Mentre la vertenza ex Ilva è al centro della discussione sull’Accordo di Programma Interistituzionale (sul quale i vari enti probabilmente troveranno una sintesi nelle prossime 48 ore) e del riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (proprio la sottoscrizione dell’Accordo di Programma farebbe slittare i tempi per il rilascio del decreto da parte del ministero dell’Ambiente), l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA Puglia) ha pubblicato la relazione in cui sono riportati i dati di monitoraggio della qualità dell’aria registrati nel 2024 nella provincia di Taranto. Per gli inquinanti normati dal D. Lgs. n.155/2010, nella relazione sono state mostrate anche le mappe prodotte dal sistema modellistico per la previsione e la valutazione dello stato della qualità dell’aria di ARPA Puglia, incentrato sul codice euleriano di tipo fotochimico FARM.

Inoltre, sono stati forniti i dati relativi alle deposizioni atmosferiche di polveri, microinquinanti organici e inorganici monitorate con la rete deposimetrica presente sul territorio tarantino.

Nel 2024, come già negli ultimi anni, nella provincia di Taranto sono stati rispettati tutti i limiti di legge per la qualità dell’aria ambiente fissati dal D. Lgs. n.155/2010. Nel corso del 2024, si è assistito al calo delle concentrazioni di benzene nel quartiere Tamburi di Taranto, il più vicino allo stabilimento siderurgico di Acciaierie d’Italia S.p.A. in A.S. Negli anni precedenti, seppure non si fosse mai superata la concentrazione limite annuale, i livelli di questo inquinante in aria ambiente avevano mostrato una preoccupante tendenza al rialzo, con ripetuti e crescenti episodi di inquinamento acuto di breve durata, a partire dal 2020 e sino ad arrivare al picco del 2023.

Scorrendo i dati presenti nella relazione, si legge che nel 2024 il limite annuale di concentrazione per il PM10 (40 µg/m3) è stato rispettato in tutti i siti di monitoraggio della provincia di Taranto. La concentrazione più elevata è stata registrata nel sito Tamburi-Orsini (27 µg/m3). Nello stesso sito è stato registrato il maggior numero di superamenti del valore limite giornaliero (13), valore che include i superamenti dovuti al trasporto di polveri da regioni desertiche (quali ad esempio il Sahara) che la Direttiva Europea sulla qualità dell’aria 2008/50/CE consente di decurtare.

In tutti i siti di monitoraggio della Rete Regionale della Qualità dell’Aria (RRQA) le medie annue di PM10 del 2024 sono confrontabili o in diminuzione rispetto a quelle del 2023, con un lieve aumento solo a Taranto presso la centralina di Via Alto Adige. I valori più bassi sono stati registrati a Taranto – CISI e Statte – Via delle Sorgenti. Nel periodo 2017-2024 le concentrazioni medie annue della RRQA sono risultate tendenzialmente stabili e comunque sempre inferiori al valore limite annuale.

Nella rete di Acciaierie D’Italia, i valori più elevati si registrano costantemente nel sito Cokeria dove, però, dal 2017 al 2024 si registra una tendenziale diminuzione delle concentrazioni. Nelle altre stazioni di questa rete non si osservano, invece, sostanziali variazioni nel periodo considerato. Anche le mappe, ottenute dall’integrazione dei dati modellati e dei dati misurati dalla RRQA, non mostrano per il 2024 nell’area di Taranto superamenti dei valori limite prescritti per il PM10.

Come negli anni precedenti, anche nel 2024 il valore limite sulla media annua di concentrazione per il PM2.5 (25 µg/m3) è stato rispettato in tutti i siti di monitoraggio della qualità dell’aria di Taranto. Anche la mappa, ottenuta dalla integrazione dei dati modellati e dei dati misurati dalla RRQA, non mostra nell’area di Taranto alcun superamento del suddetto valore limite. La concentrazione più elevata (14 µg/m3) è stata registrata, come negli anni precedenti, nella stazione Tamburi-Orsini, che nel corso dell’anno registra concentrazioni quasi costantemente più alte rispetto alle altre. In generale, rispetto al 2023, nel 2024, le concentrazioni di PM2.5 sono rimaste pressoché invariate.

Nel periodo 2017-2024 nella RRQA i valori di PM2.5 non si sono osservate variazioni di rilievo nei singoli di siti di monitoraggio, con valori costanti o in leggero calo. Nello stesso periodo, nella rete interna ADI la stazione Cokeria ha registrato una marcata diminuzione, mentre negli altri siti sono state registrate diminuzioni più ridotte o situazioni di sostanziale di stabilità.

Nel 2024 il limite annuale di concentrazione per il benzene è stato rispettato in tutti i siti attivi a Taranto, che è tornato ai livelli pre 2018. La media annua di benzene più alta (2,1 µg/m3) nei siti esterni allo stabilimento siderurgico è stata registrata nel sito Tamburi–Orsini, in calo rispetto al valore del 2023 (3,6 µg/m3). Nei rimanenti siti esterni allo stabilimento ADI, i valori medi annui sono rimasti al di sotto di 2 µg/m3.

Nella rete ADI le concentrazioni più elevate sono state registrate, quest’anno come nei precedenti, dalla stazione Cokeria. Questo dato è coerente con la collocazione del sito, posto a ridosso delle batterie di distillazione del carbon fossile, rilevante sorgente emissiva di benzene. Anche la mappa della concentrazione media annuale ottenuta dalla integrazione dei dati modellati e dei dati misurati dalla RRQA non mostra nell’area in esame alcun superamento del valore limite prescritto.

È da evidenziare che nei due siti più vicini al confine dello stabilimento Acciaierie D’Italia (Taranto-Machiavelli e Tamburi-Orsini) le concentrazioni hanno registrato un rapido calo a partire dal mese di aprile 2024, per attestarsi a valori pressoché stazionari nella restante parte dell’anno solare. Questo andamento ha portato a un significativo calo delle concentrazioni rispetto all’anno precedente, in particolare nella stazione Tamburi – Orsini. In questo sito, e nel contiguo Taranto-Machiavelli, dal 2020 al 2023 era stato registrato un incremento dei valori che non si era avuto nei siti più lontano dall’area industriale (Taranto – Via Alto Adige e Taranto – CISI). Nel 2024 si è osservata l’inversione di questa tendenza.

Nel 2024 i valori di benzene sono calati anche nelle stazioni della rete ADI Cokeria, Direzione, Meteo Parchi mentre nei siti RIV1 e Portineria C risultano confrontabili con quelli degli anni 2021-2023. Il calo di concentrazioni registrato a partire da aprile 2024 ha avuto come riflesso la diminuzione degli eventi di inquinamento acuto nei quartieri di Taranto più vicini allo stabilimento siderurgico: nel 2024 sono state registrate 24 eccedenze della soglia oraria di 27 mg/m3 a Tamburi – Orsini (erano 155 nel 2023) e 15 a Taranto – Machiavelli (47 nel 2023). La quasi totalità di questi eventi è stata registrata nel primo quadrimestre dell’anno 2024.

Scorrendo le pagine della relazione di ARPA Puglia, si legge che nel 2024 i limiti di concentrazione previsti dal D. Lgs. 155/2010 per NO2 (biossido di azoto) sono stati rispettati in tutti i siti di monitoraggio attivi a Taranto. Allo stesso modo non si sono registrati superamenti del limite orario. La media annua più elevata (28 µg/m3 ) è stata misurata a Martina Franca, sito da traffico. Sempre lo scorso anno, come già negli anni precedenti, il limite di concentrazione per il CO (monossido di carbonio) di 10 mg/m3 (come massimo orario delle medie mobili sulle 8 ore), non è stato superato in nessuno dei siti di monitoraggio e i livelli registrati non hanno mostrato nessuna criticità. In entrambi i casi la mappa, ottenuta dalla integrazione dei dati modellati e dei dati misurati dalla RRQA, non ha mostrato nell’area di Taranto alcun superamento del suddetto valore limite.

Anche per quanto concerne invece l’inquinante SO2 (biossido di zolfo) non sono stati registrati superamenti né del valore limite orario (350 μg/m³ da non superare più di 24 volte per anno civile), né del limite giornaliero (125 μg/m3, da non superare più di 3 volte per anno civile). Nel 2024 le medie annue hanno mostrato un lieve aumento rispetto al 2023. La media annua più elevata è stata misurata in Statte – Via delle Sorgenti. In merito all’ozono invece, sel sito Taranto – Talsano si sono riscontrati 14 superamenti del valore obiettivo mentre nel sito Taranto – San Vito non si sono registrati superamenti. Si rammenta che il valore obiettivo prevede che i giorni di superamento possano essere al massimo 25 nell’arco dell’anno.

L’idrogeno solforato, o H2S, non è normato dal D. Lgs. n.155/2010. Per tale sostanza, il valore assunto come riferimento è la soglia olfattiva pari a 7µg/m3mediato su 30 minuti. Le medie annue più elevate di H2S nel 2024, pari a 2.3 µg/m3, sono state registrate a Taranto – Archimede e Tamburi – Orsini. A Taranto – Archimede il massimo orario raggiunto nel 2024 è stato di 17 µg/m3 mentre in Tamburi – Orsini di 14 µg/m3 .

Nel 2024 il Benzo(a)Pirene è stato monitorato in quattro siti della RRQA (Taranto-Via Machiavelli, Taranto – Via Alto Adige, Taranto-Talsano. Martina Franca) e nella postazione aggiuntiva presso la Scuola Deledda nel quartiere Tamburi. In tutti i siti la concentrazione media annua è risultata inferiore al valore obiettivo previsto dal D. Lgs. n.155/2010 (1 ng/m3). La concentrazione media annua più elevata (0,3 ng/m3 ) è stata misurata nel sito della Scuola Deledda. Anche la mappa elaborata per il BaP a partire dai dati modellati non mostra nell’area di Taranto alcun superamento del valore obiettivo.

Anche i metalli pesanti nel 2024 sono stati monitorati in quattro siti della RRQA (Taranto-Via Machiavelli, Taranto – Via Alto Adige, Taranto-Talsano, Martina Franca) e nella postazione aggiuntiva presso la Scuola Deledda. I valori medi annuali riscontrati nei cinque siti sono risultati sempre inferiori ai rispettivi valori di riferimento.

Nella relazione di ARPA Puglia sono presenti anche i dati del monitoraggio delle deposizioni atmosferiche, che pubblicheremo a stretto giro.

E’ chiaro, infine, che bisogna sempre ricordare che “va, in ogni caso, tenuto presente che il rispetto dei limiti di qualità dell’aria previsti dalla normativa italiana (D. Lgs. n.155/2010), recepimento di analoga normativa europea, sia per quanto riguarda il limite giornaliero del PM10 che quello annuale, i limiti per il benzo(a)pirene e i metalli nel PM10, è riferito esclusivamente alla valutazione di aspetti di carattere ambientale. La presente relazione non contiene elementi di valutazioni di carattere sanitario, che restano di competenza delle Aziende Sanitarie Locali“.

Così come il fatto che questi dati siano figli da un lato di una produzione annua molto bassa da parte del siderurgico (2 milioni di tonnellate) e dall’altra di una manutenzione maggiore degli impianti (emblematico il caso benzene che cresceva nonostante diminuisse la produzione, proprio perché l’azienda aveva di fatto fermato gli impianti di denaftalinaggio e debenzolaggio che avrebbero potuto abbattere l’emissione dello stesso proveniente dall’area sottoprodotti).

(leggi tutti gli articoli sulla qualità dell’aria https://www.corriereditaranto.it/?s=qualità+dell%27aria&submit=Go)

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