“Secondo il principio di solidarietà cederemo parte dei nostri metri cubi d’acqua alla vicina Puglia per sopperire alla grave crisi idrica e ai lavori ancora in corso, anche se in via di completamento, alla galleria del San Giuliano“. Lo ha reso noto l’assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata Carmine Cicala nel corso dell’incontro di stamane, organizzato dal prefetto di Taranto Paola Dessì, con le associazioni di categoria Cia, Coldiretti e Copagri e i rappresentanti dei comuni di Ginosa, Laterza, Castellaneta, Palagianello e Palagiano.

Con loro, a Taranto in prefettura, allo stesso tavolo erano seduti anche l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia Donato Pentassuglia, i rappresentanti di Arif, dei consorzi di bonifica della Puglia e della Basilicata, Autorità di Bacino, Acque del Sud e Acquedotto Pugliese, i sindaci dei comuni più interessati (Castellaneta, Ginosa, Laterza, Palagiano, Palagianello).

Affrontare l’attuale carenza di acqua nel tarantino e individuare soluzioni immediate per garantire la tenuta del comparto agricolo e la sicurezza di quei territori: era infatti questa la finalità dell’incontro tenutosi questa mattina in prefettura a Taranto.

al confronto è emersa una proposta condivisa per il recupero di risorse idriche aggiuntive a favore del Consorzio di bonifica centro sud Puglia, attraverso l’impiego di economie residue da altri utilizzatori. L’intervento sarà definito in tempi rapidi nell’ambito della Segreteria tecnica del Comitato di coordinamento dell’accordo di programma Puglia-Basilicata, così da superare l’attuale fase critica in attesa del completamento dei lavori alla diga, previsto entro fine mese. Attività di manutenzione straordinaria, a seguito del crollo dello scorso anno, essenziali per l’attingimento idrico da quella diga.

Un momento dell’incontro in Prefettura sulla crisi idrica nella provincia di Taranto

“Si tratta di lavori davvero delicati e complessi – ha spiegato Cicala – ma le attività sono ormai in chiusura. Intanto, appurato che abbiamo consumato meno acqua del quantitativo che ci era stato ripartito, cederemo in tempi stretti l’acqua del fiume Sinni (diga di Monte Cotugno) alla Puglia”.

Sul tema è intervenuto anche l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia Donato Pentassuglia, spiegando che per conoscere le tempistiche di questa soluzione-tampone bisognerà attendere l’esito del tavolo della segreteria tecnica convocato per giovedì 10 luglio. “Alla presenza del prefetto di Taranto abbiamo firmato un documento congiunto e questo è un buon primo passo, ma tutto dipenderà dal tavolo tecnico che è in capo alla Basilicata e che si svolgerà già domani. Ad ogni modo – ha aggiunto Pentassuglia – il mio assessorato è già a lavoro per collaborare alla stesura di questa intesa e per valutare il quantitativo d’acqua di cui necessitiamo, almeno fino al termine dei lavori alla galleria di San Giuliano”.

Cia Due Mari, presente all’incontro in prefettura con il suo presidente Pietro De Padova, con il direttore Vito Rubino, il vicepresidente vicario regionale Giannicola D’Amico e una folta rappresentanza di associati dentro e fuori al palazzo, resta prudente e chiede di conoscere rapidamente e con certezza i tempi necessari per completare i lavori in Basilicata (si parlerebbe di fine luglio).

Allo stesso tempo, chiede ai due assessori regionali a quanto ammonterebbe il quantitativo d’acqua che la Basilicata cederà alla Puglia, da quando sarà possibile attivare questa fornitura e, infine, se questa fornitura potrà essere erogata fino al totale ripristino della normale funzionalità della condotta del San Giuliano.

Gli interrogativi della Cia, condivisi anche dalle altre associazioni di categoria e dai rappresentanti dei comuni presenti oggi in prefettura, sono stati formalizzati in una lettera congiunta inviata al prefetto di Taranto e agli assessori regionali Pentassuglia e Cicala.

One Response

  1. Va tutto bene se si trova una soluzione in emergenza. Ma, ripeto, come mai nessuno e nemmeno le associazioni degli agricoltori sollevano il problema della destinazione delle acque depurate con il nuovo impianto di Manduria? Certo non si risolve l’attuale criticità nella zona, ma almeno si potrà avere una maggiore disponibilità d’acqua in futuro. Io ho il dubbio che tutto il silenzio voglia dire che l’acqua depurata prende una strada diversa e non quella irrigua. Complici le associazioni degli agricoltori?

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