Nel 2024 i valori di deposizione di materiale particellare sedimentabile sono risultati tutti inferiori ai limiti presenti in alcuni Paesi europei, fatta eccezione per la postazione Scuola Deledda dove è stato registrato un valore maggiore del limite vigente sia in Austria, pari a 210 mg/(m2*d), sia nel Regno Unito, Svizzera e Slovenia pari a 200 mg/(m2*d), ma inferiore al valore di 350 mg/(m2*d) vigente in Belgio, Croazia e Germania.
Confrontando le classi di polverosità elaborate dalla Commissione centrale con i dati di deposizione del 2024, risulta che le postazioni della Rete ARPA ricadono nella Classe II – indice di polverosità bassa mentre la stazione Tamburi-Orsini ricade in Classe III – indice di polverosità media e AGL2 in Classe IV – indice di polverosità medio-alta.
E’ quanto si legge nella relazione nella sezione dedicata alle deposizioni atmosferiche, in cui sono riportati i dati di monitoraggio della qualità dell’aria registrati nel 2024 nella provincia di Taranto redatta dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA Puglia), i cui contenuti abbiamo riportato in un articolo precedente. Ricordiamo che il confronto con i limiti (media annuale) presenti in alcuni paesi europei in virtù assenza di limiti nella normativa italiana. In assenza di limiti presenti nella normativa italiana vigenti, alcune valutazioni possono essere ottenute confrontando i ratei di deposizione determinati nel sito di interesse con quelli determinati nel “sito di fondo” di Talsano.
In merito alle Deposizioni atmosferiche di metalli pesanti, per i parametri Arsenico, Cadmio, Nichel, Piombo, Tallio e Zinco, non ci sono stati superamenti dei limiti presenti in alcuni Paesi europei che in nessuna delle postazioni di monitoraggio eccezion fatta del valore di Zinco nella postazione dell’Agglomerato 2 (448 µg/(m2*d), a fronte del valore limite proposto da Svizzera e Slovenia pari a 400 µg/(m2*d).
Le deposizioni totali di Ferro e Manganese registrate nelle postazioni della Rete di Acciaierie d’Italia sono risultate più elevate rispetto a quelle della Rete ARPA.
Il confronto tra i dati di deposizione di Ferro, Manganese e Zinco disponibili per l’anno 2024 e quelli relativi all’anno 2023, ha mostrato i seguenti dati: i valori medi di deposizione di Ferro mostrano in tutte le postazioni un incremento che varia dall’1% (Autorità Portuale) al 49% (Tamburi – Orsini), ad eccezione della stazione Scuola Deledda in cui si osserva un decremento del 16%; i valori medi di deposizione di Manganese mostrano in tutte le postazioni un incremento che varia dall’1% (Tamburi- Orsini) al 67% (AGL2), ad eccezione della stazione Scuola Deledda in cui si osserva un decremento del 11%; i valori medi di deposizione di Zinco mostrano in tutte le postazioni un decremento che varia dal 2% (Tamburi- Orsini) al 68% (Autorità Portuale), ad eccezione della stazione AGL2 in cui si osserva un incremento del 25%.
Per quanto riguarda invece le deposizioni atmosferiche di Microinquinanti Organici, nella relazione si legge che le immissioni di diossine tramite deposizione atmosferica umida e secca del materiale aeriforme sedimentabile nelle aree urbane prossime allo stabilimento hanno registrato un decremento a partire dall’anno 2012.
Nel corso del quinquennio 2013-2017 i valori registrati per la rete deposimetrica ARPA esterna al perimetro aziendale (Tamburi-Orsini, Talsano, Scuola Deledda, Masseria Carmine) sono stati prossimi a quelli della stazione di fondo (Talsano).
Nel periodo immediatamente successivo, e più recentemente nel corso dell’inverno 2021-2022 la postazione di prelievo Masseria Carmine, ha registrato due periodi di relativo innalzamento delle concentrazioni di PCDD/F. Il primo nel corso dei mesi giugno-ottobre 2018 assieme a concomitanti valori elevati all’interno dello stabilimento ex Ilva (un caso che ancora oggi rimane avvolto nel mistero e sul quale come sempre avviene da queste parti scoppiò per pochi giorni un vero e proprio finimondo). Il secondo, verificatosi simultaneamente anche presso le postazioni Scuola Deledda e Tamburi-Orsini, ha interessato particolarmente il mese di novembre 2021. In particolare, i valori recentemente osservati sono risultati superiori alle linee guida vigenti in Germania (4pg TE/m2 die – siti di pascolo).
In questo secondo caso però, all’epoca ci venne spiegato che quanto avvenuto è legato ad un fenomeno ben specifico. Dato per assodato che anche grazie agli interventi negli ultimi anni le concentrazioni di diossina sono inferiori rispetto al passato, in particolar modo sulla zona Tamburi-Paolo VI-Masseria Carmine, aleggiasse una nube aeriforme di diossina (sostanza chimicamente pesante che tende a precipitare entro brevi distanze dal luogo di emissione in atmosfera), che a causa della pioggia caduta nel mese di novembre (in 30 giorni caddero tanti millimetri quanti ne dovevano cadere in tutto il 2021) comportò per la diossina la non possibilità di disperdersi in altra maniera e in tempi più lunghi.
(rileggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/07/14/taranto-meno-diossina-resta-il-mistero-sui-casi-del-passato2/)
È osservabile una tendenza all’incremento per le medie annuali per il parametro Totale TEQ (tossicità equivalente) registrate presso la postazione AdI AGL2, interna allo stabilimento siderurgico.
Sussiste, inoltre, una criticità per le deposizioni di Benzo(a)pirene per la postazione Tamburi Orsini che per l’anno 2024 risulta pari a 17 volte la media annuale rilevata a Talsano (fondo urbano), caratterizzato da simile orografia e densità antropica, incluso il traffico veicolare, ma situata circa 10 km più a sud rispetto all’area industriale. La postazione AGL2, interna allo stabilimento siderurgico mostra un sensibile incremento per le deposizioni di BaP nel corso dell’ultimo quadriennio.
La piovosità, parametro meteorologico maggiormente in grado di influenzare la deposizione umida, così come registrata per l’area tarantina nel corso della stessa decade, appare scarsamente correlabile con le concentrazioni determinate al suolo, portando alla conclusione che queste possono invece essere il risultato della variazione nel tempo di altri parametri, come ad esempio l’intensità delle attività produttive dell’adiacente area industriale o la movimentazione di materiali in grado di rilasciare microinquinanti organici sotto forma di particelle aerodisperse sedimentabili.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/07/08/qualita-dellaria-nel-2024-cala-il-benzene/)


