“Ieri pomeriggio, venerdì 17 giugno, si è verificata l’ennesima aggressione ai danni del personale del 118. Gli operatori del servizio di emergenza erano stati attivati dalla Centrale Operativa 118 di Taranto per un caso di difficoltà respiratoria e si sono recati in piazza Tedesco al quartiere Paolo VI.
Dopo aver valutato il paziente e deciso per il trasporto al nosocomio di Martina Franca, secondo le disposizioni della Centrale, la situazione è degenerata. Il paziente, all’improvviso, avrebbe estratto un coltello di 25 cm, puntandolo contro gli operatori sanitari.
A questo punto il personale del 118, mostrando prontezza e lucidità, è riuscito a fuggire in ambulanza per mettersi in salvo. Le forze dell’ordine sono intervenute rapidamente, giungendo sul posto insieme al Direttore del 118 di Taranto, dott. M. Balzanelli, per gestire la situazione.
Il Commissario Straordinario della Asl Taranto Vito Gregorio Colacicco esprime solidarietà e vicinanza a tutti gli operatori aggrediti e al direttore del 118 Mario Balzanelli e condanna fermamente la violenza. “Il personale del 118, come quello del Pronto Soccorso, è quello più esposto alle aggressioni – ha affermato Colacicco – Loro intervengono sempre, con impegno e tempestività, per aiutare chi è in difficoltà e non meritano di essere aggrediti in nessun modo mentre compiono il proprio lavoro. A tutti gli operatori del 118 impegnati va la mia solidarietà e il mio impegno affinché questo fenomeno preoccupante si possa arginare, a garanzia della dignità dei lavoratori e della loro salute”.
Il Commissario Straordinario Colacicco incontrerà, nei prossimi giorni, la task force aziendale che si occupa di prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari, al fine di aumentare l’attenzione sul percorso per la definizione e adozione di ulteriori misure per proteggere gli operatori. “Una severa condanna alle aggressioni ai sanitari – ripete Colacicco – è doverosa e necessaria: questi episodi non solo rappresentano un reato, ma sono anche il segnale preoccupante di un deterioramento del senso civico e della cultura del rispetto. I professionisti della salute dedicano la loro vita al benessere degli altri, spesso in condizioni difficili e sotto enorme pressione. Attaccarli fisicamente, verbalmente, o con un’arma, non è solo un gesto vile, ma mina le fondamenta stesse della convivenza civile. È urgente promuovere un’educazione al rispetto delle istituzioni e delle persone che ne incarnano il servizio, altrimenti il rischio è quello di normalizzare la barbarie.Le prestazioni mediche, infatti, sono strettamente personali e coperte da riservatezza e non è possibile militarizzare i servizi”.
*foto di repertorio