferite ancora aperte e del diritto della città a un futuro radicalmente diverso”.

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