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A proposito dell’area in zona Marechiaro – San Vito (TA) posta sotto sequestro per la presenza di frammenti di cemento-amianto, ne abbiamo scritto in un precedente articolo recuperabile cliccando al seguente link https://www.corriereditaranto.it/2025/04/13/torneranno-i-bagni-a-marechiaro/. In attesa di scoprire a chi sarà dato l’incarico, abbiamo intervistato l’*** e alle Società Partecipate, Paolo Castronovi per provare a fare il punto della situazione.

Ylenia Gallo, presidente del “Comitato Civico San Vito” ha reso a conoscenza chi scrive che nel 2021 ha inviato una PEC al Comune e a tutti gli enti coinvolti nell’azione del sequestro in cui chiedeva quali fossero i tempi circa lo stato di avanzamento dei lavori di messa in sicurezza, bonifica e la successiva restituzione alla cittadinanza dell’area. Il Comune, precisamente la direzione Ambiente, le aveva risposto che era in corso il barrieramento della zona e che stavano effettuando i rispettivi carotaggi. Ad una successiva sollecitazione le è stato risposto che alla fine dello scorso anno, 2024, ci sarebbe stata la gara per la caratterizzazione del terreno.

Paolo Castronovi: «Il finanziamento, sicuramente, è stato recuperato. Bisognava partire con la gara per la messa in sicurezza ma non conosco i ritardi della direzione perché da inizio anno non ho più contezza. Da quel che ricordo la gara era pronta per essere bandita quindi, non avendo motivo di dubitarne, l’iter amministrativo proseguirà. Si vedrà il bando pubblicato per la messa in sicurezza dell’area che è la parte che va realizzata in maniera preponderante dal momento che le fibre di amianto trovate sulla battigia, già con il campionamento per la verifica del materiale che era stato ritrovato, e con altre operazioni, è stato eliminato perché si tratta di amianto derivante da residui presenti nella falesia da materiali di risulta degli anni 50/60. In realtà non è emerso granché dalle verifiche effettuate dal comune per la caratterizzazione quindi basterà la messa in sicurezza dell’area per rendere fruibile tutta la zona. Credo che il bando sia imminente dato che ricordo anche io che a fine anno scorso, trovate le risorse, la direzione Ambiente lo stesse predisponendo».

Circa quanto dichiarato dall’ex assessore abbiamo chiesto a delle fonti tecniche se effettivamente fossero stati già eliminati i frammenti di cemento-amianto attraverso l’operazione di campionamento. La riposta ricevuta è che alcuni campioni sono stati raccolti per le analisi SEM (Microscopia Elettronica a Scansione) ma non sono stati rimossi tutti i frammenti fotografati in battigia. Probabilmente però, sempre secondo le fonti tecniche, dato che l’ex assessore ha parlato di “altre operazioni”, hanno presupposto che potrebbero aver effettuato altre caratterizzazioni e proceduto alla rimozione del materiale.

Proseguendo l’intervista, abbiamo poi chiesto da dove sono stati recuperati i finanziamenti per predisporre il bando?

«Onestamente non me lo ricordo però c’era una linea di intervento a cui candidarono quest’opportunità. Era una linea di finanziamento regionale perché parliamo di un’attività iniziata nel 2019 quando ancora non c’erano contezze nel del PNRR e né del Just Transition Fund».

Mi sa dire perché il bando per la messa in sicurezza pare sia fermo nonostante nel seguente Avviso Pubblico, reperibile cliccando accanto “https://old.comune.taranto.it/attachments/article/8519/1%20Avvisodiinteresse1-signed.pdf”, ci sia scritto che “Le manifestazioni di interesse a partecipare alla gara in oggetto dovranno essere inviate esclusivamente via PEC all’indirizzo ambiente.comunetaranto@pec.rupar.puglia.it entro e non oltre le ore 10.00 del giorno 04/11/2024”?

«Sicuramente è stato necessario trovare la forma di finanziamento dato che ricordo che l’importo non era molto piccolo quindi bisognava trovare la linea di finanziamento per poterlo fare. Già furono impiegati intorno ai 50.000/100.000 mila euro soltanto per la perimetrazione a seguito del sequestro dell’area. Successivamente l’importo per fare l’attività di campionamento è stato recuperato da fondi di bilancio del comune però le attività di messa in sicurezza e di bonifica avevano bisogno di un importo maggiore e si è aspettato di trovare la linea di finanziamento che sicuramente è stata recuperata».

Avremmo voluto porre queste domande ad Alessandro De Roma della “Direzione ambiente salute e qualità della vita” ma non abbiamo avuto alcun riscontro. Abbiamo provato anche tramite Paolo Castronovi a contattarlo ma l’ex assessore non ci ha più risposto dopo aver rilasciato l’intervista. E, ancora, abbiamo provato a contattare l’ingegnere Sabrina Imperio, firmataria dell’Avviso Pubblico sopracitato ma, anche in questo caso, non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

Resteremo vigili per comprendere come evolveranno i lavori di bonifica e di restituzione dell’area alla cittadinanza, nel frattempo continueremo a sollecitare gli organi da cui non abbiamo ricevuto alcun riscontro.

 

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