La Giunta Regionale ha approvato lo schema di accordo di collaborazione con il Commissario Straordinario per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto, il Centro Nazionale di Ricerca del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente e il Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del mare, per la realizzazione del progetto MITICA.

È l’acronimo di Mitilicoltura integrata per la tutela, l’innovazione e la capacità di adattamento al cambiamento climatico e ambientale. L’obiettivo finale è di sviluppare, con questo qualificato team di partner tecnici e istituzionali, su 18 mesi di lavoro, una serie di proposte per la produzione integrata di mitili e alghe, anche al fine di ottenere crediti di carbonio nel Mare di Taranto.

Lo stanziamento regionale per il progetto MITICA è pari a 400.000 euro. La Sezione Gestione sostenibile e Tutela delle risorse forestali e naturali del Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia curerà l’attuazione del progetto.

“Questo progetto sperimentale si inserisce nelle attività di tutela della produzione dei mitili sostenute dal bilancio regionale – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura e Risorse Idriche, Donato Pentassuglia – ed è nato grazie ad un confronto multilivello con i rappresentanti degli enti di ricerca, alla ricerca di soluzioni efficaci per fronteggiare la moria dei mitili, dovuta al surriscaldamento delle acque. Verranno quindi avviati una serie di monitoraggi ambientali nelle acque del mare di Taranto, utili allo sviluppo di metodologie innovative, capaci di fronteggiare le problematiche causate dal cambiamento climatico alle nostre latitudini. Azioni concertate sempre nel rispetto dell’economia circolare di questo delicato ecosistema per l’allevamento delle cozze, eccellenza autoctona e riconosciuta della produzione ittica pugliese. Possiamo dimostrare che la mitilicoltura e la tenuta ambientale del Mare di Taranto possono coesistere e generare opportunità di lavoro reali e regolari”.

Questa iniziativa progettuale, fortemente richiesta dai mitilicoltori tarantini, è nata dalla sinergia tra il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto, il CNR – Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente e il CoNISMa – Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (che raggruppa le 36 Università italiane del mare) e rappresenta un passo fondamentale verso un futuro più resiliente e sostenibile per la mitilicoltura tarantina ma anche per la tutela ambientale del Mar Piccolo e Mar Grande di Taranto.

Il Progetto MITICA, sostenuto dall’assessore regionale all’Agricoltura e Risorse Idriche, Donato Pentassuglia e dalla Legge Regionale 21 dicembre 2024, n. 42, articolo 13, si pone obiettivi ambiziosi e di vitale importanza. La sperimentazione si concentrerà sullo sviluppo di buone pratiche per contrastare la moria dei mitili dovuta agli effetti dei cambiamenti climatici e dell’incremento delle temperature (Task 1) e sulla tutela ambientale mediante la produzione integrata di mitili e alghe, con l’obiettivo di generare crediti di carbonio (Task 2) quale forma di integrazione al reddito per i mitilicoltori.

Il Commissario alle bonifiche esprime il suo più vivo apprezzamento per l’approvazione in Giunta Regionale del Progetto MITICA (Mitilicoltura Integrata per la Tutela, l’Innovazione e la capacità di adattamento al cambiamento climatico ed Ambientale). “Il cuore pulsante di MITICA risiede nella sua profonda consapevolezza che i mitili di Taranto sono un presidio fondamentale per la depurazione delle acque e la bonifica dei fondali – afferma Uricchio -. Infatti, i bivalvi aumentano la biodiversità degli habitat e la ricchezza e l’abbondanza di specie, determinando anche un incremento delle comunità microbiche (nei sedimenti e quale microbiota tessuto specifico dei tessuti esposti all’ambiente come guscio, piede e bisso) che hanno un ruolo attivo anche della degradazione di inquinati organici, purtroppo presenti in particolare nel primo seno del Mar Piccolo di Taranto”.

“Attraverso l’esperimento di “heat-hardening”, si mira a rendere i mitili più resistenti all’aumento delle temperature marine, fenomeno sempre più pressante a causa dei cambiamenti climatici. Questo approccio innovativo punta a salvaguardare la produzione della cozza tarantina, la cui riduzione ha già causato gravi crisi nel settore. Inoltre, il progetto promuoverà la coltivazione di biomassa algale nei Mari di Taranto. Le macroalghe, infatti, assorbono CO2 durante la fotosintesi, contribuendo a mitigare l’acidificazione delle acque ed a rilasciare ossigeno che rende i mitili più resistenti in caso di temperature elevate. L’integrazione della mitilicoltura con la produzione algale è una strategia riconosciuta a livello internazionale per ridurre migliorare la qualità dell’acqua e aumentare la biodiversità locale – spiega il commissario straordinario per le bonifiche -.Un aspetto significativo è anche la presenza dei carbonati nei gusci dei mitili, riconoscendo la loro capacità di sequestrare il carbonio e agire come importanti “carbon sink”. Questo permette di quantificare il contributo della mitilicoltura alla riduzione delle emissioni di CO₂”.

Il Progetto MITICA apre nuove e significative prospettive economiche al comparto della mitilicoltura. La capacità di sostenere contestualmente la produzione di alghe marine autoctone rappresenta una strategia innovativa per anche per estrarre bioetanolo per la produzione di Sustainable Aviation Fuel, che può ridurre le emissioni di carbonio del traffico aereo fino all’80%. In aggiunta il progetto MITICA incarna un profondo valore sociale. La mitigazione della moria dei mitili potrà auspicabilmente salvaguardare un settore produttivo vitale per Taranto, preservando posti di lavoro e tradizioni – sottolinea Uricchio -. La creazione di un sistema di monitoraggio sistematico della mitilicoltura e dei fattori ambientali che ne influenzano la produttività, integrato con la collaborazione attiva degli operatori del settore, degli enti di ricerca e delle Istituzioni, favorirà un approccio condiviso e partecipativo”.

“La mitilicoltura – conclude il Commissario Uricchio – se condotta con pratiche sostenibili e supportata dalle Istituzioni e da una solida ricerca scientifica, non rappresenta solo un’attività economica di grande rilevanza per il territorio, ma si configura come un vero e proprio strumento di tutela ambientale. Proteggere la mitilicoltura significa, quindi, salvaguardare non solo un settore produttivo strategico e l’identità culturale di un territorio, ma anche preservare la salute dell’intero ecosistema marino. Un mare sano, a sua volta, garantisce la vitalità della mitilicoltura, in un circolo virtuoso che sottolinea come la prosperità economica e il benessere ambientale siano indissolubilmente legati. Il progetto MITICA si pone dunque come un modello esemplare di come l’innovazione e la sostenibilità possano convergere per la rinascita di un territorio, dimostrando che l’uomo può essere parte attiva di un equilibrio ecologico. In conclusione, il Progetto MITICA non è solo un’iniziativa scientifica, ma un investimento strategico nel futuro del nostro patrimonio marino e nella prosperità del nostro Paese Nazione. È la dimostrazione tangibile di come l’innovazione scientifica e la collaborazione possano tradursi in benefici concreti per l’ambiente, l’economia e la società, disegnando un percorso virtuoso verso una crescita sostenibile e una maggiore resilienza di fronte alle sfide dei nostri tempi”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/?s=mitili&submit=Go)

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