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Auto senza licenza, pulmini camuffati da navette turistiche, noleggiatori che si improvvisano tassisti. È la giungla del trasporto abusivo a Taranto, un fenomeno ormai dilagante che soffoca il lavoro dei taxi regolari, soprattutto nelle aree strategiche come il porto, la stazione e le caserme. Qui, mentre le autorità riescono a garantire solo saltuariamente i controlli, gli abusivi agiscono alla luce del sole, sottraendo clientela e alimentando un clima di tensione che rischia di esplodere.
«Lavoriamo con le carte in regola, ma siamo messi all’angolo da chi non rispetta alcuna regola e spesso ci minaccia anche», raccontano due tassisti regolari che hanno accettato di parlare solo sotto anonimato, per paura di ritorsioni. Li chiameremo Alberto e Cosimo. Il primo è nel settore da pochi anni, il secondo da oltre venti. Entrambi descrivono una realtà dove chi lavora legalmente è penalizzato, mentre gli abusivi prosperano in un sistema che definiscono «fuori controllo».
La situazione più grave è al porto, crocevia turistico sempre più centrale con l’arrivo delle navi da crociera, come quelle della compagnia Costa. «Quando c’è l’attracco, il terminal portuale è un far west. Noi tassisti – spiega Cosimo – non possiamo nemmeno entrare nell’area, gestita da un terminalista privato, e fuori, al varco est, si piazzano gli abusivi. Dicono di affittare auto senza conducente, ma in realtà offrono un servizio taxi illegale, portando i turisti ad Alberobello o Matera ad esempio».
La concorrenza sleale non si limita ai singoli improvvisati: «Ci sono vere e proprie organizzazioni, a volte con stand, come – aggiunge Cosimo – se fossero tour operator regolari. Quando arrivano le navi americane, c’è chi assume personale per dieci giorni per piazzarlo lì, sotto bordo, come navette abusive. Hanno tolto lavoro a decine di taxi regolari».
La domenica è il giorno più critico. «Fuori dal porto – commenta Alberto – c’è il caos. Appena la nave attracca, iniziano a procacciare clienti, anche in presenza delle forze dell’ordine. Alcuni nostri colleghi sono stati minacciati. E non parliamo solo di screzi, ma di veri e propri episodi di intimidazione. Una situazione inaccettabile».
Il fenomeno, segnalano i tassisti, si sta espandendo a stazione e caserme. «Si stanno allargando ovunque. Stanno colonizzando zone – spiega Cosimo – a ridosso delle Scuole Cemm, dell’Aeronautica, della scuola allievi carabinieri, della base navale. Appena fiutano clienti, si fiondano».
E il problema non è solo la concorrenza: c’è anche il rischio di truffe ai danni dei clienti. «Una signora – racconta Alberto – si è lamentata con noi per il prezzo altissimo pagato per una corsa su un’auto rumorosa e in pessime condizioni. Alla fine abbiamo scoperto che non era nemmeno un taxi regolare. Paradossalmente, prendere un taxi ufficiale a Taranto è spesso più economico che rivolgersi agli abusivi».
Sono pochi i clienti abituali. Chiaramente si lavora più nel periodo tardo primaverile ed estivo per la maggiore presenza di turisti. «Taranto – rileva Alberto – è una città comunque di quasi 200mila abitanti con dei presidi militari, un minimo di lavoro c’è. Ma riscontriamo problemi al porto, la stazione ferroviaria è quella che è e ci sono sempre meno treni».
Come se non bastasse, i tassisti tarantini si scontrano con ostacoli anche quando lavorano fuori città. «A Bari e Brindisi – denuncia Alberto – veniamo ostacolati. I colleghi baresi ci vedono come intrusi. A Bari in particolare veniamo fermati, controllati, quasi trattati come criminali. Eppure, siamo in regola».
Stefano Castronuovo, segretario provinciale di Casartigiani Taranto, è netto: «I tassisti regolari sono messi da parte da soggetti totalmente abusivi. Alcuni usano addirittura metodi da intimidazione mafiosa: adescano i turisti spaventandoli, li allontanano dai taxi regolari e li indirizzano verso mezzi illegali. Alcuni colleghi sono stati minacciati».
Il fenomeno, spiega Castronuovo, si divide in due filoni: «C’è chi, con l’auto privata, si piazza fuori da porto e stazione a caccia di turisti; e poi ci sono i noleggiatori senza conducente che offrono il servizio completo, violando la legge».
Lo scorso fine settimana un primo segnale è arrivato dalle istituzioni: controlli congiunti di Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Locale hanno ripulito per qualche ora l’area del porto. Ma, denuncia Castronuovo, «gli abusivi si sono semplicemente spostati a piazzale Democrate. Aspettano solo che l’attenzione cali per tornare a fare quello che facevano».
Per questo Casartigiani, insieme a Confesercenti Taranto, Unsic Taranto, Uri Taxi e LLP Taranto, ha chiesto al sindaco e al prefetto l’istituzione di un tavolo permanente per i servizi al turismo, con l’obiettivo di attuare un piano straordinario di controlli per tutta l’estate.
L’appello è corale: «Servono più controlli, ma anche una strategia. L’abusivismo – dichiarano le associazioni – ormai si è esteso ben oltre il porto. È presente in tutta la città e si alimenta anche attraverso i social e le piattaforme digitali, dove si vendono corse senza alcun controllo».
Un’emergenza che, oltre a danneggiare chi lavora legalmente, mette a rischio la sicurezza dei cittadini e l’immagine della città. «Il problema – concludono i tassisti – non è solo economico. Chi prende un abusivo corre rischi: nessuna assicurazione, nessun controllo, nessuna garanzia. Ma soprattutto, nessun rispetto per chi ogni giorno lavora con fatica e onestà».
Per i costi del servizio si rispetta «un tariffario comunale, che è memorizzato in tassametri – spiegano – controllati, vidimati e piombati. In tal modo garantiamo il conteggio tempo-chilometrico secondo una tariffa verificabile, poi diamo la possibilità di utilizzare il Pos e le nostre macchine sono controllate ogni anno, caratteristiche che rappresentano una garanzia per il cliente. Noi vogliamo solo legalità e rispetto per il nostro lavoro. È chiedere troppo?».